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martedì 21 luglio 2015

2083 - An European declaration of independence - Libro 2.12 La civiltà senza padre

Cari amici, continuo con la traduzione del Compendio di Berwick. Non conosco la situazione americana o quella svedese, ma posso confermare al 100% quello che si dice riguardo al Regno Unito. Ci sono interi quartieri popolari pieni di ragazze madri con branchi di figli, perennemente strafatte e ubriache di cider alle otto del mattino. Buona lettura.



2.12 La civiltà senza padre


Autore: Fjordman


Un'autopsia della storia ci mostrerebbe che tutte le grandi nazioni hanno commesso suicidio

Arnold Toynbee

La giornalista americana Diana West ha appena pubblicato il suo libro “The death of the grown-up”, la morte degli adulti, in cui incolpa il declino della civiltà occidentale alle ribellioni giovanili delle ultime due generazioni. Il punto di passaggio della civiltà moderna è avvenuto nella prima metà degli anni '60, con l'inizio dell'immigrazione di massa, la nascita del progetto Eurabia e l'inizio del multiculturalismo e del femminismo radicale.

Il paradosso è che i popoli che hanno attaccato la loro stessa civiltà erano gli stessi popoli che si sono goduti i frutti del boom dell'economia, eppure hanno abbracciato le ideologie marxiste che volevano distruggere le società che gli avevano garantito pace e sicurezza. Forse non è un caso se Marx è stato finanziato da Engels, figlio di un industriale di successo.

La situazione è stata simile a quella della decolonizzazione da parte dell'Europa e della desegregazione in USA, in cui la cultura occidentale è diventata sinonimo di malvagità. Qualunque sia la causa, siamo diventati un popolo che attacca la sua stessa civiltà. Alcuni di questi problemi erano già presenti, ma si sono aggravati durante gli anni sessanta.

La tesi del libro della West [1] è che “è avvenuto un trasferimento dell'identità culturale dal mondo degli adulti a quello degli adolescenti. Ciò avrà conseguenze gravi per la sopravvivenza del mondo occidentale.” La società si comporta come un adolescente: aperto a tutte le novità, imparziale, in cerca di un'identità che gli manca. Siamo entrati in uno stato di adolescenza permanente, con la crisi di identità che ne consegue. Secondo la West la maturità è andata fuori moda durante le contestazioni degli anni '60, che lei definisce il più grande attacco di isterismo adolescenziale della storia.

La West crede anche che anche se gli scontri più radicali sono avvenuti negli anni sessanta e settanta, la ribellione giovanile è iniziata negli anni cinquanta, con il rock'n roll, Elvis Presley e James Dean. I gruppi pop come i Beatles hanno iniziato durante i primi anni sessanta, poi hanno cambiato registro iniziando a dedicarsi alle droghe e al rifiuto della cultura dominante.

Uno dei miei film preferiti è Ritorno al Futuro. In una delle scene Michael J. Fox viaggia dal 1985 al 1955. Nel 1985 sente dire lo slogan “Votate il sindaco X per il progresso”, slogan ripetuto nel 1955 con un nome differente. La politica è rimasta la stessa. Gli sceneggiatori Roberti Zemeckis e Bob Gale dicono di avere scelto l'anno 1955 perchè quello è l'anno in cui è iniziata la cultura adolescenziale. In quell'anno gli adolescenti hanno iniziato a dettare legge e non hanno ancora smesso.

Secondo la West [2] il boom economico del dopoguerra ha cambiato molte cose: “La prosperità economica del dopoguerra ha orientato la cultura verso i desideri adolescenziali. L'autorità è passata dagli adulti ai giovani. Prima, un adolescente avrebbe accettato un lavoro per contribuire al bilancio familiare. Durante il boom, gli adolescenti hanno goduto di una quantità di soldi e di libertà che ha cambiato completamente la cultura.” Dopo una generazione di dominio degli adolescenti, gli adulti non hanno più alcuna sicurezza in loro stessi. I ragazzi vanno in vacanza da soli, rifiutano di essere accompagnati, bevono, se la spassano, fanno quello che vogliono e gli adulti dicono di non poterci fare nulla. I genitori hanno rinunciato alle responsabilità e si sono arresi davanti ai desideri adolescenziali.

Anche la femminilità è stata condizionata dalla fine della maturità. Le donne si comportano come ragazzine, non come adulte. Il sesso ormai è disponibile dappertutto, cosa che toglie l'incentivo al matrimonio. Storicamente, sposarsi era una delle motivazioni principali per maturare e iniziare a comportarsi da adulti.

Secondo voi la West ha ragione? Siamo diventati veramente una civiltà di Peter Pan che si rifiutano di crescere? Abbiamo rinunciato alla maturità dicendo che è fuori moda? Il blogger Conservative Swede, seguace di Nietzsche, dice che soffriamo di “moralità da schiavi”, ma secondo me noi soffriamo di moralità da bambini. Ci sono altre forze al lavoro, secondo me.

Lo stato sociale incoraggia l'infantilismo della società, in cui gli adulti tornano allo stato di infanzia in cui altri si occupano di loro. Ciò porta a una cultura in cui tutti sono ossessionati dall'idea di giovinezza e di irresponsabilità tipica degli adolescenti. Molti vivono in uno stato di ribellione adolescenziale permanente contro i loro genitori, la loro nazione, la loro cultura e la loro civiltà.

Secondo lo scrittore Theodore Dalrymple[3] il senso di noia è una delle cause per i comportamenti autodistruttivi della società moderna: “Quando una persona non ha scopi trascendenti nella propria vita e non se ne può inventare uno, ossia quando non ha una fede religiosa o un interesse intellettuale, allora si inventerà problemi inesistenti e comportamenti autodistruttivi pur di non morire di noia”

Secondo lui, la società di oggi [4] è “una società in cui tutti si vogliono comportare secondo i loro capricci, ma vogliono essere protetti dalle conseguenze delle loro azioni. Il risultato è una combinazione di Sodoma e Gomorra con una burocrazia che organizza il welfare.”

Lo stato sociale priva le persone della possibilità di compiere un lavoro e ottenere autostima da ciò. Questo toglie autostima a tutti, ma in particolare agli uomini, dato che l'identità mascolina è legata al portare i soldi a casa. Senza questo, l'identità maschile declina e con essa tutta la società. Secondo Dalrymple, i colpevoli principali degli abusi infantili sono i governi che [5] danno luogo alle situazioni in cui tali abusi sono più frequenti. Per lui, “Chi diffonde l'idea di famiglia senza padre è indifferente al destino dei bambini.” La paternità ormai non esiste più, nemmeno nel senso biologico:

"Ho lavorato in un ospedale in cui se non fosse stato per i figli degli immigrati indiani ci sarebbe stato quasi il cento per cento di figli orfani di padre. Ormai chiedere a un bambino “Dov'è tuo padre?” è diventata una domanda inopportuna. In molti casi la risposta è “Intendi dire il padre che ho per ora?”, come se fosse giusto e naturale che cambi in continuazione.

Questo avviene perché le donne ormai hanno figli solo perché hanno voglia di farli ed è loro diritto averli, anche se non sono in grado di mantenerli, di educarli e di crescerli. Il fatto che i figli possano crescere male in un ambiente simile non le turba per nulla. Gli uomini, nel frattempo, sono completamente infantili e sanno solo spendere i loro stipendi in divertimenti, come adolescenti con la paghetta settimanale. La loro unica responsabilità è il pagare le tasse. Ormai lo stato è il padre del bambino, e il padre è il figlio dello stato.

Lo scrittore svedese Per Bylund scrive che[6]: “Molti di noi non sono stati cresciuti dai loro genitori. Siamo stati allevati dalle autorità negli asili infantili, poi nelle scuole elementari pubbliche, nelle medie e nelle università pubbliche. Poi siamo finiti a lavorare come statali e siamo stati addestrati dai sindacalisti. Lo Stato è dappertutto e per molti è l'unico mezzo di sopravvivenza. Per molti, i pagamenti del welfare sono l'unico modo per avere l'indipendenza economica.”

La Svezia è un caso limite, ma l'autrice Melanie Phillips [7] afferma che in UK la tendenza è la stessa: “La nostra cultura si trova a navigare in acque sconosciute. Dopo varie generazioni di famiglie sfasciate, non c'è più uno che conosca le basi del comportamento civilizzato. Per educare correttamente un bambino ci vuole un padre che si dedichi alla sua educazione. Il problema è che i nostri governi pensano che si possa fare a meno della paternità. Le ragazze madri non si vergognano di esserlo, anzi lo definiscono un diritto inalienabile. Lo stato ha fornito tantissimi aiuti alle ragazze madri: case popolari, finanziamenti, aiuti economici. Ormai è diventato conveniente avere un figlio senza padre. Ci sono state generazioni intere di famiglie orfane di padre in cui madri immature e infantili hanno trascurato e maltrattato i loro figli, spesso destinati a diventare come loro. Per la cultura locale, questo è un suicidio”

A volte mi chiedo se l'Occidente e in particolar modo l'Europa non siano diventati la civiltà orfana di padre, in cui la paternità è diventata una caricatura e i valori maschili sono stati demonizzati. Chiunque cerchi di stabilire delle regole e di esercitare un'autorità, compiti tradizionali dell'uomo, viene visto come un dittatore fascista. Siamo diventati una società dove dei padri fantasma possono essere rimpiazzati dalla madre senza preavviso. Anche le madri hanno rinunciato al loro ruolo, lasciando l'educazione dei figli alle scuole, ai giardini d'infanzia e alla TV. Quando si parla di moda e di stile di vita sono le madri ad imitare le figlie, non viceversa.

Il sistema di welfare europeo è stato soprannominato “lo stato bambinaia”, anche se dovrebbe essere chiamato “lo stato marito”. Come mai? Nella società tradizionale il marito ha il compito di proteggere e mantenere la moglie. Nella nostra società tale compito è subappaltato allo stato, cosa che spiega come mai le donne sono politicamente schierate verso i partiti che favoriscono tassazione e welfare. Secondo l'antropologo Lionel Tiger, la vecchia unità familiare composta da madre, padre e figlio si è trasformata in una unità composta da madre, figlio e burocrate statale. Lo stato è diventato un marito sostitutivo, anzi, ha sostituito la famiglia nei compiti della cura dei bambini e degli anziani.

Øystein Djupedal, Ministro dell'educazione e della ricerca per il partito socialista in Norvegia ha affermato che[8]: "Penso che la vecchia idea che vuole i genitori come i migliori educatori per i loro figli, sia sbagliata. Hillary Clinton dice che ci vuole un villaggio per crescere un bambino, ma si sbaglia. Il villaggio di oggi è l'asilo d'infanzia. L'asilo è un ottimo posto per educare i bambini prima che inizino con la scuola.” Più avanti, Djupedal cambiò idea e disse che i genitori hanno la responsabilità dell'educazione dei figli.

Il problema è che molti dei suoi colleghi pensano che l'intera società vada organizzata come un giardino di infanzia. Nel 2007 il governo norvegese a maggioranza di sinistra redarguiva 140 compagnie perchè non avevano ancora riempito le quote rosa del 40 per cento di donne nel direttivo. La ministra dell'equalità Karita Bekkemellem affermò[9] che le compagnie che non avessero riempito le quote rosa sarebbero state dissolte, anche quelle che lavoravano in campi tradizionalmente maschili come finanza, trasporti ed estrazione petrolifera. La Bekkemellem ha affermato che si tratta di una legge “storica e radicale” e che sarà applicata.

In pratica, la Bekkemellem sta castigando quelli che si rifiutano di fare quello che dice Mamma Stato, anche se sono ditte private. Lo stato si comporta come un padre nel senso che mantiene economicamente, ma si comporta come una madre nel senso che rimuove i rischi e trasforma la società in un giardino d'infanzia tranquillo e protetto.

Secondo il blogger Tim W. [10] le donne tendono ad essere più egoiste degli uomini quando si parla del rapporto tra i sessi: “Gli uomini si preoccupano dei problemi delle donne e dei bambini, mentre le donne pensano solo a loro stesse e ai bambini. Non dico che le donne siano disinteressate riguardo ai problemi dei loro mariti o dei loro fratelli, ma come gruppo (soprattutto in politica) non si interessano granché dei problemi degli uomini. I problemi delle donne per loro sono un problemi seri, quelli degli uomini no. I politici devono prendersi cura dei problemi delle donne, ma se provassero solo a parlare dei problemi degli uomini verrebbero sepolti dalle critiche. Gli uomini vivono in media cinque anni meno delle donne, eppure a nessuno sembra importare. Se fosse il contrario, non la finirebbero più di protestare per l'ingiustizia”

Durante un'intervista con Bernard Chapin, il Dr. John Lott[11] dichiarò al Frontpage Magazine: “Penso che le donne siano meno propense al rischio degli uomini. Le donne vedono il governo come una rete di sicurezza contro le avversità della vita, in particolar modo le donne divorziate con figli. Dare il voto alle donne ha portato il governo a crescere così tanto negli ultimi 45 anni.”

Secondo Lott: “Ciò spiega la crescita del governo negli USA e nel resto del mondo. Nei posti dove le donne hanno avuto il diritto al voto la spesa governativa e le tasse sono cresciute in modo spropositato. Con la crescita del voto femminile, è cresciuto anche il potere statale. Ciò è stato causato dal fatto che negli ultimi 45 anni molte donne che erano cresciute prima del suffragio universale sono state sostituite da votanti più giovani che erano più interessate a votare. Negli anni sessanta la legalizzazione del divorzio ha portato alla crescita del governo, dato che le donne divorziate si rivolgono spesso ai programmi di aiuto statale. Inoltre, la liberalizzazione dell'aborto ha portato a molte famiglie mono genitoriali”

Diana West pensa che la controcultura degli anni sessanta sia stata un abbattimento di tutte le gerarchie[12], sociali e accademiche. Da ciò è emerso l'abbattimento della cultura e la nascita del multiculturalismo, oltre che dello stato sociale:

Quando considero il legame tra lo stato paternalistico e la morte degli adulti, vedo che Tocqueville aveva visto tutto in anticipo. Tocqueville si era chiesto come sarebbe stata la dittatura negli USA, e si era immaginato una moltitudine di uomini perennemente impegnati nella ricerca di piaceri banali e senza senso, e uno stato enormemente potente e protettivo. Questi concetti erano fantascienza nell'ottocento, ma oggi sono fin troppo familiari. Parlando dello stato, diceva che si sarebbe comportato con autorità assoluta, non con l'autorità del padre che cerca di prepararti alla vita da adulto, ma con un'autorità che ti vuole mantenere un bambino.”

Questo problema è ancora peggio in Europa, un continente con uno stato sociale ancora più elaborato degli USA e che ha vissuto sotto la protezione militare americana per generazioni, cosa che ha incoraggiato ulteriormente la tendenza al comportamento infantile.

Alexis de Tocqueville nel 1830 scriveva il suo libro “Democracy in America” in cui si faceva la domanda: se il suffragio universale afferma che col voto l'opinione di ognuno vale quanto l'opinione di chiunque altro, ciò non porterà al relativismo culturale? Tocqueville scriveva in un momento storico in cui solo gli uomini potevano votare. Forse il voto alle donne ci porterà in una situazione in cui le donne voteranno per il possesso di tutte le risorse degli uomini e per la creazione di uno stato superpotente che regoli su tutto?

Non conosco la risposta a questa domanda. So solo che la situazione corrente è insostenibile. L'assenza di paternità ha creato una società piena di patologie sociali. La mancanza di autostima degli uomini ci ha reso preda facile per i nostri nemici. Se l'occidente vuole sopravvivere, dovrà riaffermare l'autorità maschile, e per fare ciò dovrà liberarsi dello stato sociale e degli eccessi del femminismo[13].


Fonti:

http://www.brusselsjournal.com/node/2572

1. http://www.frontpagemag.com/Articles/Read.aspx?GUID=1C138B13-6680-446B-AA80-FF317A0901B9
2. http://www.msnbc.msn.com/id/20519355/site/newsweek/
3. http://www.frontpagemag.com/Articles/Read.aspx?GUID={D2C70DCE-BF86-4761-9788-03AB7FAB2608}
4. http://dansk-svensk.blogspot.com/2007/08/angst-der-nationer-op.html
5. http://www.telegraph.co.uk/opinion/main.jhtml?xml=/opinion/2004/01/22/do2201.xml&sSheet=/opinion/2004/01/22/ixopinion.html'
http://48.864.2.327subf37:KTynmwf396737684766ЂЊ
6. http://www.mises.org/story/2190
7. http://www.melaniephillips.com/articles-new/?p=503
8. http://gatesofvienna.blogspot.com/2006/08/welfare-state-is-dead-long-live.html
9. http://www.aftenposten.no/english/business/article2045491.ece
10. http://www.amnation.com/vfr/archives/008277.html
11. http://www.frontpagemag.com/Articles/Read.aspx?GUID=efa81694-2e09-4b51-ad36-19e1d125aef0
12. http://tabacco.blog-city.com/diana_west_author_of_the_death_of_the_grownup_how_americ.htm
13. http://www.brusselsjournal.com/node/1908





3 commenti :

  1. ok, QUESTA VOLTA mi ha convinto, almeno in parte. Io stesso sono un "eterno adolescente" (ma consapevole di esserlo, e non è poco) e sottoscrivo i discorsi generali sollevati da quest'analisi. Tra l'altro, una versione molto più seria e profonda di quest'analisi è stata fatta da Massimo Recalcati in una conferenza su "il padre nell'era contemporanea".
    Tuttavia sono le conclusioni che non mi convincono per nulla. Le persone sono immature e incapaci di prendersi responsabilità, e quindi noi ci dobbiamo privare delle nostre sacrosante responsabilità e finire in una società fascista per colpa loro? Ma vaffanculo.
    La verità è che i giudici dovrebbero essere più abili e solerti, bisogna saper distinguere una situazione dove si sta facendo uso delle proprie SACROSANTE libertà individuali da quelle in cui si sta ABUSANDO dei diritti fondamentali.

    ad esempio, questa cosa di aiutare le ragazze madri non è IN SE' sbagliata; se una ha fatto il guaio, bisogna pur metterci una pezza, a meno che non la si voglia giustiziare col figlio ancora in grembo. (che per la verità, essendo ateo e non riconoscendo il "valore della vita" come qualcosa di intrinseco (altrimenti pure le zanzare che ammazzo sono da rispettare), ma riconoscendo invece il valore dell' EVOLUZIONE, non mi sembra nemmeno un'ipotesi tanto assurda)

    Ma è PALESE che questi ammortizzatori sociali vengono abusati, e allora perchè cazzo non si fa qualcosa? Perchè non si condannano queste stronze ai lavori forzati, perchè non mettono i loro figli in collegio? Effettivamente una risposta coerente potrebbe essere "perchè la civiltà occidentale è senza palle".

    In ogni caso, ripeto, è ingiusto affermare i valori conservatori come obbligo sociale (fondamentalmente il fascismo culturale) solo per tenere sotto controllo queste persone di merda. Se poi lo usano esclusivamente su di loro mi sta benissimo, ma bisogna fare il distinguo con le persone responsabili, quale io mi ritengo. In fondo il capitalismo è basato sulla libertà di iniziativa individuale, quindi andare a togliere quella DOVREBBE essere contro i suoi principi...
    però sono preoccupato per quest'alleanza tra conservatori e capitalisti, sa tanto di fascismo. Io sono per un capitalismo progressista, rivoluzionario, innovativo.

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    1. correzione; "sacrosante libertà", non responsabilità

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    2. Guarda, lo dico da persona cresciuta senza padre: un padre e' INDISPENSABILE, e crescere senza e' un guaio serio quando devi costruire la tua identità. Il problema e' che molti non sono proprio in grado di fare da padri, vedo l'esempio in quella cosa inutile di mio fratello che e' cresciuto con mio padre ed e' diventato un'altra cosa inutile come lui! Questo sistema che incoraggia le giovani a farsi ingroppare e poi lasciare tutto allo stato e' sbagliatissimo, ma il vecchio sistema che voleva la famiglia unita ad ogni costo non e' tanto migliore. Diciamo che secondo me nessuno ha ancora una minchia di idea su come fare!

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Ma che cazzo vuoi? Chi sono secondo te, quel porco di cristo?