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sabato 25 luglio 2015

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.17 La psicologia dei neomarxisti

Nota del traduttore: Nel testo originale si parla di termini della lingua inglese. Non esistono i corrispettivi italiani, quindi ho dovuto lasciare i termini originali.


2.17 La psicologia dei neomarxisti



Un pacifista è uno che dà da mangiare a un coccodrillo, sperando che il coccodrillo se lo mangi per ultimo

Winston Churchill


Il multiculturalismo è una delle prove della follia collettiva del mondo moderno, quindi una discussione sulla psicologia dei multiculturalisti può servire come introduzione ai problemi mentali del mondo occidentale.

Cos'è il multiculturalismo, detto anche neomarxismo o comunismo culturale? Intanto, si tratta di un movimento frammentario, al punto che non è facile dire chi appartenga ad esso e chi no. Intanto, quando si parla di multiculturalisti bisogna tenere conto che ci sono molte categorie di persone che sostengono tali idee: socialisti, collettivisti, fanatici del "politically correct", femministe, gays, ambientalisti, animalisti e molti altri. Non tutti quelli che fanno parte di questi movimenti sostengono l'ideologia multiculturale, ma molti lo fanno. Alla fine il movimento multiculturale non è tanto un movimento politico, quanto un modo di vedere le cose, o meglio, una serie di modi di vedere le cose.

Il concetto di multiculturale non è chiaro e definito come vorremmo, ma non ci si può fare niente. In questo articolo, definiremo due tendenze psicologiche che formano la base per il multiculturalismo moderno. Questa è solo una visione generale, che si applica solo ai multiculturali moderni e non ai marxisti dell'ottocento e del novecento.

Ci sono due tendenze psicologiche che condizionano la psiche dei neo marxisti: il senso di inadeguatezza e l'iper-socializzazione. Il primo è comune in tutti i neomarxisti, mentre il secondo è tipico di una minoranza. Tale minoranza è molto influente nel movimento.

Senso di indadeguatezza

Con questo non si intende solo una sensazione di inferiorità e di inadeguatezza, ma anche una serie di tratti correlati: poca autostima, senso di impotenza, tendenza alla depressione, disfattismo, senso di colpa, autodisprezzo e così via. I neomarxisti tendono a provare tali sentimenti (in misura minore o maggiore), e tali sentimenti determinano i comportamenti del movimento neomarxista.

Quando qualcuno interpreta qualunque cosa si dica verso di lui o verso il suo gruppo come un insulto personale, allora è sicuro che abbia un complesso di inferiorità o un'autostima veramente bassa. Questa tendenza è molto comune tra gli attivisti per i diritti delle minoranze, anche se non appartengono alle minoranze che difendono. Gli attivisti sono ipersensibili riguardo alle parole che possano in qualche modo offendere i loro protetti. All'inizio le parole “negro”, “oriental”, “handicapped” e “chick”, usate rispettivamente per indicare neri, asiatici, disabili e donne, non avevano alcuna correlazione negativa. "Broad" e "chick" erano semplicemente la versione femminile di “ragazzo”. Questi termini sono stati dichiarati offensivi dagli attivisti, non dalle persone chiamate in quel modo.
Ci sono alcuni animalisti che sono arrivati a rifiutare il termine “animale domestico” e a insistere che venisse sostituito con "animal companion." Quando si parla di tribù primitive, gli antropologi di sinistra fanno di tutto pur di evitare di dire qualcosa che potrebbe essere visto come negativo. Ad esempio, la parola “primitivo” viene sostituita con la parola “non-literate.” Sembra che siano ossessionati dalla paura di offendere qualcuno. Con ciò non si vuole intendere che le culture primitive siano inferiori, si vuole solo parlare dell'ossessione degli antropologi di sinistra.

Le persone più sensibili alla terminologia “sbagliata” non sono i neri del ghetto, gli immigranti dall'Asia, le vittime di abusi o i disabili, ma un gruppo di attivisti, molti dei quali non fanno neanche parte di queste categorie dato che vengono dagli strati privilegiati della società. La “political correctness” è molto diffusa tra impiegati statali, politici, professori universitari, giornalisti, lavoratori della TV statale e altra gente benestante con lavori sicuri. Molti di questi sono europei provenienti da famiglie della classe media.

Molti neomarxisti si identificano con i problemi dei gruppi che vengono visti come deboli, quali le donne e le minoranze etniche, o disprezzati, come gli omosessuali. Per loro c'è una gerarchia delle vittime, rigidamente definita dal pensiero neomarxista che le vede inferiori. I neomarxisti non lo ammetteranno mai, ma i loro pregiudizi gli fanno vedere quei gruppi come inferiori e li portano ad identificarsi con i loro problemi, anche se non hanno nulla in comune con loro.

Le femministe sono ossessionate dall'idea di provare il fatto che le donne sono forti e intelligenti quanto gli uomini. Chiaramente, sono impaurite dall'idea che le donne non siano forti e intelligenti quanto gli uomini.

I neomarxisti odiano tutto ciò che vedono come forte, bello e vincente. Tra le cose che odiano, ci sono l'Europa, gli USA, la civiltà occidentale, i maschi bianchi e soprattutto la razionalità. Ovviamente, non diranno mai qual'è il motivo per il loro odio. I neomarxisti diranno che odiano l'occidente perchè è guerrafondaio, imperialista, maschilista, etnocentrico e così via, ma questi sono gli stessi difetti dei paesi socialisti e delle culture primitive. Se si pone questo argomento, i neomarxisti ammetteranno l'esistenza di quei difetti a fatica e troveranno scuse e giustificazioni, del tutto assenti quando si parla dei difetti dell'occidente. Quindi, è chiaro che i difetti dell'occidente NON SONO IL MOTIVO per cui odiano l'occidente. Il neomarxista odia l'occidente perchè è forte e vincente, tratti che a lui mancano.

Per il neomarxista le parole come “sicurezza in sé stessi”, “iniziativa”, “ottimismo”, “azione individuale”, sono oscenità. Il neomarxista è contro l'individualismo e vuole che la società risolva i problemi dei singoli, non il contrario. Il neomarxista non ha il coraggio di darsi da fare per risolvere i suoi problemi e soddisfare i suoi bisogni. Il neomaxista odia l'idea di competizione, dato che sa benissimo di essere un perdente cronico.

I neomarxisti amano le forme d'arte che stimolano sensi di squallore disperazione e sconfitta, oppure le forme d'arte di tipo orgiastico che spengono la parte razionale del cervello. Il neomarxista odia la razionalità dato che non la sa usare, e preferisce immergersi nella sensazione del momento.

I neomarxisti rifiutano la ragione, la scienza e la realtà oggettiva, dato che per loro è tutto relativo alla cultura. E' giusto chiedersi quali siano le basi teoriche della conoscenza scientifica e quale sia la realtà oggettiva, sempre che esista. Ma è anche ovvio che i neomarxisti non sono persone logiche alla ricerca dei fondamenti della conoscenza, ma persone emotive che vogliono attaccare la conoscenza perchè la odiano. La scienza e la razionalità fanno una distinzione tra nozioni vere (vincenti) e nozioni false (perdenti), cosa che offende il neomarxista e i suoi sentimenti da perdente cronico. Lui non sopporta che si possa fare una distinzione tra giusto e sbagliato, tra vincente e perdente.
Questo spiega anche l'opposizione neomarxista verso l'idea di malattia mentale e l'utilità dei test di intelligenza. Per loro, l'idea che qualcuno possa essere più sano o più intelligente di un altro è un insulto personale, un'oscenità. Meglio dare la colpa alla società quando si notano le evidentissime differenze di prestazioni tra una persona e l'altra.

Di solito i neomarxisti non diventano egoisti, prepotenti o gente senza scrupoli, come capita a molti sofferenti di complessi di inferiorità. Ciò è dovuto al fatto che questo tipo di persone non hanno ancora perso del tutto la fede in loro stessi e hanno ancora la capacità di essere forti e di vincere. I loro sforzi per essere forti li portano a comportarsi in modo sgradevole. Il neomarxista non ha neanche le forze per comportarsi in quel modo, è talmente complessato da non riuscire neanche a pensare di poter essere forte e deciso. Questo è il motivo del collettivismo esasperato dei neomarxisti: vedono loro stessi come talmente deboli da sentire di potere combinare qualcosa solo nel contesto di un'organizzazione o di una massa.

Uno dei tratti comuni delle tattiche neomarxiste è il masochismo. Spesso i neomarxisti protestano facendo cose tipo stendersi sulla strada davanti ai veicoli, provocare le cariche della polizia o le aggressioni dei razzisti e così via. Queste tattiche a volte sono efficaci, ma per loro sono un modo per sfogare i loro istinti masochisti, non per vincere. Il loro autodisprezzo li costringe a cercarsi le sofferenze inutili.
I neomarxisti affermano che il loro attivismo è motivato dalla compassione o da principi morali, e per alcuni di loro è vero. Il problema è che ciò è vero solo per alcuni di loro. Il neomarxista medio è troppo ostile e assetato di potere per essere veramente guidato dalla compassione. Inoltre, il comportamento dei neomarxisti è dovuto alle loro emozioni, non a un calcolo riguardo a quello che potrebbe aiutare le persone di cui dicono di preoccuparsi.

Ad esempio, se uno crede che le quote protette per i maomettani siano una cosa buona per loro, che senso ha chiederla in modo ostile e dogmatico? Sarebbe più sensato avere un approccio diplomatico e conciliante, anche per evitare di offendere i non maomettani che ritengono le quote protette come una discriminazione contro di loro. I neomarxisti non si comporterebbero mai così, dato che ciò non soddisferebbe il loro bisogno di comportarsi in modo fastidioso e arrogante. Aiutare i maomettani è l'ultimo dei loro problemi, dato che sono interessati solo a sfogare la loro ostilità, la loro frustrazione e la loro sete di potere. Al contrario, il loro atteggiamento danneggia i maomettani, dato che la loro ostilità verso i non maomettani li irrita e li spinge a odiarli. Quando non ci sono problemi, i neomarxisti se li inventano in modo da avere una scusa per fare confusione.

Ripetiamo, quest'analisi non è una descrizione completa di tutti quelli che si dicono neomarxisiti, ma solo una descrizione sommaria delle tendenze generali del neomarxismo multiculturale.


5 commenti :

  1. Potresti mettere un link alla fonte originale? Comunque sono a metà e non mi convince, e non dico la traduzione ma proprio le argomentazioni. Conosco un po' tutti i punti di vista che esistono sulla scena politica e culturale, indipendentemente se li appoggio o meno (quando non conosco una cosa, non ne parlo neanche). Quella storia della "bassa autostima" è una stronzata, cioè vale solo per alcuni, la "maggioranza rumorosa"; le persone serie non fanno rumore come invece fanno quei non pochi imbecilli coi problemi mentali. Il problema è che questi ultimi vengono eletti a rappresentanti della specie, e questo fa parte proprio della follia postcontemporanea denunciata dall'articolo.
    Dunque, non è che sia incorretto sostenere che MOLTI seguaci del "multiculturalismo" sono depressi e con bassa autostima, ma è molto semplicemente una generalizzazione; si potrebbe fare un discorso assolutamente identico per i fascisti, percepiti socialmente degli imbecilli teste di cazzo impotenti repressi sessualmente, e magari anche froci-nell'-anima. Il problema è che molti di questi "fascisti" che capita di incontrare, sull'internet come nelle manifestazioni, sono semplicemente dei ragazzini sfigati. Conosco anche fascisti molto seri ed intelligenti, dai quali ho imparato molto; seguaci del pensiero di Benedetto Croce, di Giovanni Gentile, di Julius Evola ecc. Gente che è proprio su un altro livello rispetto ai ragazzini gabber, ai teppistelli naziskin e persino a Casapound.
    Quindi in definitiva quest'articolo è una stronzata, e come tale l'ho votato.

    Porco il Dio, e sempre sia lordato. Mena

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    1. Nema e porciddio, basta che cerchi il Compendio di Berwick e da questo vai al libro 2.17. Credo che l'autore originale sia Fjordman, nel Compendio originale non viene citato.

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  2. ah dimenticavo, mannaggia il porco di Gesu Cristo.
    Nascondere le parole come "negro" e "frocio" è semplice ipocrisia, è un modo di nascondere il problema invece di affrontarlo a occhi aperti. E' la classica ipocrisia del politically correct. E questo lo sostengono anche gli attivisti intelligenti. Questa scena di un film è abbastanza eloquente.
    https://www.youtube.com/watch?v=Kj111QMe2HU

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Ma che cazzo vuoi? Chi sono secondo te, quel porco di cristo?