Emigrante

Per i post relativi all'immigrazione in UK pregasi cliccare "Inghilterra" nell'indice a destra, piccoli bambini speciali!

domenica 26 luglio 2015

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.18 La democrazia e i media


2.18 La democrazia e i Media


Autore: Fjordman


Nelle società democratiche la stampa, detta anche il quarto potere, dovrebbe controllare l'operato del governo e portare l'attenzione del pubblico sulle faccende di pubblico interesse. In pratica la classe dominante collabora con i media e si assicura che gli argomenti scomodi vengano trascurati o ignorati del tutto, soprattutto quando si parla di multiculturalismo, immigrazione e razzismo, argomenti su cui la classe dominante sembra avere raggiunto un accordo. Questa tendenza è comune a tutto il mondo occidentale, ma sembra più evidente in Europa che negli USA. Ciò è dovuto al fatto che molti media europei sono controllati o sponsorizzati dallo stato, oltre al fatto che ormai la classe dei politici è la stessa in tutta l'UE.

In Europa la politica è un rituale inutile, dato che le decisioni vengono prese prima che il pubblico possa votare a riguardo e prima ancora che i media ne parlino. Le nostre vite vengono decise da una macchina burocratica transnazionale, che ci vede come rotelline insignificanti negli ingranaggi.

Nel 2007 l'ex presidente tedesco Roman Herzog avvertiva che l'UE sta ostacolando la democrazia. Tra il 99 e il 2004, l'84 per cento delle decisioni legali in Germania e nella maggioranza dei paesi UE sono state prese a Bruxelles. Secondo Herzog, le politiche UE soffrono di mancanza di democrazia e di una sospensione della separazione dei poteri. Nonostante ciò, la campagna elettorale del 2005 non ha parlato quasi per niente dei problemi con l'UE. I veri problemi vengono tenuti fuori dai dibattiti pubblici. Ormai le elezioni nazionali sono diventate un rituale per accontentare il pubblico, mentre altri prendono le decisioni importanti a porte chiuse.

Quando i politici sono tutti d'accordo tra loro, i cittadini si possono aspettare un complotto contro di loro, e questo è il caso dell'UE. L'UE non avrebbe mai ottenuto il potere che ha senza il consenso di tutti i partiti in tutte le nazioni. L'UE è stata progettata in questo modo fin dall'inizio: i suoi fondatori hanno capito fin dall'inizio che i cittadini non avrebbero mai votato a favore del trasferimento di potere dai parlamenti nazionali a una nuova entità europea. Quindi, hanno costruito una struttura in cui il potere è nelle mani di un gruppo di funzionari intoccabili e immuni allo scrutinio del pubblico. La struttura dell'UE è proprio anti democratica.

Secondo il teorico americano Noam Chomsky: “Il modo migliore per mantenere il popolo passivo e ubbidiente è la limitazione della gamma di opinioni accettabili, unita alla concessione di un dibattito all'interno di tali opinioni.” Ciò è vero ed è il motivo per cui Chomsky considera Internet, il media più libero di tutti come “un'orribile perdita di tempo”

Un sondaggio del 2004 ha mostrato che il cinquanta per cento degli svedesi vorrebbe una politica di immigrazione più restrittiva [1]. Nel 2006 l'immigrazione ha raggiunto i suoi livelli più alti, eppure tutti i partiti e i media hanno tenuto la situazione sotto silenzio per paura che influenzasse le elezioni. Durante l'ultima campagna elettorale svedese non si è parlato per niente dell'immigrazione, ma si è parlato tantissimo dell'uguaglianza tra i sessi, del femminismo e di come fermare le discriminazioni contro le donne. Più è forte la censura verso i problemi con i maomettani, più si parla dei problemi dell'omosessualità. Questo è chiaramente uno specchietto per le allodole rivolto al fare sentire i cittadini come se vivessero in un paese libero, anche se non possono discutere dei problemi seri.

Lo scrittore Bruce Bawer parla di come la scena politica olandese fosse un club privato in cui tutti i partiti avevano le stesse idee sugli stessi argomenti, almeno fino all'arrivo del politico indipendente Pim Fortuyn[2]. Anche i giornalisti erano membri di quel “club privato”. Se i votanti non sono d'accordo con le idee di quel club privato questo non gli importa, soprattutto se si parla di immigrazione. Dato che tutti i membri della classe dominante sono d'accordo tra loro, si può ignorare tranquillamente la volontà dei votanti.

Secondo Bawer: “Fortuyn è stato in politica solo per pochi mesi, ma ha cambiato radicalmente le cose. I giornalisti e i politici, lavorando di comune accordo, lo hanno definito un estremista di destra, un razzista e un nuovo Mussolini.” Alla fine, Fortuyn è stato ucciso da un attivista di sinistra che dice di averlo ucciso perché era contro i maomettani e le minoranze etniche.
Bawer afferma che “Durante la crisi di governo del 2006, Ayaan Hirsi Ali, nota critica dell'islam, è stata cacciata dal parlamento. L'anno dopo, i sondaggi mostrano che gli olandesi non ne sentono la mancanza. Sembra che la classe dominante abbia di nuovo in mano le redini del potere e che i cittadini si siano stancati della situazione di conflitto e abbiano deciso di lasciare perdere. (…) Cinque anni fa, Fortuyn ha ispirato il popolo alla speranza e alla determinazione. Oggi, i cittadini olandesi sono intimoriti, confusi e rassegnati all'islamizzazione. Molti di loro, specialmente i giovani e i neolaureati, stanno emigrando in massa verso Canada, Australia e Nuova Zelanda.”

Pim Fortuyn è stato ucciso su mandato delle classi dominanti politiche, culturali e mediatiche, mentre Theo van Gogh è stato assassinato da un maomettano. Ayaan Hirsi Ali è stata cacciata dal paese. Il critico antiislamico Geert Wilders è ancora vivo, ma deve subire le stesse diffamazioni di Fortuyn: viene definito un razzista, minacciato dai maomettani e gli viene “suggerito” di smetterla di criticare l'immigrazione. Sembra che lo spirito combattivo degli olandesi sia stato spezzato, almeno per ora, e che le cose stiano tornando alla normalità. La classe dominante ha di nuovo il controllo e i paesani non sono più in rivolta.

Come ho suggerito prima, gli europei hanno tre nemici volti all'islamizzazione del loro paese: il primo è il pregiudizio filo islamico e anti occidentale dei media e delle università occidentali, problema comune a tutto il mondo. Il secondo è dato dagli Eurabici e dai federalisti UE, volti a distruggere gli stati nazionali. Il terzo nemico sono i maomettani. Tra il 2001 e il 2007 questi tre nemici si sono alleati per distruggere lo spirito dei Paesi Bassi, tramite intimidazioni, censura, assassini e controllo dei media, tutto allo scopo di zittire ogni opposizione all'immigrazione selvaggia.

E' ben noto che nei media e nelle università ci sono persone assai più a sinistra della media, soprattutto nei paesi scandinavi. I dirigenti della BBC inglese hanno ammesso di avere un pregiudizio a favore del multiculturalismo. Durante le rivolte maomettane del 2005 i giornalisti francesi hanno ammesso apertamente di avere falsificato i rapporti sulle rivolte in perché non volevano dare ragione ai partiti di destra. Dagli aneddoti che ho sentito, sembra che tale atteggiamento sia comune in tutto il mondo occidentale.

Bill Dedman, reporter investigativo alla MSNBC, ha stilato una lista delle donazioni ai partiti politici da parte dei giornalisti americani nel periodo 2004-2007 [3]. Dei 143 giornalisti presi in esame, 125 hanno donato al partito democratico. Solo 16 di loro hanno donato ai repubblicani o ai conservatori. Due di loro hanno donato a entrambi i partiti.

Il Dottor Chanan Naveh, ex editore per la autorità radiofonica israelita, ha menzionato vari casi in cui lui e i suoi colleghi si davano da fare per calmare l'opinione pubblica: “Nel 2000, me e due mie colleghe, Carmela Menashe, Shelly Yechimovich, abbiamo fatto di tutto per propagandare il ritiro dal Libano. Abbiamo fatto propaganda su un argomento di interesse pubblico”. Il blogger anti islamico Charles Johnson, autore del blog Little Green Footballs[4] ha dichiarato: “I giornalisti non hanno più il compito di riportare i fatti e gli eventi. Il loro compito è fare attivismo politico, quasi sempre di sinistra e transnazionalista. I pochi giornalisti onesti lo ammettono apertamente. Gli effetti nocivi di questa manipolazione dell'informazione sono davanti a tutti.”

Perchè siamo in una situazione come questa? Qualcuno potrebbe dire che questo è l'effetto della rivoluzione culturale degli anni sessanta e settanta, oppure un prodotto della Guerra Fredda. Secondo Friedrich Hayek, la tendenza era già iniziata negli anni quaranta. Come possiamo spiegarcelo? Un'ipotesi dice che le persone di destra tendono a lavorare negli affari e nel commercio, mentre quelle di sinistra tendono verso posizioni in cui si possono influenzare le menti delle persone. Col passare del tempo, in una società aperta l'università e i media saranno invasi da persone di sinistra con una visione utopistica della realtà. Data la loro posizione, le loro idee influenzeranno il modo in cui le masse riceveranno le informazioni.

Nel 1950, Hayek scriveva il suo saggio “Gli intellettuali e il Socialismo” in cui dichiarava che “Il socialismo non è mai stato un movimento rivolto alla classe operaia, ma una costruzione dei teorici e degli intellettuali. Questi intellettuali sono solo dei venditori di idee altrui. L'intellettuale tipico non deve avere alcuna abilità o conoscenza particolare, non deve nemmeno essere particolarmente intelligente per svolgere il suo ruolo di intermediario nella diffusione di idee. La classe degli intellettuali non consiste soltanto in giornalisti, insegnanti, religiosi, lettori, pubblicisti, speaker alla radio, scrittori, fumettisti e artisti. Ci sono anche professionisti e tecnici, scienziati e dottori.”

Secondo Hayek gli insegnanti più brillanti sono di sinistra, ma non perché a sinistra sono più intelligenti, ma solo perché le menti migliori tra i socialisti si dedicano ai compiti che gli daranno influenza sull'opinione pubblica. Il socialismo affascina i giovani e gli ingenui con la sua visione utopistica. L'intellettuale visionario non è interessato ai dettagli tecnici o alle difficoltà pratiche. Per lui, l'importante è l'idea, la visione.

Hayek avverte che: “La società moderna si porta dentro i semi della sua stessa distruzione. La libertà ormai viene data per scontata, al punto che non viene più difesa. La diffusione delle idee, parte integrante della società libera, è in grado di portarci alla distruzione della libertà da cui dipende. Forse ciò vuol dire che apprezziamo la libertà solo dopo averla persa, e che il mondo dovrà attraversare un medioevo di totalitarismo socialista prima di riprendere le forze? Se vogliamo evitare questa situazione, dobbiamo creare un nuovo programma liberale che infiammi l'immaginazione. Dobbiamo rendere la creazione di una società aperta un'avventura intellettuale, un atto di coraggio”

Ho avuto una conversazione con un amico svedese e con una donna cresciuta durante la dittatura comunista in Romania. Siamo arrivati alla conclusione che gli occidentali di oggi sono indottrinati dalla Political Correctness e dal multiculturalismo così come i rumeni erano indottrinati dal comunismo. Il multiculturalismo non è mai stato un'ideologia condivisa da tutti, e la percentuale di persone che ci credono sta scendendo a vista d'occhio. Nonostante ciò, ci sono stati più credenti nel multiculturalismo nell'Europa del 1998 di quanti comunisti ci fossero in Est Europa nel 1978. Come è stato possibile?

L'indottrinamento ideologico funziona meglio se la gente crede di essere libera e di avere informazioni imparziali. I cittadini dei paesi comunisti sapevano di essere cavie in un esperimento sociale su larga scala, e dato che il regime era imposto con le armi non c'erano dubbi sul fatto che le informazioni che ricevevano fossero propaganda manipolata dal regime. Nell'Europa cosiddetta libera, siamo cavie nell'esperimento sociale del multiculturalismo, eppure ci rifiutiamo di riconoscere che i media ci ingozzano di propaganda ideologica.

Ci sono differenze enormi tra le informazioni fornite dai media ufficiali e quelle dei blogs e dei media indipendenti [5], particolarmente quando si parla di Jihad e di immigrazione. Chi si prende la briga di andarsi ad informare rimane sconvolto quando capisce di aver ricevuto solo propaganda censurata. Informarsi sui media indipendenti è una cosa che infrange il mito dei media liberi, critici e indipendenti, almeno per chi lo fa.


Secondo il blogger Richard Landes, i media giocano un ruolo cruciale per il successo della Jihad globale. I mass media sono gli occhi e le orecchie della società moderna. Senza i media, non possiamo sapere cosa sta succedendo al di fuori delle nostre vicinanze immediate. Usiamo i media per fare le nostre scelte su chi votare, sulla politica estera, su come intervenire nel globo. Come direbbe un biologo o un paleontologo, una creatura che non può fidarsi dei propri occhi e delle proprie orecchie non vivrà a lungo.

Questo è come essere attaccati da un orso affamato, mentre i tuoi occhi e le tue orecchie ti dicono che in realtà è un gattino che vuole le coccole. Nel frattempo, il tuo cervello è stato indottrinato alla diversità e al comandamento di sorridere verso tutte le creature, anche quelle più pericolose. Questa è la situazione dell'occidente di oggi. I pregiudizi dei media e del sistema educativo sono una minaccia vera e propria alla nostra sopravvivenza.



Fonti:

http://democracyreform.blogspot.com/2007/08/democracy-and-media-bias-by-fjordman.html

1. http://www.thelocal.se/212/
2. http://www.nysun.com/article/53818
3. http://www.msnbc.msn.com/id/19113455
4. http://littlegreenfootballs.com/weblog/?entry=25757_Israeli_Media_Admit_Anti-War_Agenda&only
5. http://www.brusselsjournal.com/node/2108




Nessun commento :

Posta un commento

Ma che cazzo vuoi? Chi sono secondo te, quel porco di cristo?