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domenica 27 luglio 2014

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea - Parte 8, lo Hindu Kush

Cari amici, continuiamo con la traduzione del famoso compendio di Berwick. L'argomento di oggi è lo Hindu Kush, uno dei più grandi massacri della storia. Buona lettura.

1.9 Lo Hindu Kush, il più grande genocidio della storia


Scritto da Shrinandan Vyas

Il National Geographic e tutte le enciclopedie riconoscono il fatto che la regione dello Hindu Kush è stata teatro di un genocidio degli indù (simile a Dachau e Auschwitz). I riferimenti sono riportati al termine dell'articolo.

Riassunto
Tutti il testi di geografia concordano nel tradurre il nome 'Hindu Kush', con cui sono chiamate le catene montuose in Afghanistan Occidentale con “Uccisore di Hindu” o “Massacratore di Hindu”. La storia rivela che fino all'anno 1000 DC quella era un'area di lingua e cultura indù. Probabilmente la catena montuosa è stata chiamata in quel modo dai conquistatori Maomettani, come lezione per le generazioni future. Nonostante ciò, gli Indiani e in particolare gli indù sono completamente all'oscuro di questo genocidio. Questo articolo rivela anche le ragioni dietro questa ignoranza diffusa.

Introduzione
Lo Hindu Kush è una catena montuosa lunga circa 1000 miglia e larga circa 200, che divide la valle del fiume Amu Darya dalla valle del fiume Indo, partendo dall'altopiano del Pamir vicino a Gilgit per arrivare fino all'Iran.
L' Hindu Kush si trova principalmente tra Afghanistan e Pakistan. Ha più di due dozzine di picchi alti più di 23,000 piedi. Al di sotto dei picchi innevati le montagne sono pietrose e povere di vegetazione. Storicamente, i valichi attraverso lo Hindu Kush hanno avuto grande importanza militare perchè davano accesso alle pianure dell'India settentrionale.
Il Passo del Khyber costituisce una locazione di importanza strategica, dato che offre un accesso relativamente facile alle pianure del Punjab.
Molti invasori stranieri, fin dai tempi di Alessandro nel 327 AC, fino a Tamerlano nel 1398 AD e a Mahmud di Ghazni nel 1001 DC, a Nader Shah nel 1739 DC hanno attaccato l'Hindustan tramite il Passo del Khyber e tramite altri valichi del Hindu Kush (1,2,3). I cronisti Greci di Alessandro chiamavano lo Hindu Kush “Parapamisos” o “Paropanisos” (4). Il nome Hindu delle montagne dell'Hindu Kush è 'Paariyaatra Parvat'(5).

Storia antica dello Hindu Kush (fino all'anno 1000 DC)
Le storie dello Hindu Kush e del Punjab mostrano che c'erano due regni dello Gandhaar e del Vaahic Pradesh (Balkh di Bactria) che estendevano i loro confini ben oltre lo Hindu Kush. La leggenda dice che il regno di Gandhaar era stato fondato da Taksha, nipote di Bharat di Ayodhya (6). I confini del Gandhaar si estendevano dalla Takshashila al Tashkent (corruzione di 'Taksha Khand'), oggi detto Uzbekistan. Nel periodo successivo, il Mahabharata chiama Gaandhaari come principessa di Gandhaar e suo fratello Shakuni come principe e poi sovrano di Gandhaar.

Nella sua storia ben documentata, l'Imperatore Chandragupt Maurya si prese carico del Vaahic Pradesh intorno al 325 DC e li portò a Magadh. A Qandahar (corruzione di Gandhaar?) e a Laghman nell' Afganistan Orientale si possono ancora trovare tavolette di pietra dell'Imperatore Ashok con iscrizioni in Greco e Aramaico(3).
Una di queste tavolette di pietra viene mostrata dalla serie TV della PBS 'Legacy with Mark Woods' episodio 3, intitolato 'India: The Spiritual Empire'. Dopo la caduta dell'impero Mauryan Gandhaar venne dominata dai Greci, alcuni dei quali convertitisi al Buddismo, ad esempio Menandro (chiamato Milinda dagli Indiani). Altri Greci si convertirono alla setta Induista di Vishnav (7). Recenti scavi archeologici in Bactria hanno ritrovato una collezione di monete d'oro con l'effige di una dea Greca con un marchio Hindu sulla fronte (Bindi), esempio di arte Hindu-Greca (8). Più avanti i sovrani Shaka e KushaaN governarono Gandhaar e il Vaahic Pradesh. L'impero dell'imperatore KushaaN Kanishka si estendeva da Mathura al lago d'Aral (adesso Uzbekistan, Tajikistan, e Kyrgystan)(9).

Kanishaka era Buddista e sotto la sua influenza il Buddismo si diffuse a Gandhaar. Vi sono due gigantesche statue di Buddha incise nei fianchi delle colline di arenaria di Bamian (a Ovest di Kabul) che risalgono al periodo Kushan. Il Buddha più grande (anche se vandalizzato nei secoli successivi dagli invasori Maomettani) è alto circa 175 piedi(10,11). L'impero Kushan declinò intorno al 450 AD. Il viaggiatore Cinese Hsuan-Tsang (Xuan-zang) viaggiò nella regione nel settimo secolo dopo Cristo e visitò molti centri religiosi Buddisti (3) tra cui Hadda, Ghazni, Qonduz, Bamian (3,10,11), Shotorak e Bagram.
Dal quinto al nono secolo i Sassandi Persiani governarono Gandhaar. Durante il loro regno Gandhaar venne influenzata nuovamente dall'induismo.
I sovrani Hindu (Shahiya) erano concentrati nelle aree di Kabul e di Ghazni. L'ultimo dei loro re, Bhimapal venne ucciso nel 1026 DC. Al-Biruni, lo storico di corte di Mahmud di Ghazni (12) ha descritto gli sforzi eroici dei sovrani Hindu Shahiya per difendere le porte dell'India contro gli invasori. Alcuni scavi archeologici hanno scoperto un tempio Hindu Shahiya a nord di Kabul e una cappella che includeva immagini Buddiste e Hindu, indicando una commistione tra le due religioni(3).

L'invasione Maomettana dell'Afghanistan iniziò nel 642 DC, ma per vari secoli causò solo effetti marginali. Le città si arrendevano solo per poi ribellarsi poco dopo. I convertiti ritornavano alle loro vecchie religioni (Induismo o Buddismo) appena gli eserciti Maomettani se ne andavano(3). FINO ALL'ANNO 1000 l'AFGHANISTAN ERA COMPLETAMENTE DI CULTURA INDÙ.


Lo Hindu Kush e il Genocidio degli Indù
Adesso l'Afghanistan è una nazione Maomettana. Ovviamente, ciò significa che sono successe una o più delle seguenti cose:

a. Gli abitanti dello Hindu Kush si sono convertiti all'Islam, oppure



b. sono stati massacrati, oppure



c. sono stati cacciati via.


L'Encyclopedia Britannica (3) ci informa riguardo alla resistenza alla conversione e alle rivolte frequenti contro i conquistatori Maomettani dall'ottavo all'undicesimo secolo dopo Cristo. Il nome 'Hindu Kush' ci insegna qual'è stato il destino degli abitanti del Gandhaar e del Vaahic Pradesh alla fine della conquista Maomettana, dato che HINDU KUSH in Persiano significa MASSACRO HINDU (13) (come riporta Koenraad Elst nel suo libro 'Ayodhya and After'). Ci sono altre fonti che parlano del nome Hindu Kush.

Il dizionario Persiano-Inglese (14) indica che la parola 'Kush' deriva dal verbo Kushtar – massacrare, macellare. Kush è probabilmente imparentato col verbo Koshtan, uccidere. Nella lingua Urdu, la parola Khud-kushi significa suicidio (khud - stesso, Kushi- uccidere). L'Encyclopedia Americana definisce lo Hindu Kush così: Il nome Hindu Kush significa letteralmente “Uccide gli Hindu”, come ricordo dei giorni in cui gli schiavi Hindu del subcontinente Indiano morivano nelle montagne Afgana durante il trasporto verso le corti Maomettane in Asia Centrale (15).
L'articolo del National Geographic 'West of Khyber Pass' dice che 'Generazioni di schiavisti portavano Hindu prigionieri attraverso tre picchi perennemente innevati. Questi viaggi diedero alle montagne il nome Hindu Kush, uccisore di Indù'(10). La World Book Encyclopedia dice che il nome Kush, .. significa Morte..(16).
Mentre l'Encyclopedia Britannica diche che Il nome Hindu Kush apparve la prima volta nel 1333 DC negli scritti di Ibn Battuta, il viaggiatore Berbero del medioevo, che diceva che il nome significava Uccisore di Indù, termine usato anche dai montanari Afgani, nemici tradizionali degli Indù delle pianure(2).
Nonostante ciò, più avanti l'Encyclopedia Britannica diede una svolta negazionista aggiungendo che probabilmente il nome è una corruzione di Hindu-Koh, ossia Montagne Hindu. Ciò è improbabile, dato che il termine Koh viene usato nella sua forma letterale per la parte orientale dello Hindu Kush, ad esempio il Koh-i-Baba, per la regione Swat Kohistan e nei nomi dei tre picchi Koh-i-Langer, Koh-i-Bandakor e Koh-i-Mondi.
Dire che la corruzione del termine Koh in Kush è avvenuta solo nel caso dello Hindu Kush è uno sforzo per imporre una osservazione deviata in una teoria già provata. Nella scienza una teoria viene rifiutata se non si accorda alle osservazioni, non viceversa. L'affermazione negazionista della Encyclopedia Britannica deve essere rifiutata.

E'DA RICORDARE IL FATTO CHE IL TEATRO DI UN GENOCIDIO DEGLI INDU' DA PARTE DEI MAOMETTANI SIA UNO DEI POCHI POSTI AL MONDO CHE RICORDA LE VITTIME DI UN MASSACRO E NON I VINCITORI (13).


Ibn Battūta (famoso viaggiatore ed esploratore) c. 1334, scrive:

"Un'altra ragione per la nostra fermata è stata la paura della neve. Sulla strada vi è una montagna chiamata Hindūkūsh, che significa "Uccisore di Indiani," perchè i ragazzi e le ragazze che venivano rapiti in India vi morivano in gran numero per il freddo estremo e la grande quantità di neve."

A differenza dell'Olocausto Ebraico, non è possibile fare una conta della quantità di morti dello Hindu Kush. Il numero è nell'ordine dei milioni. Vi sono troppi pochi documenti storici per fare una stima più precisa.
L'Encyclopedia Britannica riporta che nel Dicembre del 1398 DC, Tamerlano ordinò l'esecuzione di circa 50.000 prigionieri prima della battaglia di Delhi e che dopo la battaglia gli abitanti di Delhi che non erano stati uccisi vennero presi come schiavi (17), mentre altri documenti riportano che l'esercito di Tamerlano aveva ucciso circa 100.000 prigionieri (18). Più avanti l'Encyclopedia Britannica racconta che nel 24 Febbraio 1568, dopo la battaglia di Chitod Akbar, l'imperatore del Mughal, ordinò il massacro di circa 30,000 Indù Rajput prigionieri (19). Un altro documento indica che questo massacro di 30.000 contadini Hindu a Chitod venne riportato da Abul Fazl, lo storico di corte di Akbar(20). Questi sono stati due massacri avvenuti in una singola giornata.
Lo storico Afgano Khondamir riporta che durante una delle tante invasioni della città di Herat in Afghanistan vennero uccisi un milione e mezzo di residenti(11). Lo studioso K.S. Lal[22] ha studiato la demografia Indiana per il periodo dal 1000 al 1525 e ha decretato che il numero di Indù deceduti nel corso di queste campagne era circa 80 milioni.

Dato che alcuni conquistatori Maomettani prendevano gli Indù come schiavi, si pone una domanda: cosa è successo alla popolazione di schiavi? La risposta è incredibile e viene dal New York Times (Maggio-Giugno 1993).
Gli zingari sono i popoli nomadi dell'Europa. Sono stati perseguitati in quasi tutti i paesi. I nazisti ne uccisero 300.000 nelle camere a gas. Gli zingari hanno vagato in Europa e in Asia Centrale fin dal 1200, e finora non è stato possibile identificare quale fosse la loro origine anche perché la loro lingua ha poco in comune con le altre lingue europee.
Studi recenti hanno mostrato che la loro lingua è simile al Punjabi e al Sanscrito (anche se in misura minore). E'probabile che gli Zingari siano venuti dal Punjab, teoria provata dalle prove del DNA.
L'inizio dei vagabondaggi degli Zingari coincide con le conquiste Maomettane, quindi è probabile che i loro antenati siano stati scacciati dalla loro patria del Punjab e presi come schiavi nello Hindu Kush.

La teoria dell'origine Indiana degli Zingari era stata proposta per la prima volta due secoli fa ma è solo da poco tempo che le prove linguistiche e genetiche l'hanno verificata. Anche i leader Zingari accettano il fatto che l'India sia il luogo della loro origine.

E'evidente che le montagne siano state chiamate “Hindu Kush” come memento per le generazioni future di Hindu riguardo al massacro e alla riduzione in schiavitù degli Indù durante le conquiste Maomettane.


L'ignoranza riguardo allo Hindu Kush

Se il nome Hindu Kush è relativo a un orribile genocidio degli Indù, come mai gli Indù non lo conoscono per nulla? Perché il governo Indiano non lo insegna nelle scuole? I programmi scolastici in India lo menzionano a malapena.
Gli orrori dell'Olocausto Ebraico sono insegnati non solo nelle scuole in Israele, Europa e USA, ma anche in Germania; sia la Germania che Israele considerano l'Olocausto un capitolo oscuro della storia. Invece il governo Indiano preferisce coprire le atrocità dei Maomettani. Nel 1982 il Consiglio Nazionale per l'Educazione, la Ricerca e l'Insegnamento ha emesso una direttiva per la correzione dei testi scolastici. Tra le altre cose era stipulato che: “E'proibito caratterizzare il periodo medievale come un periodo di conflitti tra Indù e Musulmani”. La negazione della storia (anche detta Negazionismo) è diventata la politica ufficiale per la cosiddetta “educazione”(21).

Spesso gli storici ufficiali del governo fanno finta di non sentire le domande sullo Hindu Kush. A volte danno la colpa alla politica “divide et impera” dei Britannici, anche se la prima menzione del termine viene da Ibn Battuta nel 1333, quando i Britannici erano molto lontani!
Inoltre, se il nome fosse stato veramente una corruzione dialettale, gli Afgani lo avrebbero corretto nel giro dei 660 anni che sono passati nel frattempo. Gli Afgani non hanno mai chiesto un cambiamento di nome, al contrario, quando i fondamentalisti Maomettani Mujahadeens presero il potere nel 1992, decine di migliaia di indù e di sikh di Kabul finirono letteralmente deportati e furono costretti a pagare il riscatto pur di potere scappare in Pakistan senza passaporto.

Negli ultimi 46 anni il governo indiano non ha mai chiesto al governo Afgano di cambiare un nome così offensivo e barbarico. Invece, nel Luglio 1993 il Governo Indiano chiese all'Orchestra Sinfonica di Gerusalemme di cambiare il loro nome durante la visita perché la parola Gerusalemme è offensiva verso i Maomettani fondamentalisti.


Conclusione
E'evidente che gli Indù provenienti dagli antichi stati confinanti con l'India (Hindustan) come il Gandhaar e il Vaahic Pradesh sono stati massacrati o schiavizzati in massa dagli invasori Maomettani che hanno chiamato la regione Hindu Kush (Massacro Indù o Uccisore di Indù) come monito per le generazioni future dell'India. Purtroppo gli Indù non sono consapevoli di questa storia tragica. Il Governo Indiano non vuole che la vera storia delle guerre medievali contro i Maomettani venga insegnata nelle scuole. Questa politica negazionista è la causa dell'ignoranza degli Indù riguardo allo Hindu Kush e al genocidio degli Indù.


Commenti
Anche se in questo articolo lo Hindu Kush è stato chiamato Massacro Indù, è ovvio che si è trattato di un massacro Indù e Buddista, dato che prima delle invasioni dei Maomettani c'era una notevole influenza Buddista in Gandhaar e in Vaahic Pradesh. Per gli invasori Maomettani i Buddisti erano idolatri da punire, probabilmente considerati come una setta indù e non identificati separatamente.

Questo articolo è appena un accenno riguardo al genocidio Hindu, argomento ancora sconosciuto.

Fonti:

1. Encyclopedia Britannica, 15 th Ed, Vol.5, p.935, 1987
2. Encyclopedia Britannica, 15 th Ed, Vol.14, pp.238-240, 1987
3. Encyclopedia Britannica, 15 th Ed, Vol.13, pp.35-36, 1987
4. The Invasion of India by Alexander the Great (as described by Arrian, Q.Curtius, Diodoros, Plutarch & Justin), By J.W.McCrindle, Methuen & Co., London, p.38, 1969
5. Six Glorious Epochs of Indian History, by Veer Savarkar, Savarkar Prakashan, Bombay, 2nd Ed, p.206, 1985
6. Chanakya - a TV series by Doordarshan, India
7. Encyclopedia Britannica, 15 th Ed, Vol.21, pp.36-41, 1987
8. V.Sarianidi, National Geographic Magazine, Vol.177, No.3, p.57, March 1990
9. Hammond Historical Atlas of the World, pp. H4 & H10, 1993
10. W.O.Douglas, National Geographic Magazine, vol.114, No.1, pp.13-23, July 1958
11. T.J.Abercrombie, National Geographic Magazine, Vol.134, No.3, pp.318-325, Sept.1968
12. An Advanced History of India, by R.C.Majumdar, H.C.Raychaudhuri, K.Datta, 2nd Ed., MacMillan and Co, London, pp.182-83, 1965
13. Ayodhya and After, By Koenraad Elst, Voice of India Publication, p.278, 1991
14. A Practical Dictionary of the Persian Language, by J.A.Boyle, Luzac & Co., p.129, 1949
15. Encyclopedia Americana, Vol.14, p.206, 1993
15. http://48.200.16.356subf37:ILmeavp123271869374ШИ
16. The World Book Encyclopedia, Vol.19, p.237, 1990
17. Encyclopedia Britannica, 15 th Ed, Vol.21, pp. 54-55, 1987
18. An Advanced History of India, by R.C.Majumdar, H.C.Raychaudhuri, K.Datta, 2nd Ed., MacMillan and Co, London, pp.336-37, 1965
19. Encyclopedia Britannica, 15 th Ed, Vol.21, p.65, 1987
20. The Cambridge History of India, Vol.IV - The Mughul Period, by W.Haig & R.Burn, S.Chand & Co., New Delhi, pp. 98-99, 1963
21. Negationism in India, by Koenraad Elst, Voice of India Publ, 2nd Ed, pp.57-58, 1993
22. http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/015024.php

http://www.hindunet.org/hindu_history/modern/hindu_kush.html

1.10 Informazioni aggiuntive

Le conquiste Maomettane in India, fino al 1600, erano una lotta per la sopravvivenza da parte degli Indù. Intere città venivano rase al suolo, intere popolazioni massacrate, centinaia di migliaia uccisi o deportati come schiavi. Gli invasori facevano montagne (letteralmente) di cadaveri. La conquista dell'Afghanistan nell'anno 1000 è stata seguita dal massacro completo della popolazione locale.

I sultani Bahmani (1347-1480) in India centrale promettevano di uccidere almeno 100.000 prigionieri in una giornata, in certe occasioni molti di più. La conquista dell'Impero Vijayanagar nel 1564 lasciò la capitale distrutta e gran parte del Karnataka spopolato.

Per i suoi contributi nella ricerca su un crimine Maomettano contro l'umanità, possiamo menzionare il Prof. K.S. Lal e le sue stime demografiche sull'India medievale (Growth of Muslim Population in India). Secondo i suoi calcoli, la popolazione del subcontinente Indiano calò di 80 milioni tra l'anno 1000 (conquisa dell'Afghanistan) e il 1525 (fine del Sultanato di Delhi).

I Pagani dell'India erano troppo numerosi e si rifiutarono di arrendersi. Quello che viene chiamato il Periodo Musulmano nella storia Indiana in realtà era una guerriglia continua tra invasori e partigiani, in cui gli invasori Maomettani vennero finalmente sconfitti nel 1800.
I Maomettani preferivano evitare lo scontro diretto contro questi infedeli ribelliosi e accettavano il compromesso reso possibile dalla scuola Hanafita (prevalente in India) della legge Maomettana. La scuola Hanafita, unica tra le scuole Maomettane, permetteva ai governanti di offrire la condizione di Dhimmi (protezione) ai pagani che rifiutavano la conversione, ponendoli sotto 20 leggi umilianti e costringendoli al pagamento della Jizya (tassa di protezione).
Di solito lo status di Dhimmi era permesso solo agli Ebrei e ai Cristiani (e anche questo solo da parte dei giuristi della scuola Hanbalita, come lbn Taymiya), cosa che spiega come mai queste comunità sono sopravvissute al dominio Maomettano mentre altre comunità sono state spazzate via.
Sotto queste condizioni era possibile collaborare con alcune delle caste elevate degli Indù, in modo da creare un sistema politico più o meno stabile. Anche allora, la collaborazione dei Rajput con i Moghul o dei Kayasthas con la dinastia Nawab creò un sistema accettabile in cui governanti illuminati come Akbar (considerato un apostata dai maomettani ortodossi) cancellò le condizioni umilianti e la tassa jizya.

Grazie alla scuola Hanafita molti regnanti maomettani in India si consideravano esentati dal dovere di commettere genocidio contro gli Indù (decisione personale per cui venivano costantemente rimproverati dai mullah). Inoltre, gli invasori Turchi e Arabi spesso combattevano tra di loro ed erano quindi costretti ad allearsi con gli infedeli contro altri credenti.
Dopo le conquiste, l'occupazione Maomettana perse a poco a poco il suo carattere genocida. Molti regnanti Maomettani preferivano godersi i guadagni stabili dei loro regni, incassando la tassa jizya e limitando le conversioni all'opera dei missionari sufi e dei mullah (a dire il vero, per i regnanti meno zelanti la jizya era un incentivo per scoraggiare le conversioni, dato che erano una perdita di introiti per loro). La dinastia dei Moghul (dal 1526) si limitava a godersi i guadagni del sistema dei Dhimmi, simile al trattamento riservato agli Ebrei e ai Cristiani nell'Impero Ottomano.
Gli atti di violenza erano limitati a qualche rapimento, alla repressione delle ribellioni, la distruzione dei templi e l'umiliazione e occasionale omicidio dei Brahmini, oltre che agli atti di terrorismo occasionale da parte di piccole bande di predoni.
Un ricordo di quell'epoca è la tradizione dell'India Settentrionale di celebrare i matrimoni a mezzanotte: era una misura di sicurezza contro l'abitudine maomettana di rapire le spose.

Il Sultano Tipu dichiarò l'ultima Jihad contro gli Indù nel 1800, poco prima del dominio Britannico. Durante le ribellioni del 1857 le dinastie Maomettane ormai moribonde (Moghuls, Nawabs) cercarono il favore dei loro soggetti e vicini Indù, cercando di ottenere il loro supporto per tornare al potere. Ad esempio, i Nawab promettevano di restituire agli Indù il sito del Ram Janmabhoomi/Babri Masjid, cercando di spegnere il loro sentimento anti-Maomettano e di dirigere il loro odio verso gli Inglesi.Questa è l'unica occasione in tutta la storia moderna in cui i Maomettani hanno offerto concessioni agli Indù. Prima di allora, tutte le concessioni fatte per il bene comune erano sforzi a senso unico da parte degli Indù.

Altre fonti da studiare:

1. Islam’s Indian slave trade Part I in Islam’s genocidal slavery

Consiglio a chiunque di leggere questo articolo perchè documenta brillantemente il genocidio millenario in India

http://islammonitor.org/index.php?option=com_content&view=article&id=3312:islams-indian-slave-trade-part-i-in-islams-genocidal-slavery-&catid=170&Itemid=67


2. Come 'Gandhara' è diventato 'Kandahar':

http://rajivmalhotra.sulekha.com/blog/post/2001/12/how-gandhara-became-kandahar.htm



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