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mercoledì 1 gennaio 2014

2083, una dichiarazione di indipendenza europea - Parte 1

Cari amici, sto iniziando a tradurre un certo libro scritto da un certo gentiluomo di Oslo. Ho deciso di pubblicarlo su questo blog come contributo alla cultura europea. Ovviamente non e' una di quelle merdose traduzione di Google, l'ho tradotto io parola per parola, che ci crediate o no. Ho tradotto il termine "political correctness" con "Tolleranza" e in effetti rispecchia in pieno la "tolleranza" che trovi nelle universita' italiane, dove sei tollerato solo se sei un sinistorso. Se non lo sei, diventi un "fascio di merda" e perdi il diritto di parola.
 Buona lettura.



Introduzione – Cosa è la “Political Correctness”?


Una delle intuizioni più importanti del pensiero filosofico conservatore dice che le ideologie sono tutte sbagliate. L'ideologia prende un sistema filosofico, scritto da uno o più filosofi e dice: "questo sitema DEVE essere vero". Ovviamente la realtà finisce per contraddire il sistema, spesso su vari aspetti. Ma l'ideologia, per sua natura, non si può adeguare alla realtà; fare ciò significa abbandonare il sistema filosofico. Questo vale per tutti i sistemi: cristiani, maomettani, marxisti, pacifisti, vegani, berlusconiani, sono tutti uguali da questo punto di vista.

Quindi, la realtà dovrà essere soppressa. Se l'ideologia è al potere userà i suoi poteri per la soppressione, proibendo di scrivere o di parlare di certi fatti. Il suo obiettivo è la prevenzione non solo dell'espressione dei pensieri che contraddicono "la verità", ma anche il pensare quei pensieri. Alla fine il risultato è sempre lo stesso: campo di concentramento, gulag e fossa comune. 

Cosa succede agli Europei che pensano che ci siano differenze tra i gruppi etnici, che pensano che i ruoli tradizionali della società per gli uomini e per le donne riflettano la loro natura, o che pensano che l'omosessualità sia moralmente sbagliata?
Se sono personaggi pubblici, devono scusarsi per le loro opinioni. Se sono studenti, rischiano l'espulsione. Se sono dipendenti privati, rischiano la perdita del posto di lavoro. Qual'è il loro crimine? Contraddire la "Tolleranza" della nuova ideologia Euro(sovietica).

Ma cosa è esattamente la “Tolleranza?” I Marxisti hanno usato il termine per circa 80 anni per indicare "Il pensiero generale del Partito". Si potrebbe dire che la "Tolleranza" è il pensiero generale dei Partiti Marxisti nei Paesi Europei di oggi; certamente, nessuno che osi contraddirla può essere membro di un Partito al governo di oggi. Ma non sappiamo ancora cosa è realmente.

Dobbiamo cercare di rispondere a questa domanda. L'unico modo per comprendere una ideologia è cercare le sue origini storiche, il suo metodo di analisi e vari componenti chiave, includendo il ruolo delle università e i legami col movimento Femminista.

Se vogliamo prevalere e riportare i nostri Paesi alla piena libertà di pensiero ed espressione, dobbiamo conoscere il nostro nemico. Dobbiamo comprendere cosa è la "Tolleranza". Come vedrete, se riusciamo a trovare le vere origini e la natura della "Tolleranza" avremo fatto un passo da gigante verso la sua fine.

Gli inizi – La "Tolleranza" è il Marxismo

Molti Europei vedono gli anni '50 come "i bei vecchi tempi". Le nostre case erano sicure, al punto che molti non chiudevano nemmeno la porta a chiave. Le scuole pubbliche erano generalmente eccellenti, il massimo dei problemi erano gli studenti che parlavano in classe e correvano nei corridoi. Molti uomini trattavano le loro donne come regine, molte donne si dedicavano nel mantenere le loro case, crescere i bambini e aiutare la loro comunità. I bambini crescevano in famiglie solide, e la madre era a casa pronta ad accogliere il bambino quando tornava a casa da scuola. L'intrattenimento era adatto ad essere apprezzato da tutta la famiglia.

Cosa è successo nel frattempo?

Se un uomo degli anni '50 venisse trasportato nell'Europa del 2000 non la riconoscerebbe nemmeno. Si troverebbe minacciato da rapinatori, ladri d'auto e anche peggio, perchè non abituato a vivere nel terrore continuo per la propria vita. Non riuscirebbe a capire che non deve neanche entrare in certi quartieri, che la sua macchina deve essere chiusa a chiave e allarmata, che non deve osare dormire la notte senza chiudere tutto a chiave e accendere l'allarme.

Se l'uomo degli anni'50 portasse la sua famiglia con sè, lui e sua moglie penserebbero di poter mandare i figli alla scuola pubblica. Quando i figli, di ritorno da scuola parlassero di quello che hanno visto e sentito i genitori non sarebbero contenti. Non accetterebbero il fatto che loro figlio è dovuto passare attraverso i metal-detector per entrare a scuola, che uno dei loro compagni gli ha offerto una strana polverina bianca e che gli insegnanti gli hanno detto che l'omosessualità è normale e giusta.

In ufficio, l'uomo degli anni '50 potrebbe accendersi una sigaretta, fare una battuta maschilista o un commento contro gli immigrati. Uno qualunque di questi atti causerebbe rimproveri ufficiali e probabilmente gli farebbe rischiare il licenziamento.

La moglie anni'50 probabilmente si metterebbe un bel vestito con cappello e guanti per fare un giro in centro, senza capire il perchè la gente la guarda male.

Dopo cena, la famiglia penserebbe di sedersi sul sofà e guardare un pò di TV, solo per chiedersi come mai quasi tutti i canali trasmettano pornografia per adulti.

Se potessero farlo, tornerebbero di corsa negli anni'50 con una storia orribile da raccontare. La loro storia è quella di una nazione decaduta e degenerata in modo incredibile, trasformatasi in meno di mezzo secolo in un paese del Terzo mondo, infestato da criminalità, inquinamento, droga e immondizia. In confronto la caduta di Roma è stata indolore.

Perchè è successo tutto ciò?


Negli ultimi 50 anni l'Europa è stata conquistata dalla stessa forza che aveva conquistato la Russia, la Cina, la Germania e l'Italia. L'ideologia. Qui e in altri luoghi l'ideologia ha causato danni enormi alla cultura tradizionale che ha sostituito, frantumandola e spazzandola via. Al suo posto sono arrivati paura e rovina. La Russia ci metterà una generazione o due per riprendersi dal Comunismo, sempre che ce la faccia.
L'ideologia che ha conquistato l'Europa si può chiamare “Tolleranza.” Alcuni la vedono come una barzelletta, ma non lo è. E'una cosa tremendamente seria, che vuole alterare tutte le regole, formali e informali che governano le relazioni tra le persone e le istituzioni. Vuole cambiare i comportamenti, i pensieri, persino le parole che usiamo. In molti casi lo ha già fatto. Chi ha più il coraggio di fare battute maschiliste di questi tempi?

Insomma, cosa è la “Tolleranza?” La "Tolleranza" è il Marxismo tradotto dai termini economici a quelli culturali. Il tentativo di portare il Marxismo nella cultura non è iniziato durante la ribellione studentesca degli anni '60, ma risale agli anni '20, negli scritti del comunista italiano Antonio Gramsci. Nel 1923, in Germania, un gruppo di Marxisti fondò un istituto dedicato a questa transizione, l'Istituto per la Ricerca Sociale (poi noto come Scuola di Francoforte). Uno dei suoi fondatori, George Lukacs, affermava che il suo obiettivo era dare risposta alla alla domanda: "Chi ci salverà dalla civiltà occidentale?" La scuola riuscì ad ottenere una profonda influenza nelle università Europee e Americane dopo che i suoi luminari fuggirono nel resto di Europa e negli Stati Uniti per salvarsi da Hitler. In Europa Occidentale la Scuola di Francoforte ottenne influenza nelle università dal 1945 in poi.

La Scuola mischiò Marx con Freud e altre influenze (alcune Naziste, altre Marxiste), aggiunse teorie linguistiche e ottenne la "Teoria Critica" e il "decostruzionismo". Queste teorie influenzarono le pratiche educative e attraverso le istituzioni universitarie diedero vita alla “Tolleranza.” Le origini sono chiare, e arrivano direttamente fino a Marx.

I paralleli fra il vecchio Marxismo economico e il NeoMarxismo culturale sono evidenti. Il NeoMarxismo, ossia l'ideologia della "Tolleranza", ha la stessa visione Marxista di una società senza classi, ossia una società dove non ci sono solo eguali opportunità, ma anche condizioni uguali per tutti.
Questa visione contraddice la natura umana!
Dato che le persone sono differenti finiranno per vivere in modo differente, anche se sono partite tutte allo stesso modo. La società non accetterà mai condizioni di uguaglianza, se non sotto forzatura. 

Secondo entrambe le varianti del Marxismo la forzatura è necessaria. Questo è il primo parallelo tra i due Marxismi, entrambi sono ideologie totalitarie. La natura totalitaria dell'ideologia della "Tolleranza" si può vedere nelle università dove ormai è diventata obbligatoria. Le libertà di parola, di stampa e di pensiero sono state eliminate, solo il pensiero "Tollerante" (cioè Marxista) è ammesso.

Il secondo parallelo tra i due Marxismi e che entrambi hanno una spiegazione a senso unico della storia. Il Marxismo classico afferma che tutta la storia è determinata dalla proprietà dei mezzi di produzione. Il NeoMarxismo afferma che la storia è determinata da quale gruppo (definito da sesso,razza, religione e sessualità) ha potere sugli altri gruppi.

Il terzo parallelo e che entrambi I Marxismi definiscono certi gruppi come virtuosi e altri come malvagi a priori, senza contare il comportamento degli individui. Il Marxismo classico definisce lavoratori e contadini come virtuosi, mentre I borghesi (la classe media) e gli altri proprietari del capitale sono malvagi per definizione. Il NeoMarxismo vede tutte le minoranze come vittime; Musulmani, donne femministe, omosessuali e altri gruppi di minoranza sono virtuosi per definizione, mentre gli uomini Europei (cristiani o atei) sono automaticamente considerati malvagi.
I Marxisti culturali non concepiscono l'esistenza di donne non femministe e definiscono Musulmani, Asiatici e Africani che rifiutano la “Tolleranza” come esseri malvagi.

Il quarto parallelo è l'esproprio. I Marxisti economici quando arrivano al potere espropriano le proprietà dei borghesi e le donano allo Stato, inteso come “rappresentante” dei lavoratori e dei contadini. I NeoMarxisti quando arrivano al potere (anche attraverso i governi) impongono penalità sugli Europei nativi e sugli altri che sono in disaccordo con loro. Allo stesso tempo offrono privilegi ai gruppi “oppressi” che favoriscono. Esempi di questa discriminazione sono i posti riservati alle minoranze etniche nelle scuole e nei concorsi.

Concludendo, entrambe le varietà di Marxisti utilizzano metodi di analisi che mostrano la correttezza delle loro ideologie in ogni situazione. Per I marxisti classici l'analisi è economica. Per I marxisti culturali l'analisi è linguistica: il decostruzionismo.
Secondo il “decostruzionismo” ogni testo, passato o presente dimostra l'oppressione dei Musulmani, delle donne, degli omosessuali, interpretando le parole del testo a modo loro (qualunque sia il loro significato reale). Entrambi I metodi, ovviamente, servono solo a distorcere I fatti per giustificare idee preconcette, ma aiutano l'ideologia a darsi una parvenza “scientifica”

Questi parallelismi non sono certamente coincidenze. Esistono perche la "Tolleranza" è derivata direttamente dal Marxismo classico, ed è essenzialmente una variante del Marxismo. Durante la storia i NeoMarxisti venivano schifati dai Marxisti classici. Oggi, col Marxismo economico ormai morto, il NeoMarxismo ne ha preso il posto. Il mezzo è cambiato, ma il messaggio è lo stesso: una società dove l'egualitarismo radicale è imposto dal potere dello stato.

La "Tolleranza" si impone sull'Europa come una Spada di Damocle. Ha dominato la destra e la sinistra in politica. Nei cosidetti partiti conservatori Europei i veri conservatori sono messi alla porta perchè un conservatore è l'opposto dell'ideologia "Tollerante".
L'ideologia "tollerante" controlla gli elementi più potenti della nostra cultura, ossia le industrie dei media e del divertimento. Domina l'educazione primaria e secondaria: più di una università funziona allo stesso modo della Corea del Nord. La "Tolleranza" è riuscita a portare dalla propria parte persino elementi importanti della Chiesa. Chiunque sia al governo e provi ad allontanarsi da essa è destinato a cadere dal governo.

La questione vitale è: come possono fare gli Europei a combattere la "Tolleranza a senso unico" e a riprendersi la società dai Marxisti?

Non è sufficiente criticare la "Tolleranza". Essa è in grado di tollerare le critiche e le prese in giro. Non lo fa per tolleranza verso gli altri punti di vista, ma per disarmare gli avversari, per sembrare meno minacciosa di quello che è. I Marxisti non hanno ancora il potere totale, e sono troppo furbi per apparire totalitari finchè non avranno la vittoria assicurata.

Per sconfiggere i Marxisti bisogna sfidarli. Bisogna usare le parole che loro proibiscono e rifiutare di usare le parole che loro prescrivono. Bisogna urlare dai tetti delle case le realtà che loro vogliono sopprimere, ad esempio la nostra opposizione alle corti Sharia a livello locale e nazionale, l'Islamizzazione dei nostri paesi, il fatto che i Maomettani commettono una quantità spropositata di crimini violenti, il fatto che molti casi di AIDS sono acquisiti tramite atti sessuali immorali. Bisogna rifiutare di consegnare i nostri figli alle scuole pubbliche.

Soprattutto coloro che vogliono disubbidire alla "Tolleranza" devono comportarsi secondo le regole della nostra cultura, almeno non secondo quelle inventate dai Marxisti. Le donne devono essere mogli e madri, non poliziotti o soldati. Gli uomini devono comportarsi da cavalieri con le proprie donne. I bambini non devono nascere fuori dal matrimonio. L'omosessualità non deve essere glorificata. L'Islam non deve essere accettato come una scusa per giustificare l'omicidio.

La disubbidienza si diffonde quando viene praticata apertamente. Gli altri Europei saranno incoraggiati nel vedere che una persona può disubbidire alla "Tolleranza" e sopravvivere (per ora è ancora possibile). Avranno voglia di disubbidire anche loro, e alcuni lo faranno. Le conseguenze di un singolo atto di disubbidienza, di un singolo individuo che rompe il naso dell'idolo di creta, possono andare lontano. Non c'è nulla che spaventa i Marxisti come la disubbidienza esplicita, è il loro punto debole. Solo questo dovrebbe convincere i conservatori a disubbidire ogni volta possibile!

Anche se l'ora è ormai tarda, la battaglia non è perduta. Pochi Europei hanno capito che la "Tolleranza" è Marxismo travestito. Appena questa conoscenza si diffonderà la disubbidienza sarà naturale. Per ora la "Tolleranza" prospera travestendosi. Attraverso la disubbidienza e lo studio (che in sè è un atto di disubbidienza) è possibile strappare il travestimento e rivelare il Marxismo nascosto sotto le pagliacciate della "sensibilità", "tolleranza" e "multiculturalismo"

Audaces Fortuna Iuvat

Le radici storiche della “Tolleranza”

Oggi l'Europa è dominata da un sistema estraneo di credenze, atteggiamenti e valori conosciuto come “Tolleranza.” La "Tolleranza" vuole imporre uniformità di pensiero e comportamento a tutti gli Europei, in maniera totalitaria. Le sue radici sono una versione del Marxismo che cerca una inversione radicale della cultura tradizionale per creare una rivoluzione sociale.

La rivoluzione sociale ha una lunga storia, si può dire che sia iniziata con la Repubblica di Platone. La Rivoluzione Francese del 1789 ispirò Marx nelle sue teorie del 19mo secolo. Nel 20mo secolo il successo della rivoluzione Bolscevica del 1917 in Russia diede il via ad una ondata di ottimismo tra le forze Marxiste in Europa e in America. La speranza era che il nuovo mondo proletario dell'eguaglianza stesse per realizzarsi. La Russia, prima nazione comunista del mondo, era destinata a guidare le forze rivoluzionare alla vittoria.

Le forze Marxiste rivoluzionarie in Europa presero al volo l'occasione. Alla fine della Prima Guerra Mondiale esisteva un movimento di Comunisti detti "Lega Spartacista" a Berlino, guidati da Rosa Luxemburg; la creazione di un “Soviet” in Bavaria guidato da Kurt Eisner; una repubblica comunista Ungherese stabilita da Bela Kun nel 1919. A quei tempi c'era il timore che tutta Europa potesse finire sotto lo stendardo del Bolscevismo. Il senso di terrore aumentò durante l'invasione della Polonia del 1929, da parte dell'Armata Rossa di Trotsky.

Nonostante tutto l'Armata Rossa finì sconfitta dalle forze polacche durante la battaglia della Vistula nel 1920. Gli Spartacisti, i Soviet Bavaresi e il governo Bela Kun non riuscirono ad assicurarsi il supporto popolare presso i lavoratori e finirono per cadere. Questi eventi causarono perplessità tra i rivoluzionari Marxisti. Secondo le teorie Marxiste i lavoratori oppressi sarebbero stati i più avvantaggiati da una rivoluzione sociale che li avrebbe messi al comando della società. Invece, i lavoratori non approfittarono di queste opportunità rivoluzionaria. I Marxisti non diedero la colpa dei loro fallimenti alle loro teorie. Secondo loro la colpa era dei lavoratori che non ubbidivano alle loro teorie!

Un gruppo di intellettuali Marxisti risolse l'enigma tramite un'analisi diretta verso le "sovrastrutture" culturali della società, invece che sulla struttura economica analizzata da Marx. Il Marxista italiano Antonio Gramsci e il Marxista ungherese Georg Lukacs contribuirono più di tutti alla fondazione di questo nuovo Marxismo.

Antonio Gramsci lavorava per l'Internazionale Comunista durante il 1923-24 a Mosca e a Vienna. Anni dopo venne internato in una delle prigioni di Mussolini dove scrisse i suoi famosi "Quaderni". Fra i Marxisti, Gramsci è noto per la sua teoria dell'egemonia culturale come mezzo per la dominazione di classe. Secondo la sua visione, prima che sia possibile una rivoluzione politica bisogna creare un nuovo "uomo comunista". Questo portò gli intellettuali a focalizzarsi nel campo dell'educazione e della cultura. Gramsci prevedeva una lenta tattica di appropriazione delle istituzioni della società, tra cui governo, sistema giudiziario, esercito, scuole e media. Inoltre, affermava che che finché i lavoratori avessero avuto un anima Cristiana non avrebbero mai risposto agli appelli rivoluzionari.

Georg Lukacs era figlio di un ricco banchiere ungherese. Lukacs iniziò la sua vita politica come un agente per l'Internazionale Comunista. Il suo libro "Storia e Coscienza di Classe" gli fece guadagnare il riconoscimento di teorico di punta del Marxismo. Lukacs credeva che per l'emersione di una nuova cultura Marxista era necessaria la distruzione della cultura esistente. Diceva: "Vedo la distruzione rivoluzionaria della società come l'unica soluzione alle contraddizioni culturali di quest'epoca", e "Un simile rovesciamento mondiale dei valori non può avere luogo senza l'annientamento dei vecchi valori e la creazione di nuovi tramite i rivoluzionari"

Quando divenne Commissario politico per la Cultura nel regime bolscevico di Bela Kun in Ungheria nel 1919, Lukacs lanciò quello che sarebbe stato chiamato "Terrorismo culturale". Come parte del suo terrorismo istituì un programma di educazione sessuale nelle scuole ungheresi.

I bambini ungheresi furono istruiti nelle logiche dell'amore libero, della promiscuità sessuale, nella natura arcaica dei valori delle famiglie di classe media, nella antiquatezza della monogamia e della religione, che privava l'uomo dal piacere. Anche le donne erano incoraggiate a liberarsi delle inibizioni sessuali di quei tempi. Le campagne di Lukacs sul "terrorismo culturale" erano i precursori di quello che la "Tolleranza" avrebbe fatto nelle nostre scuole.

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