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giovedì 14 maggio 2015

2083 - An European declaration of independence - Libro 2.1

Cari amici, stavo sistemando la traduzione del compendio, quando mi sono reso conto che la parte restante del primo libro è dedicata alle battaglie storiche tra esseri umani e maomettani. Anche se l'argomento è di estremo interesse, mi rendo conto che la lettura sia pesante. Mi riservo di tradurre il resto del primo libro in un secondo momento, a meno che qualcuno non manifesti il suo interesse.

La traduzione continuerà a partire dal secondo libro, "L'europa in fiamme". Buona lettura.


L' Europa in fiamme (Libro 2)

In questo libro esamineremo i problemi dell'Europa di oggi e prenderemo in considerazione alcune soluzioni



“Voi conoscerete la verità, e la verità vi farà impazzire dalla rabbia.”
Aldous Huxley


2.1 Il progetto Eurabia, la strategia dell'UE per l'islamizzazione dell'Europa


Autore: Fjordman

Ho deciso di scrivere questo saggio dopo che un giornalista, di certo non di sinistra per gli standard del mio paese, ha definito l'Eurabia come una palla complottista alla pari dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion. Ammetto l'esistenza delle palle complottiste e la loro pericolosità. Dopo tutto, i Protocolli e la Dolchstosslegende, ossia il "mito della pugnalata alle spalle" secondo cui la Germania non aveva perso la Grande Guerra ma era stata tradita dai socialisti, dagli intellettuali e dagli ebrei, spianarono la strada ad Hitler e ai nazisti.

Sono perplesso dal fatto che molti (non solo nel mondo maomettano ma anche in Europa e negli USA) credano che l'attentato dell'11 Settembre sia stato una finzione della CIA per incolpare il mondo maomettano. Ho sentito questa tesi su molti media occidentali. Anche se veniva spesso (non sempre) definita una fesseria, veniva menzionata ogni volta.

Invece, la teoria dell'Eurabia, che definisce l'islamizzazione dell'europa come un evento pianificato dai leader dell'UE, non viene neanche menzionata nonostante sia più facile da dimostrare. Forse la nozione di Eurabia è un tasto troppo dolente? O forse non collima con l'indottrinamento antiamericano di molti giornalisti?
Stranamente, anche i giornalisti di sinistra che criticano l'UE per i suoi elementi di libero mercato non dicono mai una parola riguardo all'Eurabia.

Io voglio verificare se la tesi Eurabia è corretta o quantomeno plausibile. Ho chiamato il mio progetto “Il Codice Eurabia”, sulla falsariga del Codice Da Vinci di Dan Brown. Non credo che il mio lavoro diventerà più popolare del suo, ma di certo è più vicino alla realtà. Se Dan Brown volesse scrivere un altro libro su complotti e cospirazioni in Europa, farebbe meglio a guardare verso Bruxelles più che verso il Vaticano.

Ciò che segue è un breve sommario della tesi proposta dalla scrittrice Bat Ye'or nel suo libro Eurabia: The Euro-Arab Axis. I miei dati sono basati sul suo libro (che dovreste leggere). Inoltre, ho preso degli estratti dai suoi articoli e dalle sue interviste. Ho riportato le sue informazioni dietro sua autorizzazione, ma questo trattato è solo opera mia.

Durante un'intervista col giornale israelita Haaretz, Bat Ye'or spiega come negli anni '60 il presidente francese Charles de Gaulle, irritato dalla perdita delle colonie francesi in Africa e in Medio Oriente, oltre che dal calo dell'influenza francese nella politica internazionale, decise di forgiare un'alleanza col mondo maomettano per poter competere contro gli USA e l'URSS.

Bat Ye'or afferma che “Qui si parla di una trasformazione completa del continente europeo, dettata dalle politiche internazionali. L'Europa sarà sempre più islamizzata e diventerà un satellite politico del mondo arabo e maomettano. I governatori europei hanno deciso di accettare l'idea arabo-maomettana riguardo al rapporto con gli USA e con Israele, non solo riguardo alla politica estera, ma anche riguardo alla politica interna. Ciò riguarda soprattutto temi come l'immigrazione, l'integrazione degli immigranti e l'idea che l'Islam sia parte d'Europa”

L'Europa vive sotto la minaccia costante del terrorismo, inteso come l'uso del terrore e delle pressioni per costringere i paesi europei a sottostare alle richieste dei paesi arabi. Ad esempio, gli arabi vogliono che in Europa si parli sempre a favore dei palestinesi e contro Israele”.

Il progetto Eurabia è diventato una versione allargata della politica anti-americana di de Gaulle, ossia la formazione di un'entità euro-araba contro l'influenza americana. Secondo questa politica i paesi europei mantengono l'influenza nelle ex colonie e guadagnano l'accesso ai grandi mercati dei paesi arabi, soprattutto quelli che producono petrolio. Inoltre, il mediterraneo è destinato a diventare un mare interno Euro-arabo attraverso il quale l'immigrazione e l'influenza dei maomettani si diffonderanno in Europa.

Il termine “Eurabia” è stato introdotto negli anni '70 come il titolo di un diario edito da Lucien Bitterlein, il presidente dell'associazione per la solidarietà Franco-Araba e pubblicato dal Groupe d'Etudes sur le Moyen-Orient (Ginevra), dal France-Pays Arabes (Parigi), e dal Middle East International (Londra). Gli articoli di queste associazioni propagandavano tesi euro-arabe. Queste proposte non erano solo teorie campate in aria, anzi erano progetti concreti concepiti tra i governatori europei e gli europarlamentari.

Il giorno 27 Novembre 1967, durante una conferenza stampa, Charles de Gaulle diceva apertamente che la cooperazione tra i francesi e il mondo arabo era “la base fondamentale per la nostra politica estera”. Nel Gennaio 1969, al Cairo, la Second International Conference in Support of the Arab Peoples, decideva nella resolution 15 di "...formare un gruppo parlamentare ad hoc ed utilizzare la piattaforma parlamentare per il supporto della popolazione araba e della resistenza palestinese." Cinque anni dopo, a Parigi, nel Luglio 1974, veniva fondata la Five years later in Paris, July 1974, the Parliamentary Association for Euro-Arab Cooperation.

Bat Ye'or parla di questa agenda politica Euro-Araba, consistente in una politica estera comune sotto la guida della Francia di De Gaulle e dei politici arabi.

I paesi arabi volevano l'accesso alla scienza e alla tecnologia occidentali, l'indipendenza dagli USA, pressioni UE sugli USA in favore degli stati arabi, propaganda anti israeliana e leggi che favorissero l'immigrazione araba e la diffusione della cultura islamica in Europa. Questa cooperazione doveva includere anche il riconoscimento dei palestinesi come popolo con l'OLP e Arafat come rappresentanti. Fino al 1973 i “palestinesi” erano definiti solo come rifugiati arabi, anche dagli altri popoli arabi. Il concetto di “nazione palestinese” non esisteva.

Durante la crisi petrolifera del 1973 i membri arabi dell'OPEC annunciavano che data la guerra dello Yom Kippur tra Israele e i suoi vicini arabi Egitto e Siria, l'OPEC non avrebbe più fornito petrolio alle nazioni che difendevano Israele. La conseguente impennata dei prezzi del petrolio avrebbe avuto effetti duraturi sulle economie occidentali, oltre a causare l'arrivo di una grande quantità di petroldollari ai paesi dell'OPEC. Tale influsso di denaro permise ai sauditi il finanziamento dei gruppi islamici in tutto il mondo.

Durante l'embargo del 1973, gli americani capirono che in ogni caso gli arabi dovevano vendere il loro petrolio a qualcuno, dato che dipendevano dalla tecnologia e dall'economia europee. Secondo Bat Ye'or, anche se il commercio del petrolio aiutò a cementare le relazione euro-arabe, si trattava per buona parte di un pretesto per coprire un'alleanza che era iniziata molto tempo prima, ossia la politica degli anni '60 basata sul sogno francese di governare su un impero coloniale arabo.

Quest'agenda politica si accompagnava ad una trasformazione culturale in Europa. Gli Euro-Arab Dialogue Symposia a Venezia (1977) e ad Amburgo (1983) includevano proposte che sono state messe in pratica, oltre che accompagnate da un afflusso deliberato di immigranti arabi e maomettani.

Queste proposte includevano:

1. Coordinare le iniziative dei paesi arabi per la diffusione della lingua e cultura araba in Europa,

2. Creazione di centri culturali Euro-arabi nelle capitali europee,

3. La fornitura di insegnanti specializzati nell'insegnamento della lingua araba agli europei alle scuole e alle università europee,

4. La cooperazione tra specialisti arabi ed europei nella presentazione di propaganda a favore della cultura arabo-islamica per il pubblico europeo.


Data la natura politicamente scottante e dittatoriale di questi accordi, non si potevano prendere note scritte. I governanti europei decisero di chiamare queste idee “dialoghi” e di parlarne solo in sedute chiuse al pubblico, senza documentazione scritta.

Lo Euro-Arab Dialogue (EAD) è un'entità politica, economica e culturale rivolta alla creazione di una coesione perfetta tra europei e arabi. La struttura di questa entità è stata costruita a Copenhagen (15 Dicembre 1973), e a Parigi (31 Luglio 1974). Il primo agente di questa politica è l'associazione parlamentare europea per la cooperazione euro-araba, fondata nel 1974. Gli organi principali sono l'istituto MEDEA e l'European Institute of Research on Mediterranean and Euro-Arab Cooperation, fondato nel 1995 col supporto della Commissione Europea.

Durante un'intervista con Jamie Glazov del Frontpage Magazine, Ye'or spiega come “nella politica interna, l'EAD ha stabilito una cooperazione tra media, televisione, radio, giornalisti, case editrici, università, centri culturali, turismo, associazioni studentesche e giovanili in Arabia e in Europa. C'è stato anche il contributo della Chiesa. L'Eurabia è una rete di associazioni Euro-arabe, una simbiosi di cooperazioni in campo politico, economico, demografico e culturale”

La forza motrice dell'Eurabia, ossia la Parliamentary Association for Euro-Arab Cooperation, è stata fondata a Parigi nel 1974 e ha oltre seicento membri, appartenenti a tutti i partiti di maggioranza europei. I suoi membri sono attivi nei parlamenti nazionali e nel parlamento europeo. La Francia continua ad essere la prima protagonista di questa associazione.

L'idea politica dell'Eurabia è una simbiosi tra l'Europa e il mondo arabo, in grado di dare all'Europa (e in particolar modo alla Francia) un prestigio e un potere pari a quello degli USA. Quest'idea è stata messa in atto in modo silenzioso, senza alcun atto ufficiale se non quelli sotto il nome innocente di “Dialogo Euro-arabo”. Quest'organizzazione funzionava sotto la protezione dei ministri europei, in collaborazione con i ministri arabi e con i rappresentanti della Commissione Europea e della Lega Araba. La loro idea era la formazione di una entità mediterranea in cui persone e merci potessero circolare liberamente.

Dal punto di vista culturale, c'è stata una revisione totale della storia insegnata nelle università europee, iniziata negli anni '70. Questo processo è stato ratificato dall'assemblea parlamentare del Consiglio Europeo nel Settembre 1991 durante il meeting rivolto ai “Contributi della civiltà islamica alla cultura europea”, riaffermato dal presidente francese Chirac l'8 Aprile 1996 e confermato da Romano Prodi, presidente della Commissione Europea. Prodi contribuì alla fondazione della “Foundation on the Dialogue of Cultures and Civilisations”. Questa fondazione controllerà tutto quello che verrà scritto, detto e insegnato riguardo all'Islam in Europa.

Durante gli ultimi trent'anni, la EEC e le organizzazioni politico/culturali UE hanno inventato una versione fantasiosa della cultura e della civiltà islamiche. Tutti i casi di violazioni dei diritti umani da parte dell'Islam vengono ignorati o rifiutati. In questa visione del mondo, le uniche minacce per la pace nel mondo vengono dagli USA o da Israele. I creatori dell'Eurabia hanno fondato una campagna di propaganda contro questi due paesi in tutti i media Europei, cosa resa più facile date le correnti antisemite e antiamericane in alcune parti d'Europa.

Il 31 Gennaio 2001, con la ripresa degli attacchi jihadisti palestinesi, il Commissario per gli affari esteri, Chris Patten, dichiarò nel Parlamento europeo che la politica estera europea dovrà prestare più attenzione al fronte meridionale (ossia i paesi arabi, nel linguaggio UE), e che era deliziato dal fatto che ci fosse un accordo nell'aumentare la visibilità del Partenariato Mediterraneo.

Secondo Bat Ye'or, “I nostri politici conoscono perfettamente la storia Islamica e le politiche odierne dell'Islam, tramite le ambasciate, gli agenti e gli specialisti. Non stanno sbagliando innocentemente, sono coscienti di essere cinici, corrotti e pervertiti”

Nella prefazione al suo libro, Bat Ye'or afferma che “questo libro descrive la trasformazione dell'Europa da una cultura Giudaico-Cristiana con elementi secolari post illuministici in una cultura post-Giudaico-Cristiana sottomessa all'ideologia Jihadista e alla prepotenza islamica”

Questa nuova civiltà europea può essere definita tranquillamente come una “civiltà Dhimmi”. La parola Dhimmi si riferisce agli individui non maomettani dei popoli soggiogati, che accettano condizioni umilianti e restrittive pur di evitare schiavitù o morte. L'intero mondo maomettano di oggi è un prodotto di 1300 anni di jihadismo, in cui popoli fiorenti sono stati ridotti in uno stato di schiavitù e sottomissione. Il Dhimmi è un essere inferiore che accetta aggressioni e umiliazioni in silenzio, facendo sentire i maomettani superiori e alimentando il loro odio e il loro orgoglio.

L'Eurabia è una nuova entità dotata di poteri politici, economici, religiosi, culturali e mediatici, imposti agli europei dai governatori. Anche se gli Europei vivono sotto la camicia di forza dell'Eurabia, pochi ne sono realmente consapevoli.

La politica Eurabia, espressa in un gergo burocratico indecifrabile, viene condotta ai livelli più alti della politica e imposta su tutta l'UE da dove può diffondere la sub-cultura antisemita e antiamericana tipica degli arabi in tutti i settori della società. I dissidenti vengono messi a tacere o boicottati. A voltre vengono licenziati, vittime della “correttezza” totalitaria imposta dai settori accademici, politici e mediatici.


Secondo Bat Ye'or, la Francia e il resto d'Europa non possono più cambiare la loro politica: “E' un progetto che è stato concepito, pianificato e seguito attraverso l'immigrazione, la propaganda, il supporto della Chiesa, dei media e delle università. Intere generazioni sono cresciute sotto questa politica, sono state educate a seguirla e a ritenerla naturale”

1 commento :

  1. quando le dicevo io ste cose mi davano del complottista. Vabbè, tu però hai messo i dati a conferma

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Ma che cazzo vuoi? Chi sono secondo te, quel porco di cristo?