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domenica 19 luglio 2015

2083 an European declaration of independence - Libro 2.11 Qual'è la causa del crollo delle nascite?

Nota del traduttore: Secondo me questo passo contiene un sacco di stronzate. Lo includo solo per completezza e per porre l'accento sul problema demografico. Buona lettura.

2.11 Qual'è la causa del crollo delle nascite?


Autore: Fjordman

Qual'è la causa del crollo delle nascite? Ho trattato questo argomento con il blogger “Conservative Swede”. Alcune delle ragioni più citate sono il welfare, il femminismo e il secolarismo. Analizzando le statistiche tra i vari paesi, la situazione si rivela molto più complessa. Non sembra esserci una relazione lineare tra il calo delle nascite e quei fattori. 


Gli USA hanno il tasso di natalità più alto di tutto l'occidente, ma ciò è dovuto in gran parte alle minoranze etniche. Il tasso di natalità dei bianchi americani è più alto di quello degli stati scandinavi, ma sempre al di sotto del livello di sostentamento. I paesi scadinavi come Norvegia e Svezia hanno degli ottimi sistemi di welfare, un alto tasso di femminismo e un tasso di religiosità molto basso, eppure i loro tassi di natalità sono tra i più alti in occidente (comunque sotto il livello di sostentamento). La Polonia è il paese più religioso e conservatore in Europa, eppure i tassi di natalità sono più bassi. In Corea del Sud il cristianesimo è in espansione e i ruoli familiari sono quelli tradizionali, eppure i tassi di natalità sono bassissimi. 


La differenza tra la natalità in occidente e nel mondo maomettano [1] è causata sicuramente dai fattori religiosi, eppure le differenze tra i paesi industrializzati sono molto più difficili da spiegare. Se la causa non è nel femminismo, nel secolarismo e nel welfare, allora qual'è?


Fare figli: possiamo pagare le mamme?
[2]

I tassi di fertilità del Canada sono in caduta libera da decenni, ma ultimamente si sono stabilizzati a 1.5 figli per donna (il livello minimo di sussistenza è 2.1). I sociologi danno la colpa all'educazione femminile, all'autonomia fiscale, alla secolarizzazione, ai contraccettivi, a Sex and the City, a un desiderio di libertà individuale e all'incertezza di avere un figlio in un mondo pieno di minacce. In una cultura individualista e commercializzata come la nostra, avere un figlio è sempre meno una cosa inevitabile e sempre più una scelta facoltativa.

Tale situazione è la stessa in tutto il mondo occidentale. Russia, UK, Irlanda, Australia, Spagna, Italia e dozzine di altri paesi hanno la natalità sotto il livello di sussistenza. Il quaranta per cento delle donne laureate in Germania non ha figli. In Giappone la fertilità è scesa a un record di 1.26, al punto che i gruppi di pianificazione familiare hanno dato la colpa a Internet, affermando che i giovani giapponesi passano troppo tempo su Internet e non abbastanza a farlo.


Il contributo del welfare alla crisi demografica[3]

Il motivo più antico per cui avere figli è che saranno i figli ad occuparsi dei genitori durante la vecchiaia. Molti giovani d'oggi non vedono il motivo per assicurarsi la vecchiaia tramite i figli, dato che ci penserà lo Stato. Per molti, uno dovrebbe avere un figlio solo se lo vuole veramente. Altri dicono che vorrebbero avere figli, ma non se lo possono permettere. Nel frattempo, nei paesi in via di sviluppo i giovani possono permettersi famiglie numerose, anche se hanno a malapena da mangiare.

Qual'è la ragione per queste affermazioni che sembrano essere in conflitto? Dove non esiste la sicurezza sociale, la famiglia è un meccanismo di sicurezza, cosa che rende conveniente avere una famiglia numerosa. Nei paesi dove lo stato si occupa della sicurezza sociale, i giovani non hanno più questo motivo per farsi una famiglia. La sicurezza sociale rende economicamente svantaggioso avere una famiglia numerosa.

Ovviamente, la sicurezza sociale non è l'unico motivo per il calo delle nascite. Il welfare danneggia la famiglia da molti punti di vista, ad esempio con l'educazione obbligatoria che sostituisce la lealtà verso il gruppo familiare con la lealtà verso lo stato.

Ci sono anche le differenze tra i paesi europei. Non ci sono differenze sostanziali in quanto a mortalità infantile, occupazione femminile o altri fattori che potrebbero influenzare i tassi di natalità. Eppure i tassi differiscono parecchio, esattamente in proporzione ai sistemi di sicurezza sociale. Gli USA hanno un tasso di natalità di 2.09, mentre l'UE ha una media di 1.47.

Ci sono anche differenze in ambito europeo. Alcuni degli stati con welfare più generosi sono la Germania, la Francia e i paesi del Mediterraneo, dove i tassi sono i più bassi della regione. E'strano vedere questi risultati in paesi che fino a poco tempo fa erano i più cattolici e i più orientati alla famiglia, ma gli incentivi economici cambiano i comportamenti, e i comportamenti cambiano la cultura.
La soluzione più semplice è anche la migliore: liberarsi dello stato sociale.


La morte tramite il secolarismo: prove statistiche [4]


Vari scrittori hanno osservato il fatto che la mancanza di fertilità sta uccidendo il mondo secolare. Uno di questi scrittori è Philip Longman, autore del libro The Empty Cradle”. Nell'ex URSS, la cui politica forzava l'ateismo di stato, è stato osservato un crollo demografico completo. Le UN prevedono un calo del 22% nell'ex URSS e del 50% in Ucraina. L'Europa occidentale secolarizzata perderà dal 4% al 12% della popolazione, mentre gli USA continueranno a crescere. Si potrebbe dire che il secolarismo ha contribuito al crollo demografico, e i numeri lo confermano.

L'umanità non è in grado di sopportare il terrore della mortalità senza una promessa di immortalità. Quando non c'è la religione, la società umana crolla in preda alla depressione. Dire “società secolare” è un ossimoro, dato che la fine della religione porta velocemente alla fine di tutta la società.



Perchè l'Europa ha scelto l'estinzione?[5]



La demografia è il destino. Non è mai successo che una società che godesse di pace e prosperità scegliesse di sparire dalla faccia della Terra. Eppure, questo è quello che stanno facendo gli europei. Nel 1348 l'Europa ha sofferto la Peste Nera, una combinazione di peste bubbonica e di una forma di morbo della mucca pazza. Ben Wattenberg, storico dello American Enterprise Institute ha dichiarato:La pestilenza ha ridotto la popolazione europea di un terzo. Nei prossimi 50 anni l'Europa vivrà la stessa esperienza della Peste Nera, perdendo un quinto del suo popolo nel giro dei decenni”


Ridateci la vecchia religione[6]


Il secolarismo promuove un atteggiamento edonistico e poco lungimirante riguardo alla vita. Dato che i secolaristi non hanno fede in Dio o in un'altra vita, la loro idea è quella di “Mangiamo, beviamo e spassiamocela, tanto domani saremo morti!” Ovviamente, non tutti la pensano in questo modo, ma l'atteggiamento generale del secolarismo è quello.

Per un secolare, il massimo a cui si può guardare è la durata della propria vita. Le persone religiose tendono a vedere più lontano, dato che hanno l'idea di eternità. In Europa ci sono cattedrali che sono state costruite nel corso dei secoli, ad esempio la cattedrale di Cologne è stata costruita nel giro di trecento anni.

Perché i cristiani del Medio Evo hanno iniziato un progetto che nessuno di loro avrebbe mai visto arrivare a termine? Perché loro guardavano all'eternità. Il loro desiderio era quello di rendere gloria a Dio e di andare in Paradiso. Si dice che la fede muove le montagne e in questo caso è letteralmente vero. I medievali hanno mosso intere montagne di pietra per costruire le grandi cattedrali d'Europa.

Cosa si può dire dei secolari dell'Europa post cristiana? Quali sono le conseguenze del fatto che queste persone non vedono oltre le loro vite?

Innanzi tutto, in generale queste persone vorranno godersi tutto della loro vita. Per alcuni di loro , questo significa andare in pensione appena possibile, con la perdita di lavoratori ancora produttivi. Per altri, ciò può significare avere meno figli, dato che sono un peso per le loro risorse, risorse che possono usare per fare la bella vita. Le statistiche americane mostrano che le famiglie che frequentano più spesso le chiese hanno più figli di quelle che non le frequentano.

Rimane la domanda: dobbiamo costringere a forza gli individui a fare figli? Introdurre incentivi economici? Investire nella creazione di uteri artificiali? Subappaltare la riproduzione? Tornare alle condizioni da terzo mondo in modo da avere fertilità pari a loro?

Un altro problema è l'occupazione femminile. Non che sia contro, anzi ne sono favorevolissimo. Il problema è che ci sono molte donne che vorrebbero avere figli, ma non possono dato che la perdita del lavoro sarebbe economicamente insostenibile. Molte preferiscono fare un figlio in tarda età, anche se le statistiche di fertilità oltre i 30 anni calano a picco.

Personalmente, penso che ci vorrebbe un incentivo di questo tipo:

Lo stato dovrebbe costruire un numero di unità abitative progettate per una famiglia con 3 figli. Tutte le coppie sposate con tre figli avranno la precedenza su queste unità e potranno viverci gratuitamente finché il loro figlio più giovane non compierà 18 anni. Se la coppia divorzia, perderà il diritto all'unità abitativa. Questo funzionerà come incentivo per mantenere le famiglie unite e per avere più di due figli a coppia. Inoltre, ridurrà la pressione finanziaria dovuta al fatto che la madre dovrà rinunciare al lavoro per occuparsi dei figli a tempo pieno. L'unità abitativa dovrà essere più attraente della media nazionale e includere un giardino d'infanzia gratuito per i residenti. Se necessario, si potranno dare ulteriori incentivi alle famiglie con più di tre figli, in modo da raggiungere il tasso di natalità di 2.1. Ovviamente una soluzione del genere richiede dei governatori dotati di lungimiranza, cosa che oggi manca.


Questa soluzione non è perfetta, ma è un metodo semplice ed efficace per incrementare il tasso di natalità e contribuire all'unità familiare. Il problema di un metodo del genere è che farebbe perdere l'unica giustificazione possibile al multiculturalismo, ossia il fatto che ci servono i maomettani per sostituire la nostra popolazione di vecchi senza figli!


Fonti:

http://gatesofvienna.blogspot.com/2007/05/what-is-cause-of-low-birth-rates.html

1. http://www.jihadwatch.org/archives/015598.php
2. http://www.macleans.ca/article.jsp?content=20070528_105313_105313
3. http://www.mises.org/story/2451
4. http://www.atimes.com/atimes/Front_Page/GH02Aa01.html
5. http://www.atimes.com/atimes/front_page/ED08Aa01.html
6. http://www.faithfreedom.org/oped/Ohmyrus50810.htm




6 commenti :

  1. Intanto, in giro vedo sempre donne incinta oppure con dei neonati in braccio. Quindi ancora non capisco le statistiche che mostrano la natalità in decrescita, ma sono statistiche con dei dati registrati, e quindi non credo li possa metter in dubbio.
    Il fatto di veder in giro mamme con bimbi di pochi mesi nei locali o centri commerciali anche in ore dove i pargoli dovrebbero stare a casa a dormire, tipo a mezzanotte, dimostra che sono "ragazzini divenuti genitori ma rimasti ragazzini nella testa".

    Tolto sto fatto, penso che bisognerebbe disincentivare la procreazione, almeno in un periodo come questo dove l' aumento della popolazione nei Paesi industrializzati è direttamente proporzionale alla povertà e sfruttamento dei Paesi del "Terzo Mondo".
    Non si può dare una casa o dei soldi ad una coppia che fa dei figli nonostante non abbiano un lavoro! Conoscevo una ragazza ( non sposata ) che vive tutt' oggi in Germania, che aveva avuto un figlio e lo Stato le pagava l' affitto e dava lei dei soldi per mantenere il figlio. Nonostante avesse un compagno e una casa di famiglia. Ne ha fatto un altro perché - a suo dire - lo Stato l' aiuta!
    Così come ho visto coppie di giovani che, non avendo lavoro, hanno fatto dei figli in modo non solo da ricevere dei soldi e contributi dal proprio Comune di residenza ma anche, nel caso vivessero in una casa popolare, vedersi annullare o fermare uno sfratto per morosità.

    Questo è incentivare a fare figli e farsi mantenere dallo Stato, ovvero da noi cittadini. C'è chi vorrebbe dei figli ( non io ) ma non li fa perché non ha un lavoro fisso e con le tasse deve pagare l' alloggio a una coppia che fa figli sapendo che lo Stato li avvantaggerà. Per la cronaca, nei bandi per entrare nelle case popolari, ogni figlio a carico dei genitori disoccupati, ti fa scalare in graduatoria sino ad arrivare tra i primi mentre chi non ha figli ma vive da anni in auto, è sempre e sarà sempre dietro queste pseudo-famiglie.
    E questo, io non lo trovo e non lo troverò mai giusto.

    La religione e lo Stato( Relgioso ) incentivano a procreare senza usare un minimo di cervello. Nel Medio Evo e in tempi antichi si procreava perché il figlio maschio ( ma anche femmina in certi casi ) andava ad aiutare il padre a zappare la terra e in lavori manuali. Ma oggi dove un genitore non possiede una terra,... a che serve fare figli se non per ottenere benefici economici dallo Stato?
    E non v'è neanche il pensiero del "mio figlio penserà a me quando sarò vecchio" perché come ben sappiamo, quando un figlio diviene grande, spesso lascia da soli i genitori divenuti anziani, o li getta nelle case per anziani. Quindi avere un figlio non garantisce una vecchiaia felice.

    Conclusione:
    uno Stato non deve dare soldi ai genitori poveri che fanno figli nonostante siano in disagio economico, ma neanche ai genitori ricchi ( visto che possono mantenersi i figli da soli ) ma deve aiutare l' individuo come tale nel suo cammino, e quindi finanziare direttamente i servizi alla persona, come ad esempio pagare i libri di studio per un ragazzino in disagio economico. Attenzione, non dare soldi in mano ai genitori, ma acquistare libri e darli gratuitamente al ragazzino affinché possa studiare. Quando sarà grande, se meritevole, pagargli almeno parte degli studi o corsi professionali.

    Questo è utile alla società, e non disperde denaro inutilmente e non incentiva a procreare come conigli senza pensare al futuro di chi si mette al mondo.

    Ogni individuo non chiede d' esser messo al mondo, e quindi non dev' esser un peso o un problema già quando nasce, e non deve veder mancare servizi indispensabili ancor prima di nascere e quando nasce, si chiederà, almeno una volta nella vita, "Per quale scopo mi hanno fatto nascere?"

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    1. Tieni conto che "Fjordman" non esiste, sono varie persone che scrivono sotto pseudonimo. In questo caso, è visibilmente un americano neoliberista e ignorante come una zappa. Nonostante ciò, ha centrato in pieno il problema: il vuoto demografico ha lasciato la nostra società vulnerabile all'invasione. Qui in UK non si trova un inglese neanche a pagarlo, e in certi posti gli immigranti maomettani stanno iniziando a chiedere l'applicazione della Shari'ah. Essendo la maggioranza relativa, la richiesta non è neanche insensata, il problema è che in tutti i posti dove i maomettani hanno ottenuto la maggioranza, le minoranze hanno fatto una brutta fine. Vedi Macedonia, Libano, sud est asiatico e così via. Il vuoto demografico gli ha permesso di invaderci senza sparare neanche un colpo. Guarda città come Parma o Milano: le fabbriche sono piene di operai immigrati, dato che non ci sono più operai italiani. I prosciuttifici di Parma sono pieni di nigeriani, se non fosse per loro la "food valley" sarebbe già andata a puttane. Se gli italiani non avessero smesso di fare figli non ci sarebbe stato bisogno di importare tutta quella gente. Non la si può neanche mandare via, sono italiani a tutti gli effetti, lavorano, pagano tasse, parlano italiano e fanno girare un'economia che sarebbe morta senza di loro. Vai al centro Torri a Parma e vedi quanti clienti immigrati ci sono. "Fjordman" cerca una soluzione al problema e ne trova una con un sacco di difetti, ma ha fatto notare che c'è un problema gravissimo e che va affrontato prima di subito. Ovviamente, nemmeno a me piacciono le welfare mamas che figliano come scrofe solo per il sussidio statale o i napolecani che figliano solo per non farsi sbattere fuori dalla casa popolare occupata abusivamente!

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    2. Infatti molti punzecchiano i non italiani, ma dimenticano che, punto uno, come hai scritto giustamente, molti sono italiani a tutti gli effetti, pagano le tasse in Italia e fanno girare l' economia. Punto due, spesso non solo hanno più voglia di lavorare di certi italiani, ma hanno anche ottimi titoli di studio ottenuti con merito.

      Il problema è che l' italiano ( da nord a sud è la stessa mentalità, anche se al sud si sta duemila anni peggio ) fa i figli per mandarli a spasso, a 18 anni con la bmw del papi, a farsi due canne, uscire il sabato sera, a fare l' università così, per passatempo, e a invitarlo a lamentarsi che non c'è lavoro ( anche se non lo cerca ).
      E all' estero? Beh, ho letto degli articoli, visto dei servizi riguardanti l' India dove i ragazzini studiavano per studiare. Concentrati solo sullo studio, riuscendo a ottenere delle borse di studio utilissime dacché non in condizioni economiche eccezionali.
      Loro hanno una motivazione, hanno un obiettivo, non hanno distrazioni alle quali potranno cedere quando avranno un lavoro decente, ben pagato grazie ai loro studi, quando saranno autosufficienti e potranno lavorare dignitosamente e divertirsi ( se vorranno ).

      Poi basta prendere un orientale, o un africano.
      Il primo lavora sempre ( e siamo all' estremo opposto ) e se si ferma, è perduto. Attenzione, ho scritto "asiatico" perché anche in Korea non scherzano. Lì hanno dei puf o grandi cuscini nei negozi ( aperti 24 ore su 24 ) perché dormono massimo 6 ore a notte. Chi dorme di più, rimane indietro.
      E i secondi che si fanno chilometri sotto al sole d' estate, per due soldi.

      Ostinazione? Obiettivi forti? Voglia di non arrendersi?
      Forse sono queste le chiavi per capire meglio le conseguenze della crescita o decrescita demografica. Per le cause dell' aumento o diminuzione della popolazione, spesso sono semplici: non pensano cosa significhi avere e crescere un figlio.

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  2. Non sono sicuro, ma ipotizzo che il calo delle nascite sia legato alla maggiore istruzione => più anni per studiare, meno anni per fare figli (posto che dopo i 40 comunque stop).
    Oppure è legato al costo della vita.
    Di sicuro c'è una correlazione negativa pazzesca tra reddito pro-capite e natalità, sia tra paesi diversi che all'interno dello stesso paese.

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    1. Oddio, chi sei, Camillo Langone?

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    2. Beh, in effetti se dovessi mai perdere il lavoro credo che un altro paio di figli mi converrebbe farli!

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Ma che cazzo vuoi? Chi sono secondo te, quel porco di cristo?