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giovedì 2 gennaio 2014

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea - Parte 2 Neomarxismo e università

Cari amici, sto iniziando a tradurre un certo libro scritto da un certo gentiluomo di Oslo. Ho deciso di pubblicarlo su questo blog come contributo alla cultura europea. Ovviamente non è una di quelle merdose traduzione di Google, l'ho tradotto io parola per parola, che ci crediate o no. Ho tradotto il termine "political correctness" con "Tolleranza" e in effetti rispecchia in pieno la "tolleranza" che trovi nelle università italiane, dove sei tollerato solo se sei un sinistorso. Se non lo sei, diventi un "fascio di merda" e perdi il diritto di parola.
Buona lettura.


Questa parte del compendio parla dell'invasione dei sinistorsi nella cultura universitaria e come tale potrebbe apparire poco interessante a chi non ha avuto a che fare con queste cose.



La "Tolleranza" nelle Università

In molte università la libertà di concepire e discutere le idee (il principio base dell'educazione superiore fin dai tempi di Socrate) è sempre più rara. Centinaia e migliaia di copie di riviste studentesche di destra sono state rubate o bruciate in pubblico dagli estremisti dei gruppi studenteschi autonomi. In molti casi questi atti hanno avuto il tacito supporto degli insegnanti. I colpevoli difficilmente vengono puniti.

Sarebbe facile definire queste manifestazioni di "Tolleranza a senso unico" come goliardate, ma in realtà questi incidenti sono la manifestazione di una tendenza pericolosa: la distruzione della libertà di pensiero nelle scuole che ha aiutato a creare e sostenere la civiltà occidentale.

Alcuni affermano che questi atti di "Tolleranza a senso unico" sono senza importanza, ma ciò è falso. La "Tolleranza a senso unico" è diventata così comune che in molte università occidentali c'è un'atmosfera di terrore e apprensione. Molti studenti e insegnanti vivono nel terrore di essere accusati di intolleranza dagli Inquisitori della Tolleranza (Neomarxismo)

Le tecniche della "Tolleranza a senso unico" sono sempre le stesse: attacchi ai programmi ministeriali nel nome del “multiculturalismo,” l'imposizione di un linguaggio artificiale con parole che non si debbono pronunciare, corsi obbligatori di "solidarietà multiculturale" che alla fine sono sessione di indottrinamento. Purtroppo l'influenza della "Tolleranza a senso unico" si è diffusa in altri modi ancora più subdoli.


Le origini della "Tolleranza" nelle Università

L'ideologia della "Tolleranza" comanda anche fuori dall'università, ma il suo luogo di nascita è quello. Le radici intellettuali del fenomeno sono vecchie di secoli. Le origini della "Tolleranza" affondano nella sete di potere delle ideologie moderne, in conflitto con le tradizioni Cristiane che incoraggiavano l'uomo a comprendere e seguire l'ordine e la moralità. Le ideologie moderne invece vogliono solo dominare e conquistare il mondo, così come hanno conquistato il potere negli stati comunisti.

In Occidente l'ideologia non è riuscita a compiere un assalto diretto alle nostre tradizioni di libertà. E'riuscita solo a convincere gli intellettuali radicali ad attaccare le fonti della conoscenza, ossia le università.

Il punto di rottura nelle università avvenne negli anni '60, quando gli studenti militanti lanciarono un attacco di guerriglia contro le tradizioni e le arti della cultura occidentale. Dopo avere capito che non avrebbero potuto guadagnare niente di concreto con le manifestazioni, molti di questi militanti decisero di rimanere "nel sistema", spesso diventando insegnanti. Questa generazione di "Marxisti radicali" adesso ha preso il potere nelle istituzioni universitarie. Avendo le posizioni di Rettori, Professori e Decani hanno potuto riempire le università di persone con le loro stesse ideologie e hanno ordinato le politiche repressive della "Tolleranza". Questi accademici politicizzati sono estremamente difficili da rimuovere dalle loro posizioni di potere.


Educazione Ideologica contro Educazione Liberale

La posta in gioco è molto alta, perchè include il concetto stesso di libertà. Gli Europei e gli Americani hanno sempre intuito il collegamento tra l'educazione e la libertà politica. Per questo la "Tolleranza" è un colpo mortale al cuore delle nostre nazioni.

Nel suo libro "The Idea of a University", il Cardinale e Beato John Henry Newman definiva le "arti liberali" (grammatica, retorica, dialettica, aritmetica, geometria, astronomia,musica) come la ricerca della conoscenza fine a se stessa. Al contrario, definiva "arti servili" gli studi con uno scopo materiale. Le arti liberali, affermava Newman, liberano l'uomo perchè gli permettono di avvicinarsi ai principi che lo guidano verso la giustizia e la virtù.

Se fosse vivo oggi, Newman definirebbe la "Tolleranza" come “arte servile” perchè il suo scopo è quello arrivare al potere nazionale tramite la politica. Gli insegnanti Marxisti non hanno alcuna vergogna nell'usare le loro cattedre come strumenti di propaganda politica, abbandonando la ricerca della verità per indottrinare gli studenti.


La devastazione dei programmi ministeriali

I seguaci della "Tolleranza" si sono impegnati molto nella modifica della parte più importante dell'insegnamento, ossia il programma ministeriale. Le loro azioni hanno alterato radicalmente quello che le nuove generazioni impareranno a scuola. Questa è la battaglia più importante per il movimento multiculturale. Molti critici hanno notato che l'insegnamento multiculturale non è solo una serie di corsi che trattano dei gruppi che hanno subito discriminazioni e oppressioni. Il multiculturalismo è lo stravolgimento dei programmi ministeriali volto a impedire agli studenti di imparare qualcosa sulla cultura occidentale. Dato che i NeoMarxisti vogliono ristrutturare la società e la cultura occidentale, per loro è necessario indottrinare gli studenti al relativismo culturale più completo.

Forse l'aspetto più terribile dell'assalto NeoMarxista è l'attacco alle università di elitè. Ad esempio, il caso dell'università di Stanford, un istituzione di punta nel panorama americano. Nel 1988 Stanford ha eliminato il programma di storia delle civiltà occidentali e lo ha sostituito con un programma multiculturale detto "Culture, idee e valori". Secondo il nuovo programma le matricole di Stanford possono anche fare a meno di studiare Platone, Shakespeare, o Newton per potere dedicarsi (ad esempio) alla storia dei Marxisti dell'America Centrale.

Stanford è stata anche la prima università ad abbandonare lo studio serio delle materie storiche. Gli studenti di Stanford, come quelli di tutte le altre migliori 50 università americane, possono laurearsi senza seguire un solo corso di storia. Al posto della storia è possibile seguire dei corsi di "Culture Americane". I neolaureati di Stanford affermano che è impossibile darsi la materia "Culture Americane" con un programma sul Protestantesimo, il Far West o gli Irlandesi in America. Alcuni dei programmi approvati dal professore sono “La rappresentazione del confine USA-Messico nei Film e nella Letteratura" oppure "Il melodramma etnico moderno". Gli studenti di Stanford devono anche seguire corsi in "Culture nel mondo" e "Studi femminili" con materie come "La cultura espressionista degli emigranti messicani" oppure "Femminismo e Misoginia nel Rinascimento"

Le istituzioni di elitè come Stanford fanno da esempio per le altre università occidentali, che adottano immediatamente queste devastazioni dei programmi. Questo effetto di contagio avrà un effetto a lungo termine sul modo in cui saranno educate le generazioni future in Occidente.


La "Tolleranza a senso unico" e l'assalto alla libertà

Le due colonne portanti delle arti liberali sono la libertà delle università e la libertà di parola. La ricerca della verità nella cultura è impossibile senza la libertà di parlare e scrivere liberamente. Queste libertà fondamentali sono state abrogate nelle università tramite la proibizione di parlare di argomenti proibiti e l'introduzione di una atmosfera di paura e intimidazione nelle università.

Ad esempio, gli insegnanti più giovani, (quelli che possono essere licenziati da un momento all'altro, in Italia sono gli "associati" o i "ricercatori") devono stare bene attenti a quello che dicono e che scrivono. I professori neomarxisti hanno creato un ambiente ancora più paranoico di quello creato dal Senatore anticomunista Joseph McCarthy negli anni '50.

Le vittime di questa era di "Tolleranza" sono gli studenti. L'ideale tradizionale di una educazione nelle arti liberali, ossia la trasmissione della cultura e della conoscenza del passato, è stata messa da parte. L'educazione universitaria di oggi è solo indottrinamento politico. Gli studenti addestrati alla "Tolleranza a senso unico" sono convinti di essere le persone migliori del mondo, non hanno più l'abitudine al pensiero critico. Un noto studioso ha affermato che ormai "l'educazione universitaria è diventata come indossare una uniforme fatta di opinioni e atteggiamenti"

Dato che l'università è un mondo a parte, il corpo docente ha trasformato molti campus universitari in laboratori per fare esperimenti sulle trasformazioni sociali. Quando i critici della "Tolleranza" hanno paragonato l'ambiente dei campus con quello di uno stato totalitario sono stati presi per pazzi isterici. Pochi di quelli che li hanno attaccati hanno esperienza personale nella vita universitaria.

Tolleranza: La letteratura e il Decostruzionismo


La letteratura è uno degli indicatori più importanti del livello culturale di una civiltà. La natura individuale e l'ambiente si combinano per generare la mente dell'individuo, capace di esprimersi con le parole. La letteratura, costruita con le parole, è un indicatore della cultura  di una civiltà.

La letteratura di oggi indica il livello culturale della nostra società. In Occidente la letteratura è piena di "ismi". Marxismo, Freudianismo, Femminismo e via dicendo. Molti di questi sono gli artefici accademici della "Tolleranza a senso unico". I critici letterari prendono il loro "ismo" particolare e lo applicano dappertutto per cercare di giustificare la loro ossessione anche dove non c'entra nulla.
Ad esempio, una femminista non è in grado di vedere il poema di Andrew Marvell “Upon Appleton House” come una delicata ode alla bellezza, ma come una descrizione della malvagità della società patriarcale. Questi "Critici letterari" (chiamati così perche sanno solo criticare la letteratura dal punto di vista della loro ideologia) sono nati negli anni '60, ma hanno iniziato a mostrarsi in pieno con la scuola decostruzionista degli anni '70.

Le opere del padre del decostruzionismo, Jacques Derrida, sono state tradotte dal Francese dal professore Americano Gayatri Spivak durante gli anni '70, periodo adatto ad essere influenzato da esse. I Marxisti classici erano ancora vivi e vegeti nei campus occidentali, le femministe avevano solo una vaga idea di quello che stavano facendo. Quello che gli mancava era una base filosofica, il coraggio derivato dall'avere una bandiera sotto cui raccogliersi. L'arrivo del decostruzionismo dalla Francia gli diede quella bandiera.

A quei tempi, gli universitari facevano quello che gli universitari hanno sempre fatto, ossia accusare la generazione precedente di avere sbagliato tutto. In questo caso la ribellione era contro i "New Critics", chiamati ancora così nonostante fossero ormai un branco di vecchi. I "New Critics" si erano specializzati nell'inventarsi nuovi significati nei testi senza alcun rispetto per quello che era l'intento dell'autore o l'ambito in cui il testo era stato scritto. Questo processo interpretativo aveva come massima: "Il testo è tutto"

La nuova generazione di critici decise di rivoltare la massima. Invece di dire che "Il testo è tutto", la nuova generazione diceva che "tutto è testo", analizzando ogni cosa che poteva avere una minima relazione col testo. Se un poeta includeva un personaggio femminile nel testo, il critico studiava il rapporto del poeta con sua madre, sua moglie, sua sorella e tutte le donne della sua vita fino a trovare una interpretazione del testo. Questo sistema a volte riusciva a trovare informazioni sulla vita privata dell'autore che davano nuovi significati ai testi. 

Purtroppo queste nuove interpretazioni non erano interessate nello scoprire i veri significati del testo (quello che almeno tentavano di fare i New Critics) o nel cercare di capire cosa volesse realmente dire l'autore (come cercavano di fare gli ermeneuti tradizionali).

Questa nuova generazione di critici praticava la "critica culturale", ossia si sforzavano di vedere la letteratura dal punto di vista della donna, delle "vittime" o delle "minoranze". Non gli interessava cercare significati (in ogni caso erano troppo influenzati dal relativismo per farlo), ma solo accusare gli autori di maschilismo, razzismo e di omofobia, particolarmente se si trattava di autori di cultura occidentale.

Il decostruzionismo di Derridà divenne uno strumento per questi "critici culturali". Detto semplicemente, il decostruzionismo postulava che le parole non avessero significato. Secondo loro le parole hanno "tracce" di significato, dato che il significato di una parola cambia costantemente lasciandoci solo la memoria e la traccia di quello che era il significato.

Appena capirono il potere di questa scuola di pensiero i "critici culturali" la adottarono in pieno, essendo uno metodo per attaccare l'interpretazione tradizionale dei testi classici. Usarono il decostruzionismo per rimuovere le interpretazioni comuni e sostituirle con altre, ma solo quelle approvate da loro.
Il risultato è la dottrina della "Tolleranza a senso unico" che infesta la nostra società oggi. Ad esempio, dato che i decostruzionisti avevano demolito l'interpretazione comune dei "Sonetti Portoghesi" della poetessa Elizabeth Barrett Browning, una Femminista può benissimo dire (dato che non ci sono più interpretazioni ufficiali) che quei sonetti sono in realtà atti di accusa verso l'oppressione femminile durante il diciannovesimo secolo!

L'Intellighenzia si è dimenticata della letteratura perchè troppo impegnata nella carriera politica.

Purtroppo ciò non ha impedito ai "critici culturali" di indottrinare le nuove generazioni all'interpretazione femminista, alla filosofia Marxista e alla cosiddetta "teoria gay". Più nessuno studia le opere di Shakespeare, Milton, Chaucer, o degli altri uomini occidentali. Invece gli studenti sono costretti a seguire studi tipo "Il ruolo della donna nel Rinascimento" (un sacco di lagne sul maschilismo di vari secoli fa) oppure "La Bibbia come opera letteraria" (un corso creato su misura per denigrare la Bibbia mostrandola come un opera di fantasia scritta dall'uomo)

Colui che ci libererà dall'intellighenzia è l'uomo della strada con il suo buonsenso. Il buonsenso ci dice che le parole hanno un significato e che il decostruzionismo è una cosa da manicomio. Purtroppo i suoi effetti continuano a ristagnare, avendo dato una parvenza di validità ai "critici culturali" e avendo fornito una giustificazione alle loro idee.

Il Femminismo Radicale e la "Tolleranza a senso unico"


Probabilmente l'ambito più condizionato dalle "Tolleranza a senso unico" è l'ideologia femminista. Può essere che anche il Femminismo, insieme al resto delle ideologie "Tolleranti" sia basato sul NeoMarxismo degli anni '30? Anche se il Femminismo è più antico del Marxismo, il suo sviluppo negli ultimi anni è intrecciato con quello del NeoMarxismo.

Dove vediamo il Femminismo radicale?
In TV per esempio, dato che ogni film o telefilm ha un personaggio modello "donna forte", intento ad enfatizzare l'inferiorità dell'uomo rispetto alla donna.
Lo troviamo nelle forze armate, dove gli sforzi per includere le donne in tutte le posizioni, anche quelle di prima linea, ha portato a favoritismi e al declino degli arruolamenti nei giovani, mentre i militari di carriera si stanno congedando in massa, disgustati dalle novità.
Lo troviamo nelle "quote rosa" dell'impiego pubblico e nei favoritismi lavorativi verso le donne, che ormai possono mandare qualunque superiore in galera con una falsa accusa di "molestie sessuali" o "discriminazioni".
Lo troviamo nell'educazione, campo in cui i programmi sono stravolti in senso femminista e le "quote rosa" sono una discriminazione ingiusta e sleale.
Lo troviamo nella scuola pubblica, dove ci sono sempre più corsi di "culture straniere" o di "socializzazione" e sempre meno di apprendimento serio.
Lo troviamo anche nei molti paesi europei in cui la "pillola" viene distribuita gratis insieme alla possibilità di abortire senza alcuna difficoltà.

Mentre il femminismo moderno è collegato direttamente al Neomarxismo, il femminismo classico è molto più antico. L'ideologia femminista è nata attorno al 1830, insieme alla prima fase della Rivoluzione Industriale. Le donne, che per millenni avevano vissuto la vita agreste insieme agli uomini, stavano evolvendosi in una classe media con abbastanza tempo libero per scrivere libri e giornali per le loro "sorelle". A questo punto iniziò la femminizzazione della cultura Europea.

Queste femministe, le estremiste dei loro tempi, volevano il suffragio universale, l'eguaglianza dei diritti, l'anticolonialismo, il pacifismo e altre ideologie che oggi vediamo riflesse nella cultura popolare. In confronto a quelle di oggi, le femministe di allora erano molto meno totalitarie. Chiedevano il voto per le donne, ma predicavano l'importanza della famiglia.

Oggi la femminizzazione della cultura Europea continua ad aumentare rispetto agli anni '60. Infatti, l'assalto delle femministe radicali alla cultura occidentale continua tramite il loro supporto incondizionato all'immigrazione, così come le femministe del secolo passato attaccavano la politica coloniale di allora.

Non c'è dubbio che l'uomo moderno propagandato dai media è una sottospecie di maschio effemminato che si accorda in pieno con le femministe radicali. Questo modello effemminato ci viene propagandato da Hollywood, dai films, dai telefilm, dai talk show e dai reality.
L'effemminatezza è tale che i giornali e le riviste ne sono pieni. Ad esempio, il "Washington Times" e il "National Review" ci dicono che "gli uomini che parlano sempre di cose da uomini rivelano una crisi di valori e di sicurezze". Cosa significa essere mascolino di questi tempi?" Basti vedere le copertine delle riviste per uomini di oggi (Esquire, GQ, Men’s Health, Men’s Fitness, Men’s Journal, Details, Maxim, Men’s Perspective), sono del tutto orientate verso l'effemminato. Qualche esempio? L'atteggiamento verso la cura personale è completamente cambiato. Se la memoria non mi inganna, ai tempi dei nostri genitori farsi belli significava poco più che vestirsi bene e farsi la barba. Secondo Lowry:


E'difficile immaginarsi [uno della vecchia generazione] leggersi un articolo su "una pancia piatta per l'estate" (Verge), oppure "tre nuove fragranze per l'autunno" (GQ), o addirittura "Nuovi abiti per la primavera" (Esquire). A un certo punto gli uomini hanno smesso di essere uomini forti e silenziosi, e hanno deciso che è più importante farsi belli.

Ormai la femminizzazione della cultura Europea è quasi completa. Persino l'ultimo baluardo della cultura maschile, ossia le forze armate e la polizia, sono sotto attacco.

Se questa spinta alla femminizzazione fosse solo un tentativo delle femministe di appianare la società e di ottenere la parità tra uomo e donna, ci sarebbe la speranza che i loro isterismi si potrebbero calmare una volta ottenuta la parità.
Purtroppo i loro obiettivi sono altri, e non si possono soddisfare con un compromesso ragionevole. Le femministe radicali si sono fatte coinvolgere dal Neomarxismo. Per i Neomarxisti l'obiettivo è quello di distruggere la cultura occidentale con la scusa di difendere i gruppi etnici o sociali che sono soffrono le discriminazioni. Non ha importanza quali siano, l'importante è che si possa attaccare la cultura occidentale.

La scuola di Francoforte affermava che la personalità autoritaria è un prodotto della società patriarcale. Questa idea è collegata al libro "Le origini della Famiglia, della proprietà privata e dello Stato", che propaganda il matriarcato. Inoltre, Marx parlava nel Manifesto del Partito Comunista della nozione di una "comunità di sole donne". Inoltre lui stesso scriveva nel suo "L'ideologia tedesca" del 1845 che l'unità basilare della società era la famiglia, e come tale andava distrutta.

Il concetto di "personalità autoritaria" non è solo un modello per chi intende muovere guerra ai pregiudizi. E'anche un manuale di terrorismo psicologico contro il maschio occidentale, inteso a renderlo incapace di difendere le sue tradizioni e la sua cultura. In altre parole, l'obiettivo è quello di castrarlo moralmente. Sicuramente questo è l'obiettivo della Scuola di Francoforte, dato che viene spesso usato il termine "tecniche psicologiche per il cambiamento della personalità" 


2 commenti :

  1. Anche se non te ne fotte nulla, da non credente sono abbastanza infastidito dalle tue bestemmie, ma non posso che ringraziarti per aver tradotto questo libro. Hai reso un grande servizio, grazie mille. Ti abbraccio e ti auguro di guarire presto.
    Ciao

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Ma che cazzo vuoi? Chi sono secondo te, quel porco di cristo?