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giovedì 21 maggio 2015

2083 - An European declaration of independence - Libro 2.1b

Cari amici, continua la traduzione del secondo libro del Compendio. L'argomento è l'UE, i suoi obiettivi e la sua storia. Buona lettura. 



Le affermazioni di Bat Ye'or sono corrette o no?

Seconod Bernard Lewis gli storici concordano nel dire che la storia del Medio Oriente moderno inizia nel 1798, quando la rivoluzione francese arrivò in Egitto sotto forma di una spedizione guidata dal giovane Napoleone Bonaparte, che conquistò e governò il paese con una facilità disarmante.

Nel tentativo di ottenere l'approvazione degli egiziani, Napoleone emise degli editti in lode all'Islam. “Popolo egiziano!”, proclamò durante il suo arrivo ad Alessandria nel 1798, “Vi hanno detto che sono qui per distruggere la vostra religione; non credeteci! Io sono qui per ridarvi i vostri diritti, per punire gli usurpatori e, così come i Mamelucchi, per rispettare Allah, il suo Profeta e il Corano

Secondo un testimone, Napoleone terminò il suo proclama con la frase: “Allah è grande e Muhammad è il suo profeta”. Per un maomettano, ciò somigliava alla shahada, la dichiarazione di fede nell'unicità di Allah e nel Profeta Muhammad come suo ultimo messaggero. La recitazione della shahadah, il primo dei cinque pilastri dell'Islam, è il segno della conversione alla fede maomettana. I maomettani quindi davano per scontato che Napoleone si fosse convertito[2]. Uno dei suoi generali, Jacques Ménou, si convertì effettivamente all'Islam.

Più avanti i francesi saranno sconfitti e costretti a lasciare l'egitto dalle forze dell'ammiraglio inglese Lord Nelson. Anche se la spedizione in Egitto durò solo tre anni, servì a dimostrare che l'occidente era talmente superiore al mondo maomettano che gli occidentali potevano entrare indisturbati nel cuore delle terre maomettane e che solo un'altra potenza occidentale poteva scacciarli. Lo shock di questa realizzazione portò ai primi tentativi di riforma dell'Islam nel 19mo secolo.

Un risultato positivo di questa conquista fu l'arrivo degli scienziati francesi in Egitto e la fondazione dell'egittologia moderna. Inoltre, portò alla scoperta della stele di Rosetta, usata più avanti dal filologo francese Jean-François Champollion per decifrare i geroglifici.

Un altro capitolo di questa storia inizia in Algeria, con l'invasione francese del 1830. Più avanti, i francesi invaderanno Marocco e Tunisia, oltre ad ottenere mandati sui territori ottomani che ora corrispondono a Siria e Libano. Dopo la seconda guerra mondiale, i soldati francesi lasceranno i territori arabi, fino all'indipendenza algerina del 1962. Questa relazione con gli arabi portò all'idea che i francesi avessero un rapporto speciale con gli arabi e i maomettani. Quest'idea, unita al ruolo centrale della Francia in Europa, è la base per la politica estera francese.

Il presidente de Gaulle voleva una Francia e un'Europa indipendenti dalle superpotenze. Durante un comizio, disse che “Si, sarà l'Europa, dall'Atlantico agli Urali, che deciderà il destino del mondo”. Nel 1966, de Gaulle ritirò la Francia dal comando comune della NATO, pur rimanendo in essa.

Dopo la guerra dei sei giorni del 1967, de Gaulle condannò Israele per l'occupazione della West Bank e della Striscia di Gaza, cambiando radicalmente la politica estera francese. Prima di ciò, la Francia e il resto dell'Europa occidentale erano fortemente pro-Israele, al punto da andare in guerra a fianco di Israele contro l'Egitto di Nasser nel 1956. Dal 1967, la Francia decideva di tenere una politica pro-araba.

Si dice che la politica estera inglese sia rimasta da stessa fin dal 1600, ossia impedire a Spagna, Francia e Germania di dominare l'Europa e di minacciare l'Inghilterra. Se è per questo, si può dire lo stesso della politica francese, ossia prendere il comando dell'Europa e del Mediterraneo contro la dominazione anglosassone prima e anglo-USA poi. La faccenda è stata resa più complicata dall'unificazione della Germania, ma l'essenza resta la stessa.

L'idolo del PM francese de Villepin è Napoleone. Nel 2005 molti leader francesi hanno ammesso apertamente che la costituzione UE che stavano proponendo era una Francia allargata. Il ministro della giustizia Dominique Perben, disse: “Finalmente abbiamo creato un'Europa à la française, come volevamo da tanto tempo. Questa costituzione è una Francia allargata, un'Europa scritta in francese

Fin dall'inizio, l'integrazione europea è stata [3] guidata dalla Francia. Durante la guerra in Iraq, è stato chiaro che l'elitè politica francese non ha mai rinunciato alla propria leadership su tutta l'Europa. Ad esempio, nel 2003, dopo che Polonia, Ungheria e la Repubblica Ceca sostennero le posizioni USA, il presidente Chirac disse che: “Hanno perso una buona occasione per tacere. Questi paesi non si sono comportati bene e sono stati imprudenti nell'allinearsi così in fretta con gli americani

Jean Monnet, economista francese mai eletto dal pubblico, è uno degli architetti dell'integrazione UE. Un pragmatista con ottime connessioni, Monnet ha sempre lavorato da dietro le quinte per la creazione dell'UE.

Richard North, autore del blog EU Referendum [4] e coautore (con Christopher Booker) di The Great Deception: Can The European Union Survive, afferma che per anni, almeno fin dal 1920, Jean Monnet sogna di costruire gli “Stati Uniti d'Europa”. Anche se Monnet aveva in mente un'entità europea con tutti gli attributi di uno stato, le frasi che ha usato sono state fatte apposta per farlo sembrare un altra entità sovranazionale e per non spaventare i governi nazionali con la minaccia di un potere che fosse in grado di annullare i poteri nazionali.

Nella loro analisi della storia dell'UE, gli autori affermano che l'UE non è nata con la seconda guerra mondiale, come molti pensano, ma è stata pianificata almeno trent'anni prima.

Di solito si considera la dichiarazione Schuman del 9 Maggio 1950 come l'inizio degli sforzi verso la creazione dell'UE, al punto che il 9 Maggio è lo “Europe Day”. Questa dichiarazione contiene frasi come “Il primo passo nella federazione d'Europa” e “questa dichiarazione porterà alla realizzazione della federazione Europea”. I critici dell'UE fanno notare che di solito non si parla di questi obiettivi politici dell'UE e che molti non li conoscono.

Ovviamente, una federazione è uno stato. Nonostante ciò, i campioni dell'integrazione UE hanno sempre giurato di non essere a conoscenza di questi piani. La EEC/EC/EU ha gli stessi attributi di una federazione sovranazionale: bandiera, inno, parlamento, corte suprema, moneta, leggi.

I fondatori dell'UE hanno mostrato solo le parti benigne del loro progetto e hanno implementato le altre parti in modo graduale, in modo che nessuna fase di esso fosse talmente odiosa da causare un'opposizione seria.

Booker e North chiamano l'UE “un colpo di stato fatto al rallentatore, il più spettacolare della storia”, progettato per mettere a tacere il processo democratico e sottomettere le nazioni europee senza farlo capire pubblicamente.

E'ironico come ormai la Francia sia tenuta in ostaggio [5] dalle forze che ha messo in movimento. Le rivolte degli immigranti maomettani del 2005 dimostrano che ormai l'Eurabia non è più politica estera francese, ma politica interna. Ormai la Francia brucerà in fiamme ogni volta che proverà a ribellarsi agli arabi.

Gli immigranti maomettani crescono in maniera esplosiva. Un bambino su tre nato in Francia è di origine maomettana. Ci sono centinaia di ghetti maomettani in cui si pratica la Shari'ah, non la legge francese. Alcuni credono che la Francia diventerà a poco a poco un paese maomettano, altri credono che la guerra civile sia imminente.

Forse è giusto che il paese che ha iniziato e guidato la formazione dell'Eurabia venga distrutto dal mostro di Frankenstein che ha creato. In ogni caso, ridere dei problemi francesi non ci aiuterà a risolvere i nostri. La caduta della Francia è imminente e sarà un male per tutto il resto d'Europa. Cosa accadrà alle risorse finanziarie francesi? Alle armi dell'esercito francese? Alle testate nucleari? Finiranno in mano agli Jihadisti?

L'istituto MEDEA (istituto europeo per la ricerca sulla cooperazione mediterranea ed euro-araba), col supporto della Commissione Europea, è uno dei componenti chiave del dialogo euro-arabo. La pagina dell'istituto afferma che:

Il dialogo Euro-arabo, come forum condiviso dalla UE e dalla lega araba, è nato dietro iniziativa francese ed è stato avviato durante il Consiglio Europeo a Copenhagen nel Dicembre 1973, poco dopo la guerra di Ottobre e l'embargo petrolifero. Gli europei lo vedono come un forum dove discutere di problemi economici, mentre gli arabi lo vedono più come un'arena di discussione politica

L'istituto MEDEA vuole essere una risorsa e un punto di riferimento per chi vuole intraprendere un dialogo euro-mediterraneo. L'istituto vuole usare i suoi incontri per creare punti di scambio tra politici, economisti, diplomatici, giornalisti, accademici e altri ancora.

Come scrive Bat Ye'or, anche se il funzionamento dell'Eurabia è nascosto al pubblico, a volte è possibile intravederne qualcosa se si sa dove guardare. Ad esempio, gli archivi del sito MEDEA sono un buon posto dove trovare prove che convalidano la tesi Eurabia.

Bat Yeo'r è stata così gentile da spedirmi un documento, la Common Strategy of the European Council - Vision of the EU for the Mediterranean Region, scritto il 19 Giugno 2000.

Il documento contiene varie raccomandazioni, ad esempio questa:


"elaborare misure relative al partenariato, in particolare promuovendo incontri regolari e scambio di informazioni tra i partner mediterranei, supportare la connessione delle infrastrutture tra i partner mediterranei e tra loro e l'UE, prendere tutte le precauzioni necessarie per facilitare il coinvolgimento della società civile e lo sviluppo degli scambi umani tra l'UE e i partner mediterranei. Le ONG saranno incoraggiate nel partecipare alla cooperazione bilaterale e regionale. Ci sarà un'attenzione particolare verso i media e le università"


Un altro obiettivo dichiarato è quello di aiutare i partner arabi nel raggiungimento degli accordi di libero scambio commerciale con l'UE. Ciò è meno innocente di quanto sembri, se ne parlerà più avanti.

Ci sono anche strategie per “cercare il dialogo tra le culture e le civiltà, in modo da combattere intolleranze, razzismo e xenofobia”. Si noti come questa affermazione precede sia l'inizio della seconda Intifada palestinese che gli attacchi dell'11 Settembre, quindi si tratta di un processo in atto e non di una reazione ad un evento particolare.

Uno dei punti del documento è particolarmente interessante. L'UE vuole “promuovere l'identificazione dei punti di incontro tra sistemi legali di impostazione differente, in modo da facilitare la risoluzione di dispute civili tra individui: leggi di successione, diritto di famiglia, divorzio”

In pratica, è semplice capire come i paesi UE saranno disposti a modificare le loro leggi secolari in modo da accontentare le richieste degli immigrati che vogliono risolvere le loro dispute tramite la Shari'ah. (Nota del traduttore: In UK è già possibile rivolgersi ad un tribunale Shari'ah tramite la formula dell'arbitrato, ossia se tutti quelli coinvolti nella disputa sono d'accordo)

In un altro documento del Dicembre 2003, disponibile online, Javier Solana, segretario generale del consiglio UE, Romano Prodi, presidente della commissione europea e Chris Patten, membro della commissione europea, hanno firmato un piano per “rinforzare il partenariato UE con il mondo arabo.”

Ciò include la creazione di un'area di libero scambio commerciale, ma anche piani per “rinvigorire il dialogo culturale, religioso, civile e mediatico tramite strumenti esistenti o in costruzione, tra cui il Euro-Mediterranean Foundation for the Dialogue of Cultures and Civilisations.

Gli immigranti arabi hanno dato un contributo importante allo sviluppo europeo. L'UE si prefigge di combattere tutte le manifestazioni di razzismo e discriminazione [Cosa intendono loro con razzismo? Le leggi secolari?] La politica europea include rispetto completo per i diritti degli immigranti in Europa. E' importante implementare questa politica tramite gli accordi preesistenti in modo da tener conto delle richieste dei partner arabi.”

Il super eurocrate Romano Prodi vuole ben altro che la semplice cooperazione con gli stati arabi. Lui vuole una zona di libero scambio commerciale, cosa che implica l'accesso da parte dei paesi arabi ai mercati europei liberalizzati e la libertà di movimento delle persone attraverso i confini nazionali. Nessuno ha mai parlato delle conseguenze dello stabilire un mercato libero con un mondo arabo che sta attraversando un'esplosione demografica. Questo potrebbe portare alla fine dell'Europa come la conosciamo.

Un altro punto [6] dal "Sixth Euro-Med Ministerial Conference: reinforcing and bringing the Partnership forward" scritto a Bruxellese il giorno 28 Novembre 2003, rende chiaro l'obiettivo di questo mercato euro-mediterraneo:


"Questa iniziativa offrirà ai paesi vicini all'UE la possibilità di integrarsi gradualmente con i mercati europei e di godere delle quattro libertà fondamentali dell'UE: libero scambio di beni, servizi, capitali e persone, tutto in cambio di riforme politiche ed economiche. I ministri sono tenuti a dare supporto alle proposte della Commissione per la formazione di una fondazione euro-mediterranea per il dialogo tra culture e un'assemblea parlamentare euro-mediterranea. "


Nel Giugno 2006, il PM neoeletto Romano Prodi affermava che[7]:

E' il momento di guardare a sud e di rilanciare una nuova politica di cooperazione per il Mediterraneo”. Prodi stava parlando di un'iniziativa Italo-Spagnola rivolta a fornire soluzioni politiche per i paesi mediterranei. Il PM proseguì spiegando che il Processo di Barcellona – il cui aspetto più conosciuto è la creazione di un'area di libero scambio entro il 2010 – non era più sufficiente e che era necessario un nuovo approccio. “I paesi sulla sponda meridionale del Mediterraneo si aspettano questo da noi” concluse.

E' da notare come Prodi, che la Bat Ye'or definisce come un Euarabo particolarmente fervente, parla di ciò che gli arabi si aspettano dai governatori europei. Prodi si è dimenticato di dire quanto gli europei fossero contenti di avere un'ulteriore ondata di migranti dai paesi arabi e dalla Turchia, ossia il risultato di questa “zona di libero scambio”.

Durante il meeting dei ministri degli affari esteri a Dublino nel Maggio 2004 [8], i partecipanti dichiararono che:

"I lavori sono in corso per lo sviluppo di una relazione comune con l'area che si estende dalla Mauritania all'Iran – il Mediterraneo e il Medio Oriente. L'UE ha proposto di includere i partners mediterranei nella politica estera europea.
L'UE può offrire un dialogo politico più intenso e un accesso ai programmi e alle politiche UE, tra cui la loro partecipazione graduale nelle quattro libertà europee, in particolare il libero mercato, oltre che il riforzo della cooperazione nel campo della giustizia e della politica interna”

Qual è esattamente questa “cooperazione nel campo della giustizia e della politica interna” con l'Egitto, la Siria e l'Algeria? Non lo so, ma non credo che la risposta mi piacerebbe.

La dichiarazione di Barcellona [9] del 1995 incoraggia i contatti tra i parlamentari e invita il parlamento europeo, insieme agli altri parlamenti, a lanciare il “dialogo parlamentare euro-mediterraneo”. Nel marzo 2004, ciò venne convertito in un istituto specifico chiamato EMPA, Euro-Mediterranean Parliamentary Assembly, EMPA (pdf) [10]. Durante la conferenza ministeriale euro-mediterranea di Creta del Marzo 2003, i ministri inclusero una provvisione che prevedeva il ruolo consultivo dell'assemblea parlamentare nel processo di Barcellona.

Il commissario UE Chris Patten ha reiterato che la commissione europea è pronta a cooperare in pieno con l'assemblea, dando ad essa ildiritto di commentare su ogni soggetto di interesse al dialogo euro-arabo.

L'assemblea consiste in 120 membri da tutta l'UE, membri dei parlamenti europei e dei parlamenti nazionali, oltre che da un numero eguale di rappresentanti dei parlamenti dei paesi mediterranei.

Come molti europei, non avevo mai neanche sentito parlare di questa istituzione, nonostante sia destinata ad influenzare tutto il mio continente. Ciò mi lascia qualche domanda in sospeso. Quando parliamo di questi “paesi partner mediterranei”, includiamo anche paesi non democratici come la Siria. Non è spaventoso che ci siano rappresentanti di questi paesi in un'istituzione permanente con poteri consultivi sulla politica interna UE? Non è spaventoso che i nostri rappresentanti eletti siano stati degradati a “consulenti” dei legislatori di Bruxelles che nessuno ha mai votato?

La dichiarazione di Algeri [11] come visione condivisa del futuro, è un documento scritto dopo un congresso ad Algeri nel Febbraio 2006. Il documento afferma che “è necessario creare un entità euro-mediterranea fondata su valori universali” e che “bisogna enfatizzare il nostro bagaglio culturale comune, per quanto insignificante o dimenticato”. Il piano d'azione comune contiene molte raccomandazioni su come ottenere questa entità euro-mediterranea, tra cui:

  • Adattare le organizzazioni esistenti e i contenuti dei media agli obiettivi del dialogo tra Nord e Sud. Costruire un centro giornalistico euro-mediterraneo.
  • Costruire una rete tra i paesi mediterranei orientata alla costruzione di un sistema educativo armonico. [un sistema educativo armonico tra il mondo arabo e l'Europa? Cosa includerà? Siamo sicuri di volerlo sapere? Ce lo diranno prima di sbattercelo contro come fatto compiuto?]
  • Facilitare lo scambio di conoscenze tra i paesi UE e i paesi mediterranei, incoraggiando la circolazione delle persone.
  • Preparare azioni e discussioni per facilitare la mobilità degli individui, particolarmente studenti, intellettuali, artisti, uomini d'affari e tutti quelli che sono interessati al dialogo.
  • Preparare dei ministeri responsabili per gli affari mediterranei nei paesi del Nord e del Sud, in modo da gestire al meglio le politiche mediterranee.
  • Addestrare insegnanti e studenti all'estero. Preparare una rete di gruppi giovanili euro-mediterranei.
  • Preparare un osservatorio anti diffamazione (con poteri su internet e una rete di supporto legale), per affrontare il razzismo e la diffusione di ideologie di odio verso religione, nazionalità o etnie.


Questi accordi, pronti a riscrivere i libri di storia in Europa in modo da renderli islamofili e a mettere sotto silenzio l'islamofobia come forma di razzismo, sono già in atto.

Il 15 Giugno 2004, durante la conferenza islamica di Istanbul, Walter Schwimmer, diplomatico austriaco e segretario generale del consiglio UE dal 99 al 2004, affermò che la componente islamica è parte integrante della diversità europea, affermendo che l'obiettivo del consiglio UE è la sconfitta dell'islamofobia, dell'antisemitismo e di tutte le forme di intolleranza.

Il consiglio è coinvolto nell'organizzazione di una conferenza sull'immagine della cultura islamica nei libri di testo europei, svoltasi al Cairo nel Dicembre 2004. L'evento era tenuto nell'ambito del dialogo euro-arabo ''Learning to Live together.'' [12]. L'obiettivo della conferenza è l'esame degli stereotipi negativi nell'immagine delle culture arabo-islamiche nei libri di testo, e la discussione dei modi per eliminarli.

Nel parlamento europeo, il ministro tedesco democristiano Hans-Gert Pöttering [13] affermava che i libri di testo dovranno essere depurati da ogni descrizione intollerante dell'Islam, tramite ispezione da parte di esperti nomitati dall'UE e dai leader islamici. Inoltre, ha detto che i libri dovranno promuovere i valori europei senza propagandare pregiudizi o stereotipi religiosi. Secondo lui, l'UE dovrà collaborare con l'organizzazione della conferenza islamica per creare un comitato di revisione dei libri di testo.

Il giugno 2005, a Rabat [14], in Marocco, venne scolta una conferenza sul dialogo tra culture e civiltà, organizzata dall'UNESCO, dall'Islamic Educational, Scientific and Cultural Organisation (ISESCO), dall'organizzazione delle conferenze islamiche (OIC), dall'organizzazione culturale, educativa e scientifica della lega araba (ALECSO), dal centro danese per la cultura e lo sviluppo (DCCD) e dalla fondazione Anna Lindh per il dialogo tra le culture (Alessandria d'Egitto).

Pregasi notare come ciò avvenne mesi prima dello scandalo danese delle vignette su Mohammed. Questa non è stata una reazione, ma parte di una campagna continuata per la promozione della cultura arabo-islamica in Europa.

Tra le raccomandazioni di Mr. Olaf Gerlach Hansen, direttore generale del DCCD, ci sono queste:

- Iniziative concrete per lo sviluppo delle competenze interculturali nella formazione delle nuove generazoni dei giornalisti. Iniziative concrete per i collegamenti e gli scambi tra i giornalisti, gli editori e le istituzioni mediatiche per l'incoraggiamento della cooperazione interculturale. Inziative concrete per lo sviluppo dei programmi ministeriali tramite nuovi libri di testo e la revisione dei libri di testo esistenti.

Anche se nessuno lo dice apertamente, si può dare per scontato che alcuni degli “stereotipi negativi” da rimuovere dai libri di testo saranno i riferimenti ai 1300 anni di Jihad continua contro l'Europa. Queste raccomandazioni saranno accettate e incorporate nel Rabat Commitment [15].

Secondo Serge Trifkovic [16], "La forza tecnologica, culturale e finanziaria dell'Europa di oggi è una facciata che nasconde la sua debolezza morale e demografica. I sintomi di questa debolezza sono il collasso demografico e la perdita del senso di storia e di appartenenza, fenomeni che vanno di pari passo con l'espansione dell'UE. Questo iperstato transnazionale sta indottrinando la sua popolazione di sudditi verso l'accettazione entusiasta dell'arrivo delle masse di maomettani”

Trifkovic indica esattamente la raccomandazione dell'assemblea parlamentare UE numero 1162 del 19 Settembre 1991 sul “contributo della civiltà islamica alla cultura europea”. Dieci anni dopo, la commissione UE contro il razzismo e l'intolleranza scriveva nella sua politica generale numero 5: “Combattere l'intolleranza e la discriminazione contro i musulmani”, enfatizzando “i contributi positivi dell'Islam allo sviluppo delle società europee” ed esprimendo rammarico sul fatto che “l'Islam fosse erroneamente rappresentato come una minaccia

L'ECRI ordinava agli stati UE di adottare misure che renderebbero illegale il discutere riguardo all'Islam e introduceva delle “quote riservate” in favore dei maomettani. Secondo loro, i paesi UE dovrebbero:

- Modificare i programmi ministeriali per prevenire le interpretazioni distorte della storia religiosa e culturale e la descrizione dell'Islam come ostile e minaccioso.

  • Incoraggiare il dibattito nei media riguardo all'immagine dell'Islam e alla loro responsabilità nell'evitare la diffusione di pregiudizi.

Trifkovic definisce gli Eurocrati come "Cinici, disfattisti, interessati solo a loro stessi e irresponsabili verso tutti se non verso la loro stessa classe di corrotti. Gli Eurocrati sono allo stesso livello dei jihadisti, sono i loro complici e aiutanti."

I seguaci dell'Eurabia vogliono creare una regione mediterranea unita, un desiderio simile a quello delle organizzazioni maomettane.

La Muslim Brotherhood è il movimento islamico più importante del secolo, fondato da Hassan al-Banna nel 1928 e basato sulle ideologie fasciste oltre che sui testi islamici.

Lo storico tedesco Egon Flaig [17] riporta le affermazioni di Banna:

"Vogliamo vedere la bandiera dell'Islam sulle terre che sono state così fortunate da essere state governate dall'Islam nel passato, e che hanno sentito i canti dei muezzin pregare Allah. In questi paesi la luce dell'Islam si è spenta e sono tornati alla miscredenza. L'Andalusia, la Sicilia, i Balcani, l'Italia del sud, le isole greche, sono tutte colonie islamiche che dovranno tornare sotto l'abbraccio dell'Islam. Il Mediterraneo e il Mar Rosso devono tornare ad essere mari interni dell'Islam

Patrick Poole rivela [18] che finora il documento chiamato "The Project" è stato discusso solo tra le elitè dello spionaggio europeo. Grazie al lavoro intrepido del giornalista svizzero Sylvain Besson, questo documento è stato reso pubblico, dopo una perquisizione nella villa di lusso di Campione in Svizzera, l'8 Novembre 2001. L'obiettivo della perquisizione era Youssef Nada, attivo nella Muslim Brotherhood per più di 50 anni.

Fra i documenti sequestrati, c'era un piano di 14 pagine scritto in arabo e datato 1 Dicembre 1982, che includeva una strategia in 12 punti per “stabilire un governo islamico su tutto il pianeta”. Tale documento era intitolato “The Project”. Secondo le testimonianze rilasciate alle autorità svizzere da Nada, il documento era stato preparato dai ricercatori maomettani della Muslim Brotherhood e rappresentava un progetto a lungo termine per l'invasione culturale dell'occidente. “The Project” è il piano di battaglia principale della Muslim Brotherhood e include consigli come:

  • Usare l'inganno per mascherare gli obiettivi delle azioni maomettane
  • Costruire una rete sociale di scuole, ospedali e associazioni caritatevoli
  • Coinvolgere i maomettani impegnati ideologicamente nelle istituzioni occidentali, tra cui governi, ONG, organizzazioni private
  • Utilizzare le istituzioni occidentali in modo da porle al servizio dell'Islam
  • Istituire alleanze con le organizazzioni “progressiste” che seguono ideali simili ai nosti


Uno degli intellettuali della Muslim Brotherhood è Youssef al-Qaradhawi, chierico maomettano nato in Egitto ma residente nel Qatar. Sylvain Besson e Scott Burgess hanno notato le somiglianze tra le pubblicazioni di Qaradhawi del 1990, dette “Priorities of the Islamic Movement in the Coming Phase”, e The Project. I due documenti hanno forti somiglianze nei contenuti e nel linguaggio.

Patrick Poole scrive che: "E' spaventoso come i piani di conquista maomettani descritti in The Project siano stati messi in atto per più di due decadi."

Youssef al-Qaradhawi, uno dei religiosi più influenti del mondo Sunnita, ha predetto che “L'Islam tornerà in Europa come vincitore e conquistatore [19]” ed è stato una figura importante durante le rivolte per le vignette su Mohammad, incitando alla rivolta [20] contro la Danimarca e l'Occidente.

Secondo la Dott. Rachel Ehrenfeld [21] e Alyssa A. Lappen, "E' chiaro che le rivolte in Danimarca e in tutto il mondo non sono nate spontaneamente, ma sono state organizzate in anticipo dalle organizzazioni islamiche che sostengono la Muslim Brotherhood, finanziate dall'Arabia Saudita”

Il leader della Muslim Brotherhood, Mohammad Mahdi Akef, ha inaugurato una nuova strategia in cui chiamava le organizzazioni sorelle all'attacco contro l'occidente. Akef chiamava gli USA “il grande Satana” e dichiarava che “Sono sicuro che gli USA cadranno presto e che la fede islamica invaderà l'Europa e l'America”

Ehrenfeld e Lappen affermano che la Muslim Brotherhood e le sue organizzazioni sorelle usano la strategia della flessibilità:


"Questa strategia richiede che un gruppo di musulmani usi tutti gli strumenti legali per infiltrarsi in tutte le istituzioni religiose e secolari, iniziando con le università. Come risultato, i musulmani islamizzati entreranno nel mondo del lavoro, in particolare nei settori governativi e civili. In tali posizioni, potranno dominare le forze dell'ordine, lo spionaggio, i militari e le istituzioni finanziarie."



Nel Middle East Quarterly, Lorenzo Vidino [22] scrive riguardo alla conquista dell'Europa da parte della Muslim Brotherhood

Secondo Vidino, “Fin dagli anni 60, i membri e i simpatizzanti della Muslim Brotherhood si sono trasferiti in Europa e hanno stabilito una rete di moschee, associazioni caritatevoli e organizzazioni islamiche”

Uno dei pionieri della Muslim Brotherhood in Germania è stato Sa'id Ramadan, segretario personale del fondatore della Brotherhood, Hassan al-Banna. I petrolieri sauditi hanno finanziato abbondantemente il centro islamico di Ginevra, in Svizzera, diretto dal figlio di Sa'id', Hani Ramadan, fratello di Tariq Ramadan. Hani Ramadan è famoso per aver scritto un articolo nel 2002 sul quotidiano francese Le Monde in cui difendeva la lapidazione delle adultere. Più avanti, Tariq Ramadan, un “maomettano moderato”, chiese una “moratoria” sulle lapidazioni.

Secondo Vidino, “E'ironico che Hassan al-Banna volesse solo diffondere l'Islam in Egitto e nel mondo musulmano. Non si sarebbe mai sognato di poter diffonderlo in Europa

L'apostata maomettano Dr Patrick Sookhdeo [23] ci avverte che l'islamizzazione in Europa non sta avvenendo per caso, ma è il risultato di una strategia deliberata da parte dei governatori maomettani, pianificata nel 1980 quando il consiglio islamico europeo pubblicò un libro chiamato: “Muslim Communities in Non-Muslim States."

Il libro spiegava ai maomettani come riunirsi e organizzarsi in comunità musulmane, come costruire moschee, centri culturali e scuole islamiche, come evitare di essere assorbiti dalla maggioranza e come resistere all'assimilazione, oltre che come riunirsi geograficamente formando aree ad alta densità maomettana.

Douglas Farah [24] descrive come i gruppi maomettani abbiano acquistato grandi aree urbane, trasformando il territorio in zone maomettane. Alcuni gruppi fanno firmare contratti in cui obbligano i proprietari a vendere le proprietà solo ad altri maomettani.

La Brotherhood è particolarmente attiva negli investimenti immobiliari in tutta Europa, dato che intende fondare una rete in grado di reagire velocemente ed efficacemente in caso di un attacco finanziario o di una reazione dello stato. Buona parte dei loro fondi viene dall'Arabia Saudita e dal Kuwait.

Secondo Farah, i governi degli stati europei e degli USA permettono a questi gruppi di prosperare e si limitano a cercare degli elementi “moderati” con cui dialogare.

"Non non abbiamo un piano. Loro ne hanno uno. La storia ci insegna che quelli che hanno un piano, fanno progetti e hanno una strategia, di solito vinceranno. Noi non stiamo vincendo”

Durante il Marzo 2006 [25], a Bruxelles, c'è stata una sessione plenaria di dell'assemblea del parlamento Euro-mediterraneo, durata due giorni. Il risultato è stata una risoluzione in cui si condannava l'offesa causata dalle vignette danesi del profeta Muhammad, così come la violenza causata da quelle vignette. L'assemblea ha ha invitato i governi ad assicurare il rispetto per le fedi religiose e a incoraggiare i valori della tolleranza, libertà e del multiculturalismo.

Durante l'assemblea, il parlamentare egiziano Ahmed Sorour affermava che le vignette e gli altri eventi recenti mostravano l'esistenza di un “deficit culturale”. Il parlamentare giordano al-Quaisi ha condannato le vignette, affermando che non bastava deplorarle dato che ciò sarebbe potuto capitare anche in un altro paese.

Il presidente del parlamento europeo Josep Borrell definiva il Mediterraneo come “il concentrato di tutti i problemi dell'umanità” e diceva che dopo un anno di presidenza “non riusciva ancora a capire le complessità del Mediterraneo”

Dopo il caos delle vignette, il direttore della politica UE Javier Solana [26] viaggiò verso il Medio Oriente ed emise dichiarazioni congiunte con i governanti maomettani in cui diceva che: “la libertà di stampa include responsabilità e discrezione, e deve rispettare le fedi e le regole di tutte le religioni.”, oltre ad affermare che “i simboli religiosi possono essere protetti”. Solana tenne incontri con il segretario generale della Lega Araba Amr Moussa e con lo sceicco Mohammed Sayed Tantawi dell'università di Al Azhar, il centro universitario più importante di tutto l'Islam Sunnita.

Solana ha anche svolto un incontro on il leader delle Organisation of the Islamic Conference (OIC), Ekmeleddin Ihsanoglu. Dopo l'incontro, Solana "ha espresso il suo rammarico per il fatto che si fossero lesi i sentimenti religiosi”, e “ha giurato di fare in modo che ciò non sarebbe successo di nuovo”

Solo pochi anni prima Mr.Solana, allora segretario generale della NATO affermava in un discorso [27] che “la causa principale dei conflitti in Europa e altrove è l'assenza di democrazia e di apertura. L'assenza della valvola di sfogo rappresentata dal dialogo democratico porta all'esplosione della violenza nella società”. E'ironico come lui stesso sia diventato un censore del dialogo democratico in favore della censura maomettana.

Nel frattempo, i tentacoli della burocrazia UE si insinuano nelle leggi in ogni ambito concepibile. Alcuni esempi di legislazione sono ridicoli, altri sono divertenti. Comunque, c'è un lato sinistro nella burocrazia europea:

  • La promozione di una ideologia ufficiale UE che promuove il multiculturalismo
  • Il fatto che coloro che cercano di preservare la democrazia a livello nazionale vengano chiamati “xenofobi”
  • Il fatto che coloro che cercano di limitare l'immigrazione dal terzo mondo vengano chiamati “razzisti”

Secondo il rapporto del guardiano UE contro il razzismo dice che si deve fare di più per combattere il razzismo e l'islamofobia. Uno dei metodi per ottenere ciò è la promozione di un lessico [28] che censuri i termini offensivi e razzisti. Questo lessico spiega cosa si può e non si può dire in ambito ufficiale. Ad esempio, non si può dire “terrorismo islamico”, ma “terroristi che abusano il nome dell'Islam”.

Nel 2006 il commissario per i diritti umani dell'UE Alvaro Gil-Robles criticava un piano per riportare lo studio del cristianesimo come materia di studio [29] nelle scuole elementari danesi. Gil-Robles diceva che fare ciò andava contro i valori europei, dicendo che “La religione a scuola dovrebbe essere un corso generale che dia informazioni sulle tre religioni monoteiste”, ossia cristianesimo, ebraismo e islam.

Ci sono tre modi differenti per affrontare lo studio della religione:

1. Insegnare i valori tradizionali delle religioni del territorio, nel caso europeo cristianesimo ed ebraismo. 2. Insegnare qualcosa su tutte le religioni principali del mondo. 3. Lasciare la religione fuori dalla scuola.


Quello che vuole l'UE è invece trattare l'islam come una religione tradizionale europea alla pari con cristianesimo ed ebraismo. Ciò è un componente cruciale del pensiero Eurabico. Notate come le autorità UE interferiscono a forza nelle politiche di uno stato nazionale per costringerlo ad includere l'insegnamento dell'Islam ed instillare una dose di indottrinamento Eurabico. L'islam è l'unica religione che gode di questo privilegio. Religioni come Buddismo o Induismo non vengono forzate a scuola.

In un altro caso, la commissione europea rifiutò la proposta del presidente polacco per un dibattito relativo alla pena di morte [30]. La risposta fu: “La pena di morte non è compatibile con i valori europei”. Il problema in questo caso non è la pena di morte, ma il fatto che l'UE si prenda il diritto di giudicare cosa è valore europeo e cosa no, rendendo impossibile fare alcuni discorsi in pubblico. L'espressione innocente “valori europei” indica un'ideologia Eurabica in cui i valori indicati da loro vengono imposti a tutta l'UE, che piacciano o no al popolo.

Forse il fatto più imbarazzante è il modo in cui i media europei, un tempo critici e indipendenti, sono stati corrotti e ingannati dagli Eurabici. Molti dei documenti del dialogo Euro-Arabo parlano del rapporto con i media, e gli Eurabici hanno manovrato i media come marionette. Data la grande diffusione di anti-sionismo e anti-americanismo tra i media, gli Eurabici non hanno avuto alcuna difficoltà nel persuaderli a demonizzare gli USA e Israele, continuando a tenere il silenzio stampa sull'Eurabia.

Durante il Maggio 2006, a Vienna [31] ci fu una conferenza di giornalisti da tutta Europa, riunitisi per incontrare i loro corrispondenti del mondo arabo come parte del dialogo euro-arabo. La conferenza era intitolata: “Racism, Xenophobia and the Media: Towards Respect and Understanding of all Religions and Cultures

Gli ufficiali europei risposero con dispiacere al fatto che Dan Ashbel, l'ambasciatore israelita in Austria, avesse disertato la conferenza perchè l'antisemitismo non veniva trattato. La risposta ufficiale alle rimostranze dell'ambasciatore fu che la conferenza era principalmente un dialogo tra i rappresentanti dei media riguardo ai problemi relativi alla loro professione. Tali problemi includevano xenofobia, razzismo e islamofobia.

Lo scrittore Bruce Bawer [32] pensa che molti europei sappiano che il multiculturalismo sta portando la loro società verso il disastro, ma sono stati condizionati per tutta la vita a ritenere ogni opposizione al multiculturalismo come una forma di razzismo:

"Molti sono rassegnati [33] al fatto che i multiculturalisti controllino i media, le università, le agenzie di stampa e così via. Si sa bene che se vuoi fare strada nella società europea non devi contraddire il multiculturalismo. La classe politica sembra solida, immobile e impossibile da cambiare. C'è una rabbia generale, ma è una rabbia impotente. Gli europei di oggi sono stati addestrati ad essere passivi e a lasciare decidere le cose ai loro capi, la cui saggezza è indiscutibile. Liberarsi dopo una vita di indottrinamento non è facile”

Secondo la Bat Ye'or, la paura di svegliare un'opposizione all'immigrazione ha portato alla repressione di tutte le discussioni relative ai problemi economici e alle difficoltà nell'integrazione della massa enorme di immigrati. Ogni critica all'immigrazione dei maomettani viene zittita accusando il critico di essere un “razzista” e di “comportarsi come un nazista”, un'accusa ridicola ma efficace.

La Bat Ye'or condivide l'analisi di Bawter riguardo alla collusione di insegnanti, media, politici, impiegati statali, presentatori e rappresentati di organizzazioni apparentemente indipendenti come SOS Racism nell'indottrinamento al “politically correct”. Ciò esprime perfettamente le direttive politiche date dalla Commissione Europea riguardo al controllo dell'apparato politico, intellettuale, religioso, mediatico e docente, inaugurato negli anni '70 e rivolto alla diffusione dell'ideologia multiculturale.

Chiunque osi sfidare apertamente il politically correct viene boicottato, diffamato e soggetto al mobbing professionale. Secondo la Bat Ye'or, ciò ha portato allo sviluppo di una “opposizione clandestina”, simile a quella che si trovava nei paesi sotto regimi dittatoriali. Questa opposizione su Internet e blogs ha portato alcuni cambiamenti, ad esempio il rifiuto della costituzione europea nel 2005. Nonostante i governi in Francia e nei Paesi Bassi avessero martellato la popolazione con una campagna di propaganda incessante, i votanti scelsero il no, anche grazie al lavoro di molti blogs[34].

Solo pochi mesi dopo, le autorità UE si riunirono con quelle dei regimi autoritari [35] come Iran, Arabia Saudita, Cuba e Cina in favore di “un controllo più approfondito” (ossia una censura) di Internet.

Secondo Richard North del blog EU Referendum [36], "La forma di propaganda più pericolosa è quella che non sembra propaganda, ossia quella in cui la BBC [British Broadcast Corporation] eccelle. Forse il loro peccato più grave è l'omissione. Semplicemente, non informano riguardo a fatti cruciali, finchè non è troppo tardi per affrontarli”.

Vladimir Bukovsky è un ex dissidente sovietico residente in UK, autore e attivista dei diritti umani, detenuto per dodici anni nelle prigioni sovietiche. Bukovsky avverte come ci siano gli stessi impulsi antidemocratici in occidente, specialmente nell'UE che lui vede come un erede dell'URSS. Nel 2002 Bukovsky partecipò ad una protesta contro la licenza televisiva obbligatoria in UK[37]. “I britannici stanno venendo costretti a pagare per una corporazione che censura la libertà di parola, pubblicizzando propaganda”. Bukovsky criticava la propaganda della BBC, specialmente riguardo ai rapporti tra UE e Medio Oriente.

Il politico conservatore Michael Gove e il commentatore politico Mark Dooley hanno notato la mancanza di obiettività della TV[38]: "Ad esempio, la copertura della BBC su Yasser Arafat. Nel 2002, Arafat veniva chiamato un'icona e un eroe, ma non si faceva menzione dei suoi squadroni della morte, della corruzione o della sua soppressione brutale dei palestinesi dissidenti. Allo stesso modo nel 2004, quando Israele fece assassinare il capo spirituale di Hamas, lo sceicco Ahmed Yassin, un reporter della BBC lo definiva cortese, carismatico, divertente e profondamente religioso, nonostante sotto la guida di Yassin Hamas avesse massacrato centinaia di persone”

La scrittrice polacca Nina Witoszek [39], ora residente in Norvegia, avverte come le persone che hanno vissuto sotto il regime comunista hanno uno strano dejá vu vivendo in Europa:

"Prima di pronunciare una frase, fai partire l'autocensura che si chiede chi potresti offendere con questa frase. Gli israeliti? Le femministe? Gli islamici? Sono abbastanza progressista? Presto saremo costretti a scrivere in un linguaggio decaffeinato, ripetendo a memoria i mantra come 'dialogo', 'pluralismo', 'riconciliazione', 'uguaglianza'. La Norvegia non è mai stata un paese totalitario, ma molta gente sta provando cosa si prova ad essere oppressi e imbavagliati. Conosco tanti norvegesi e ancora più stranieri che hanno rinunciato a sprecare tempo per cercare di migliorare una democrazia castrata e paranoica. Preferiamo la sicurezza alla libertà. Questo è il primo passo verso la schiavitù.

La citazione viene da opere dello scrittore polacco Czeslaw Milosz, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1980 per libri come The Captive Mind, in cui spiega il fascino delle ideologie totalitarie.

C'è un saggio di Milosz chiamato "Ketman." [40] "Ketman" o "kitman" è una parola maomettana descritta da Arthur Gobineau nel suo libro Religions and Philosophies of Central Asia. Gobineau aveva notato che i dissidenti persiani, da lungo sottomessi alla tirannia, avevano sviluppato un nuovo modo di esprimersi. Il bisogno di sopravvivere li costringeva non solo a stare zitti, ma anche a mentire in tutti modi possibili. Questo modo di mentire e ingannare, più diffuso tra gli Sciiti che tra i Sunniti, viene usato per ingannare maomettani e non maomettani.

Secondo Milosz, c'era una strategia simile nei paesi comunisti. Coloro che fanno pratica di dissimulazione si sentono superiori rispetto a quelli che sono tanto stupidi da esprimere apertamente le loro opinioni. Nelle società comuniste, la dissimulazione era sia una tecnica di sopravvivenza in un regime autoritario, sia una forma d'arte teatrale che veniva raffinata continuamente.

E'spaventoso vedere come le persone che sono cresciute nei paesi comunisti dicano che nell'Europa di oggi si respira la stessa aria di totalitarismo. Secondo loro, noi occidentali stiamo venendo indottrinati dal multiculturalismo e dalla “tolleranza” [41] così come loro venivano indottrinati nel comunismo. Ciò è spaventoso perchè sto pensando che abbiano ragione. Abbiamo visto la caduta della Cortina di Ferro nell'Europa dell'Est, solo per vedere un Velo di Ferro sull'Europa occidentale? Questo Velo di Ferro è composto da burocrazia UE, tradimento Eurabico, “tolleranza a senso unico”, censura multiculturalista e la minaccia continua della violenza dei maomettani.

Gli europei e persino alcuni immigranti non maomettani stanno lasciando l'Europa, trasformandola in un'esportatrice di rifugiati. Ci sono larghe fette d'Europa invase dai barbari, con l'approvazione della classe dominante. Si può ancora chiamare l'Europa come parte del mondo libero? Forse i paesi dell'Est sono passati da un impero dittatoriale a un altro? Siamo finiti nell'EUSSR?

Vaclav Klaus, presidente conservatore della Repubblica Ceca, scrive che: “Ogni volta che provo a rimuovere qualche vecchia legge sovietica, mi dicono che quella legge è richiesta dalla Commissione Europea”. In un intervista del Febbraio 2006 con Paul Belien del Giornale di Bruxelles [42], Vladimir Bukovksy scrive che l'UE è sulla buona strada per diventare un'altra Unione Sovietica. Mr Bukovsky definì l'UE “un mostro che deve essere distrutto, prima che diventi uno stato totalitario in piena regola”

L'idea finale dell'URSS era la creazione di una nuova entità storica, il popolo sovietico. Lo stesso vale per l'UE di oggi, rivolta alla creazione del popolo europeo, qualunque cosa ciò voglia dire. Secondo la dottrina societica lo stato nazionale è destinato a sparire. In Russia è successo il contrario. Invece di sparire, lo stato sovietico è diventato potentissimo a costo di distruggere le identità nazionali. Col crollo dell'URSS i nazionalismi sono tornati alla ribalta in modo violento e distruttivo”

Timothy Garton Ash viene considerato un esperto riguardo al futuro europeo. Secondo Bruce Bawer, Garton Ash è il tipico Eurocrate. Ash disprezza il patriottismo nazionale ma adora l'UE, scrive riguardo ad un “patriottismo Europeo” composto da bandiere, simboli, inni da cantare, in modo da incoraggiare un coinvolgimento emotivo con le istituzioni europee. Come mai l'Europa ha bisogno dell'UE? La risposta di Garton Ash è: "Per impedire che si ricada nei vecchi tempi delle guerre e della barbarie europea”. Alcuni dei suoi suggerimenti sono la creazione di un unione araba, ma senza alcuna menzione di una democrazia araba. Quando immagina il migliore futuro possibile per un'Europa del 2015, si immagina un partenariato con l'Arabia e la Russia, che si estenderebbe da Marrakesh attraverso il Cairo, Gerusalemme, Baghdad e Tbilisi, fino a Vladivostok.

La Commissione Europea ha proposto un evento canoro in tutti gli stati membri, in cui si celebrasse il cinquantesimo compleanno dell'UE, ossia l'anniversario del Trattato di Roma del 1957. Il Commissario Margot Wallstrom premeva per una grande celebrazione che evidenziasse “i vantaggi dell'integrazione UE ai suoi cittadini”. Secondo i diplomatici, questa idea causò reazioni disgustate da parte dei paesi ex comunisti come Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, che rivedevano le celebrazioni staliniste in cui si costringevano i cittadini a cantare gli inni. A questo punto, Bruxelles decise di celebrare in modo più modesto, spendendo circa 300.000 euro nella nomina di 50 “ambasciatori” chiamati “I volti d'Europa”, ingaggiati per raccontare la loro storia e la loro vita quotidiana. La Germania ha portato avanti la sua idea che consisteva nell'incaricare migliaia di panetterie per sfornare 54 ricette di torte preparate secondo ricette tradizionali di tutti i 27 stati membri.

Il Commissario Wallstrom [43] affermava nel 2005 che i politici che rifiutassero di mettere insieme le sovranità nazionali rischiavano un ritorno agli orrori del nazismo. Gli altri commissari hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, affermando che i cittadini UE devono pagare tributo per i morti della seconda guerra mondiale votando in favore della Costituzione UE. Secondo i commissari, l'UE era la sola responsabile per la fine della Guerra Fredda, dimenticando i contributi della NATO e degli USA.

Forse la UE è uno strumento per porre fine alle guerre? Nell'ottobre del 2006 Michel Thoomis, segretario generale del sindacato French Action Police, avvertiva della guerra civile creata dagli immigranti maomettani in Francia [44]:

"Siamo in uno stato di guerra civile orchestrata dagli islamisti radicali. Non è più un problema di violenza urbana, è un'intifada combattuta con pietre e bottiglie Molotov. Non si vedono più due o tre giovanotti che attaccano la polizia, si vedono interi quartieri popolari che scendono in piazza per liberare i loro compari quando vengono arrestati."

Questi immigrati maomettani sono stati accolti dalle stesse elites europee che vorrebbero vedere i cittadini celebrare la loro opera con torte e canzoni. La società civile in Europa si sta disintegrando per colpa delle pressioni dei maomettani, mentre le autorità UE incrementano l'immigrazione e si congratulano per avere portato la pace nel continente. Quale pace? Dove?

La pace di Vestfalia [45] del 1648 ha portato alla fine della guerra dei trent'anni, l'ultima guerra di religione in Europa, e ha aiutato a fondare gli stati nazionali moderni. Prima degli stati nazionali avevamo un'infinità di guerre di religione e di guerre civili. Questa è la situazione verso cui stiamo tornando, solo che questa volta è una jihad diffusa in tutta Europa. Anche se la UE potrebbe impedire la ripresa delle vecchie guerre tra gli stati nazionali come Francia e Germania, potrebbe anche causare altri tipi di guerre, incrementando le tensioni tra le culture e formando una spaccatura tra i cittadini e coloro che dovrebbero guidarli.

Le guerre sono iniziate migliaia di anni prima della fondazione degli stati nazionali. E' molto più probabile che l'indebolimento degli stati nazionali porti alla fine del sistema democratico, piuttosto che alla fine delle guerre.

Quando gli venne chiesto se i paesi membri si fossero uniti all'UE volontariamente e se l'integrazione fosse la volontà democratica degli Europei, Vladimir Bukovksy rispose: "No. Prendete a esempio la Danimarca, ha votato due volte contro il trattato di Maastricht. Guardate l'Irlanda, ha votato contro il trattato di Nizza. Guardate gli altri paesi che hanno subito pressioni enormi, al punto del ricatto. E' un trucco per i gonzi. Il popolo deve votare il referendum, finchè non vota come vuole l'UE. Dopo, non servono più elezioni. L'UE è l'equivalente di un matrimonio forzato dai parenti”

Come scrive nel suo libro del 1992 Judgment in Moscow, Bukovsky ebbe accesso al Politburo e ad altri documenti sovietici segreti. Nel gennaio del 1989, durante un meeting tra il leader sovietico Gorbachev, l'ex PM giapponese Nakasone, l'ex PM francese Valéry Giscard d'Estaing, il banchiere americano Rockefeller e l'ex segretario di stato americano Henry Kissinger, si dice che Giscard d'Estaing affermò che:

L'Europa sarà uno stato federale e voi dovrete prepararvi a ciò. Dovremo lavorare insieme, noi e i leader europei”

Questo accadde negli anni '80, quando i media prendevano a ridere qualunque discorso su un'unione politica in Europa. Quindici anni dopo, Valéry Giscard d'Estaing diventava il primo autore della costituzione UE, un mattone illeggibile, lungo centinaia di pagine e senza le garanzie della costituzione americana. Secondo Giscard il rifiuto della costituzione da parte della Francia e della Danimarca durante i referenda del 2005 “E' stato un errore che deve essere corretto. Alla fine il testo sarà adottato”

Giscard ha scritto anche che “usare il referendum è stato un errore” perchè “per la gente non è possibile capire il testo [46]”. Vi fidate di chi pensa che i cittadini europei debbano sottostare all'autorità di una “costituzione” troppo complessa per essere compresa da chiunque non sia un burocrate? Secondo il ministro della giustizia [47] Juan Fernando Lopez Aguilar "non c'è bisogno di leggere la costituzione UE per capire che è buona”

Jean-Luc Dehaene, ex PM belga, disse che: “Sappiamo che nove persone su dieci non hanno letto la Costituzione e voteranno sulla base di quello che sentiranno dire dai politici e dai giornalisti. Se la loro risposta sarà No, allora la votazione dovrà essere rifatta dato che la risposta non potrà essere altro che Si

La giornalista Nidra Poller [48] era molto scettica. In un commento riguardo al dibattito prima del referendum per la costituzione UE in Francia, la Poller si accorse di quanto i leader europei fossero sottomessi verso le pretese dei maomettani. Secondo lei: “il dialogo Euro-Mediterraneo è un atto di resa senza condizioni”. L'UE è lo stato intermedio di un progetto orribile rivolto alla distruzione della cultura europea e alla sostituzione di essa con un orrendo cocktail Eurabico. La Poller si chiede: “Se un'atto di sottomissione si cela sotto il nome di Dialogo, quale ambiguità indicibile potrebbe essere nascosta sotto il nobile nome di Costituzione?”

Nel 2005, l'UE ha dato 342.8 milioni di dollari come aiuto ai Palestinesi [49] (612.15 milioni se si includono gli aiuti dai 25 governi UE). Persino gli USA hanno donato milioni di dollari americani ai palestinesi, anche se non quanto l'UE. Nel Luglio 2005, come risposta agli attacchi terroristici maomettani di Londra, i leader del G8 hanno offerto 9 miliardi di dollari [50] all'autorità palestinese come “alternativa all'odio”.

La generosità occidentale continua, nonostante uno studio demografico del 2005 dimostri che la popolazione palestinese nel West Bank e a Gaza sia la metà di quanto dichiarato dal governo [51].

Quasi tutte le infrastrutture [52] dei territori palestinesi sono state organizzate e pagate da Bruxelles, fin dall'inizio della pace di Oslo degli anni '90. Quando è iniziata la seconda Intifada con gli attacchi jihadisti del 2005 Israele fermò i suoi aiuti umanitari ai palestinesi, quindi l'UE decise di stanziare altri 10 milioni di Euro al mese come assistenza diretta all'autorità palestinese. Nel 2002, il commissario UE per gli affari esteri Chris Patten [53] affermava che “in nessun caso l'UE ha finanziato il terrorismo, l'acquisto di armi o altre attività simili”

Invece, un rapporto dalla fondazione per la difesa delle democrazie [54] noterà che: “Ci sono prove inconfutabili del finanziamento di attività terroristiche da parte dell'autorità palestinese”. Ciò venne confermato da Fuad Shubaki, ex segretario finanziario per le forze di sicurezza palestinesi. Secondo lui Yasser Arafat [55], ex comandante dell'autorità palestinese, usò milioni di dollari di fondi umanitari e di finanziamenti dai paesi arabi, per comprare armi e munizioni. Tra queste c'erano le cinquanta tonnellate di armamenti a bordo della nave Karine A. La transazione venne coordinata tra l'autorità palestinese, Hezbollah in Libano e la guardia rivoluzionaria iraniana.

Nel Maggio 2006 Mahmoud Abbas, presidente dell'autorità palestinese dopo la morte di Arafat e politico importante in Fatah, parlò al Parlamento Europeo del processo di pace. Nello stesso momento, le brigate martiri di al-Aksa, l'elemento militare di Fatah, minacciavano di colpire [56] obiettivi economici e civili europei e americani come risposta alle sanzioni internazionali verso l'autorità palestinese. Quando finanzi i palestinesi non ti puoi aspettare gratitudine, ma ti minacciano con la violenza se non li finanzi. Questa si chiama estorsione.

Questa estorsione corrisponde all'idea maomettana di Jizya, la tassa imposta ai non maomettani in cambio della loro vita. I documenti del dialogo euro-arabo fanno menzione continua dell'assistenza finanziaria rivolta ai paesi arabi da parte dell'UE. La Bat Ye'or definisce quest'assistenza come una tassa Jizya estorta agli europei senza la loro conoscenza.

Durante il Novembre 2005, il controllore finanziario [57] UE rifiutava di approvare i bilanci UE per l'undicesimo anno di fila, dato che erano pieni di frodi e di errori. Nel 2004 la corte dei conti europea rifiutava di approvare il budget UE di 160.3 miliardi di dollari. Secondo le dichiarazioni, la gran maggioranza dei pagamenti erano pieni di errori di legalità e regolarità. Metà dei progetti approvati dalla commissione europea non erano stati monitorati in modo appropriato.

La commissione europea viene considerata il governo dell'UE, quindi il governo di quasi mezzo miliardo di persone, ma può emettere conti falsati per più di dieci anni, dato che i suoi funzionari non devono rendere conto a nessuno.

I maomettani usano l'inganno per portare avanti la Jihad finchè non è troppo tardi per fermarli. I federalisti UE e gli Eurabici hanno preso una pagina dal libro dei maomettani, nascondendo i loro obiettivi dietro una massa di dettagli e di politichese incomprensibile a chi non sia un burocrate professionista.

Durante un momento di franchezza, il PM lussemburghese Jean-Claude Juncker [58] descrisse il modo in cui funziona l'UE:

Decidiamo qualcosa, la facciamo e vediamo cosa succede. Se nessuno protesta, più che altro perchè nessuno capisce cosa è stato deciso, continuiamo passo dopo passo fino a che non c'è più modo per tornare indietro.”

Il giornalista di The Economist, Charlemagne scrive che:


Quello che vogliono fare Mr. Juncker e quelli come lui è l'affogare l'opposizione all'UE in una massa di dettagli tecnici, in modo da annoiare a morte l'opposizione. Questa strategia ha funzionato a lungo. Il più grande trasferimento di sovranità dalle nazioni europee all'UE è avvenuto nel 1985, come parte del progetto per la creazione del mercato comune europeo. Più avanti la PM conservatrice britannica Margaret Thatcher, di certo non una persona tonta, affermò di non avere capito in pieno le ramificazioni di ciò che aveva sottoscritto”


Lo scrittore Christopher Booker chiamò l'UE una “cultura dell'inganno” [59]:


Quello che sta capitando è un trasferimento di poteri verso Bruxelles, su una scala tale da renderlo la più grande rivoluzione della storia. Buona parte di ciò è stato sepolto sotto i nostri nasi, dato che i nostri politici vogliono far credere di essere ancora al comando. Come risultato, pochissimi hanno un'idea realistica di come funzioni il sistema politico che ci governa.”

Ho usato il termine “Neofeudalesimo” per descrivere l'UE. Ci sono sicuramente dei gruppi elitari in Europa che pensano che tutto ciò di sbagliato in Europa viene dalla democrazia, che loro chiamano “populismo”. La forza motrice dietro l'UE vuole passare la sovranità nazionale a una casta di burocrati, una nuova aristocrazia. Questo è un ritorno all'età pre-democratica. Karl Zinsmeister scrive [60] che:

L'apparato UE è estremamente chiuso e segreto. Poche delle decisioni importanti vengono prese da ufficiali eletti democraticamente. I burocrati decidono tutto della vita degli europei. Molti europei sono disposti a lasciare che le elites li guidino come buoi al pascolo, in un modo impossibile da capire per un americano. Questa è una mentalità da contadino medievale, che permette a quelli più in alto di lui di prendere le decisioni al suo posto”

L'MP Gisela Stuart è stata un membro del Praesidium che ha steso la proposta di costituzione UE. La sua esperienza si riassume in questo:

"La Convenzione ha riunito un gruppo di politici europei, molti dei quali in cerca di una carriera nella politica UE, dipendenti dall'integrazione e propensi a vedere i governi e i parlamenti nazionali come un ostacolo. Nei sedici mesi che ho passato nella Convenzione, non ho sentito neanche una considerazione su quello che desiderano gli euopei, su cosa favorisce i loro interessi o su quale fosse una struttura sostenibile per l'UE”

Nel 2005, ci fu una dichiarazione senza precedenti da parte dei leader di tutti i gruppi politici a Bruxelles in cui si chiedeva una cessazione della pratica “degna del medioevo” secondo cui le legislazioni UE venivano decise a porte chiuse. I critici affermavano che il Consiglio dei Ministri, l'organo legislativo UE che decide i due terzi delle leggi britanniche sia “l'unica legislazione, a parte le dittature comuniste di Cuba e Nord Corea, che passa le leggi in segreto”

Secondo il politico conservatore britannico Daniel Hannan, questo è il modo in cui è stata progettata l'UE: “I padri fondatori dell'UE sapevano fin dall'inizio che il loro piano per l'unificazione delle nazioni europee non sarebbe arrivato a termine se i vari trasferimenti di potere avessero dovuto sottostare all'approvazione dei votanti. Per questo, si sono inventati una struttura in cui il potere fosse nelle mani di funzionari immuni all'opinione pubblica. La struttura dell'UE non è non-democratica, ma anti democratica”

L'UE è stata paragonata all'Impero Romano, ma tale paragone non ha senso. Roma era il gigante militare dei tempi, l'UE è un nanetto. C'è solo una cosa in comune: Giulio Cesare venne assassinato perchè voleva farsi incoronare come re, mossa poco popolare tra i potenti del Senato che gli ricordavano come Roma fosse una repubblica dato che si era ribellata contro gli antichi tiranni.

Ottaviano, detto anche Cesare Augusto, successore di Cesare, viene considerato il primo e uno dei più importanti tra gli imperatori romani. Ottaviano preferiva usare il termine princeps (primo cittadino), preservò gli aspetti esteriori della repubblica, portò rispetto alle vecchie elites e nascose i cambiamenti per non irritare il pubblico. Forse era un monarca, ma non si fece mai chiamare così.

Alcuni potrebbero vedere un parallelo con l'UE di oggi. Quando i tre quarti delle leggi nazionali partono da Bruxelles, che senso ha svolgere elezioni nazionali? Proprio come nella Roma di Ottaviano, il potere si è trasferito altrove, ma si mantiene una parvenza del vecchio sistema per non infastidire il popolo. L'UE funziona in silenzio, i suoi editti vengono applicati tramite i parlamenti nazionali ormai ridotti ad appendici decorative.

La cosa divertente è che quelli che lavorano contro l'UE sono definiti xenofobi, nazionalisti o semplicemente antidemocratici. L'UE è un'organizzazione i cui membri non eletti smantellano la democrazia, ma ha il coraggio di definire “antidemocratici” i suoi oppositori.

Per creare questa nuova entità bisogna distruggere i vecchi stati nazionali tramite l'arrivo di quantità enormi di immigranti non europei. Il risultato sarà una cosa chiamata “società multiculturale”.

Dato che gli europei si sentono molto meno “europei” che francesi, italiani, tedeschi e così via, le identità nazionali devono essere demolite e deve essere creato un rivale esterno. Il modello più vicino è l'unificazione della Germania di Bismarck, quando i vari staterelli tedeschi si unirono sotto la guida della Prussia contro la Francia durante la guerra franco-prussiana del 1870, spianando la strada ad una nuova federazione tedesca. Il problema è che gli stati della germania di Bismarck erano uniti da un linguaggio e da una cultura comune.

I federalisti UE vogliono costruire uno stato europeo tramite l'odio verso gli USA, mentre creano un'entità Eurabica tramite l'odio contro Israele in Europa e negli stati arabi. Una di queste tattiche è l'uso dei media per fomentare l'odio verso questi due paesi.

Anche se si riuscisse a costruire una nuova identità nazionale da dozzine di nazioni (idea poco convincente), unire vari gruppi etnici in un gruppo nazionale richiede secoli di lavoro. Come è possibile far ciò senza un'identità condivisa? L'unico modo con cui l'UE possa unire i popoli è tramite il totalitarismo. Forse le elites UE speravano che una grande massa di persone senza un'identità culturale distinta sarebbe stata più semplice da governare?

Il problema è che le elites UE pensano che l'idea di stato nazionale sia malvagia e obsoleta, non il collettivismo, l'anti individualismo o il totalitarismo. C'è una differenza cruciale tra il nazionalismo e il patriottismo, come diceva Orwell:

"Il nazionalismo e il patriottismo sono due cose diverse. Con patriottismo intendo la devozione verso un posto e verso un modo di vivere, che si ritengono i migliori ma che non si vuole imporre ad altri. Il patriottismo è una cosa difensiva, sia militarmente che culturalmente. Il nazionalismo, invece, è inseparabile dalla sete di potere."

Un regime totalitario può essere nazionale, come la Germania Nazista, ma può anche essere sovranazionale, come l'URSS, che cercò di sopprimere tutte le culture nazionali preesistenti.

Come è stato possibile portare a termine un processo enorme come la creazione dell'Eurabia? Ci ho pensato a lungo, e ho capito che ha avuto successo proprio perchè era così grande. Sant'Agostino racconta la storia di un pirata catturato da Alessandro Magno. “Come osi rapinare i mari?” disse Alessandro. “Come osi rapinare il mondo intero?”, rispose il pirata. “Io lo faccio con una nave, quindi mi chiamano un ladro. Tu, lo fai con una grande flotta, quindi ti chiamano imperatore

E' tutta una faccenda di scala. Se un gruppetto di persone ferma il processo democratico in un paese e inizia ad imporre le sue leggi sul pubblico, questo è un colpo di stato. Se fanno la stessa cosa su un intero continente, questa è l'unione europea.

Adolf Hitler nel suo Mein Kampf, descriveva una tecnica di propaganda detta: “La balla enorme”. L'UE ha adottato in pieno la sua strategia, che consisteva nel raccontare una menzogna talmente colossale da rendere impossibile credere che qualcuno potrebbe avere l'impudenza di inventarsi una bugia così grossa. Questa tecnica è stata spesso usata insieme alla tecnica di Goebbels che consiste nel ripetere una bugia talmente tante volte da farla prendere come una verità assoluta. 

Ecco alcune di queste balle:

- La diversità è una cosa bella;
- Il multiculturalismo è inevitabile, dato che è integrazione in UE;
- Quelli che si oppongono sono razzisti ignoranti che si mettono contro il progresso;
- L'immigrazione dei maomettani è un bene per l'economia ed è necessaria per finanziare lo stato, anche se è un enorme spreco di risorse.

La creazione dell'Eurabia è uno dei più grandi tradimenti della civiltà occidentale. Forse ciò vuol dire che tutti i federalisti UE sono malvagi? No, non è così semplice. Come dice Hugh Fitzgerald, "C'è un gran numero di persone che si sono arricchite con i soldi degli arabi e le loro bustarelle: avvocati, PR, diplomatici, giornalisti, insegnanti, statali”.

Alcuni dei governatori europei sono guidati da ignoranza, corruzione e sete di potere, ma non tutti. Alcuni di loro sono convinti di stare lavorando per una giusta causa, anche per ripulirsi la coscienza.

Nel film di fantascienza Serenity [61], le due grandi superpotenze, USA e URSS, si sono unite nell'Alleanza e hanno guidato l'umanità in un nuovo sistema solare. Sul pianetino Miranda viene aggiunto un gas chiamato Pax nell'aria, per cancellare l'aggreessività e calmare la popolazione. Il gas funziona, la gente smette di combattere. Però la gente smette anche tutte le altre attività, anche l'autodifesa e l'accoppiamento. Inoltre, una piccola parte della popolazione ha una reazione allergica al gas, diventando aggressiva in modo psicotico. A questo punto, decine di milioni di persone si fanno massacrare senza reagire da una minoranza impazzita.

Il regista Joss Whedon spiega che l'Alleanza non è un impero malvagio, ma una forza benevolente rivolta alla creazione di un mondo utopico, senza peccato. Però, come dice Whedon “Ogni volta che costruisci l'Utopia, troverai qualcosa di orribile sotto le fondamenta”

Gli europei del passato hanno combattuto contro la Jihad per tante ragioni: la religione, la cultura, la nazione. I federalisti UE e gli Eurabici hanno soppresso questi istinti, in modo da creare un uomo pacifico e non aggressivo. Il problema è che hanno creduto che la base di tutti i mali fosse lo stato nazionale, e hanno soppresso il patriottismo difensivo insieme al nazionalismo aggressivo. Dato che i maomettani sono diventati ancora più aggressivi in reazione al nostro nichilismo, gli Eurabici hanno disarmato la nostra gente, letteralmente e metaforicamente. Quei pazzi suicidi ci hanno mandato al massacro.

Molti comunisti credevano sinceramente nella loro ideologia, almeno all'inizio. Il risultato è stato un massacro, milioni di persone uccise nel tentativo di creare un mondo senza sfruttamento e oppressione. La strada verso l'inferno è lastricata di buone intenzioni. Non importa quanto siano buone le tue intenzioni, non puoi usare milioni di persone come cavie per un esperimento.

Forse una delle reazioni per cui ciò è successo in Europa è perchè non abbiamo mai voluto capire le reazioni del fallimento miserabile del comunismo dopo la guerra fredda. Il concetto di “esperimento sociale per la creazione di un mondo nuovo” è ancora vivo. Jean Monnet, creatore del progetto dell'integrazione europea, scrisse come il servizio civile europeo fosse un laboratorio in cui si sarebbe forgiato una nuova Europa. Purtroppo la nuova Europa, così come il paradiso del proletariato, è destinato a fallire.

E'possibile riformare l'UE? Non credo. L'UE è tenuta insieme a forza da una casta di burocrati che vuole solo espandere il proprio budget e il proprio potere, senza remore per le conseguenze. I funzionari useranno i loro poteri per contrastare ogni tentativo di riforma.

E'utile osservare le reazioni dell'UE ai rifiuti popolari in Francia e Olanda durante la costituzione del 2005. La loro reazione fu l'assemblare un gruppo di saggi [62] tra i politici europei, guidati da Giuliano Amato, ministro dell'Interno in Italia, per cercare una soluzione. Una delle proposte fu il cambiare il nome da “costituzione” a “trattato”.
Lo stesso Amato, ex PM italiano e vice presidente della convenzione europea che aveva steso la costituzione, aveva detto prime che [63]:

"In Europa bisogna imparare a fare finta di volere poco per ottenere molto. Ad esempio, la commissione di Bruxelles deve fare finta di essere solo uno strumento tecnico, in modo da potersi comportare come un governo. Bisogna agire tramite sotterfugi"

Questo è l'uomo che si è vantato apertamente di usare i sotterfugi, e ora il suo compito è quello di rinnovare la costituzione UE, dicendo al popolo esattamente quello che vuole sentirsi dire. Se i burocrati UE ci hanno ingannato finora, perchè dobbiamo fidarci di loro? Ci hanno preso in giro troppe volte.

Secondo Vladimir Bukovsky, "L'UE, così come l'URSS, non può essere democratizzata. Ci sarà un crollo dell'UE simile a quello dell'URSS, e il crollo lascerà una devastazione tale che ci vorrà una generazione per riprendersi. Guardate il numero spropositato di immigranti del terzo mondo in Europa. Questa è opera dell'UE. Cosa gli succederà col crollo dell'economia? Probabilmente avremo un enorme conflitto etnico, simile a quello dopo il crollo dell'URSS”

Nel loro libro relativo all'UE, Richard North e Christopher Booker concludono: “Il progetto di Monnet è un mostro orrendo, confuso e convinto di essere bellissimo. In parte è una burocrazia soffocante, in parte un racket di estorsori. L'unica cosa che questo progetto non sarà mai è una democrazia, dato che è stato creato per essere tutto tranne che democratico.” North e Booker credono che l'UE sia destinata a crollare e che il crollo lascerà una devastazione tremenda in tutta Europa, da cui non si uscirà se non dopo tanti anni.

Capisco coloro che temono l'instabilità seguente al crollo dell'UE, perchè ce ne sarà tanta. In ogni caso, siamo destinati a una situazione di instabilità, dato il numero enorme di maomettani importati dagli Eurabici. La scelta è tra un periodo di anni magri da cui l'Europa uscirà vincitrice e la morte, in cui l'Europa cesserà semplicemente di esistere come entità separata.

Alcuni vorrebbero mantenere gli aspetti positivi dell'UE e non buttare via il bambino con l'acqua sporca. Io credo che l'UE sia tutta acqua sporca senza bambino. Non c'è mai stato un bambino nella vasca, solo un sacco di babysitters superpagate.

Il multiculturalismo separa le persone in unità tribali senza uno stato nazionale, esattamente la stessa situazione in Europa nel medioevo. L'idea che dobbiamo rispettare le altre culture e non criticarle significa ragionare come un medievale pre-illuminista. Il multiculturalismo è un'ideologia medievale, che porterà solo risultati medievali.

Anche se l'UE ha fallito nella creazione di un identità nazionale europea, è già riuscita ad indebolire gli stati nazionali. In tutta Europa gli immigranti maomettani colonizzano le città [64] mentre i nativi si rifugiano in campagna. La distruzione della società ci porta al tribalismo, dato che la gente non si fida più della protezione dello stato nazionale.

Questo processo è stato spiegato da Ernest Baert [65]: “Durante i secoli, l'Europa ha sostituito la tribù con lo stato nazionale. I cittadini europei hanno la stessa fiducia in tutti gli altri cittadini al di fuori della loro famiglia e dei loro amici personali. Questa fiducia generale è stata il presupposto per il successo dell'economia capitalista e per la società democratica”

Tra i musulmani e tra gli africani la visione del mondo è differente. In quei popoli gli individui possono rivolgersi solo al loro clan per avere protezione. Quale sarà l'effetto dell'introduzione di un numero enorme di individui provenienti da una cultura dove non c'è questa fiducia nello stato e nell'autorità? Baert è pessimista:

Non c'è dubbio, stiamo vivendo gli ultimi giorni della fantasia multiculturalista. Questa fantasia finirà in miseria e forse porterà alla fine dell'Europa come parte della civiltà occidentale. I nostri nipoti si guarderanno indietro e si chiederanno come abbiamo fatto ad accettare ciò che viene contraddetto dalla storia e dal buonsenso”

I cittadini europei vivono nel terrore dell'aggressione maomettana e nella sfiducia verso i loro leader, mentre i burocrati UE vanno ai cocktail party e si congratulano di avere portato la pace in Europa. L'UE ci aveva promesso la pace, la prosperità ela fine delle guerre, invece ci sta portando al medioevo. Forse è questo il destino di tutte le Utopie.

Fonti:

http://gatesofvienna.blogspot.com/2006/10/eurabia-code_19.html

1. http://www.danielpipes.org/article/90
2. http://www.brusselsjournal.com/node/657
3. http://gatesofvienna.blogspot.com/2006/06/why-eu-needs-to-be-destroyed-and-soon.html
4. http://eureferendum.blogspot.com/
5. http://gatesofvienna.blogspot.com/2006/04/fall-of-france-and-multicultural-world.html
6. http://ec.europa.eu/comm/external_relations/euromed/conf/naples/index.htm
7. http://www.adnki.com/index_2Level_English.php?cat=Politics&loid=8.0.311746780&par=0
8. http://ec.europa.eu/comm/external_relations/euromed/conf/dublin/index.htm
9. http://ec.europa.eu/comm/external_relations/euromed/bd.htm
10. http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2004_2009/documents/autres/note_/note_en.pdf
11. http://www.europeanmovement.org/key_themes.cfm?cat=MP
12. http://www.coe.int/NewsSearch/Default.asp?p=nwz&id=5616&lmLangue=1
13. http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2006/02/16/wtort116.xml&sSheet=/news/2006/02/16/ixnewstop.html
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16. http://www.frontpagemag.com/Articles/ReadArticle.asp?ID=23915
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18. http://www.frontpagemag.com/Articles/ReadArticle.asp?ID=22415
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20. http://www.memritv.org/Transcript.asp?P1=1026
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22. http://www.meforum.org/article/687/%92
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61. http://en.wikipedia.org/wiki/Serenity_(film)
62. http://euobserver.com/9/22641
63. http://www.europeannocampaign.com/351.html
64. http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/012204.php
65. http://www.brusselsjournal.com/node/1492





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