Emigrante

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domenica 27 settembre 2015

La questione dei rifugiati siriani


Cosa dire della questione dei rifugiati siriani? Come parlare di centinaia di migliaia di persone in movimento, di cui quasi tutti uomini e quasi tutti con una cultura e una fede che li rende incompatibili con la vita nell'occidente moderno? I primi dati statistici indicano che il 33% di loro è completamente analfabeta, il 33% legge e scrive solo nella propria lingua e solo il restante di loro è in grado di esprimersi in una lingua europea. D'accordo che queste sono le stesse percentuali che si trovano tra gli italiani, ma ciò rende il trattare con loro molto più complesso e costoso.
Ci sono quelli che sono legittimamente rifugiati in fuga dalla guerra (anche se storicamente tali persone sono di solito donne, bambini e anziani, quasi del tutto assenti nel caso odierno), ma ci sono moltissimi che hanno motivazioni meno nobili:



Prendiamo l'esempio di Hamza, spacciatore algerino in fuga dalla legittima giustizia del suo paese, non dalla guerra:


Sono un clandestino, non un rifugiato”, ammette candidamente Hamza: “Nel mio paese puoi solo spacciare o fare il delinquente. Sono stato in galera varie volte per spaccio e per tentato omicidio.

Cosa succederà al nostro caro Hamza? Una volta arrivato in Europa farà domanda di asilo politico, che impiegherà almeno sei mesi per essere valutata. Anche se le autorità riuscissero a scoprire che non si tratta di un siriano, Hamza potrà dire di essere un perseguitato politico o religioso. Nel suo paese i dissidenti politici vengono incarcerati, e Hamza può dare prova di essere stato in prigione. Con un po' di furbizia, Hamza potrà fare la parte del politico dissidente e avere asilo politico, ad esempio affermando che le accuse di spaccio erano montate ad arte dal regime. Oppure, Hamza potrebbe dire di essere uno Sciita condannato a morte dalla maggioranza Sunnita.

Immaginiamo che le autorità europee mangino la foglia e gli ordinino di tornare a casa. Hamza non è certo il tipo da farlo, particolarmente se ha conti in sospeso con la giustizia o con la mafia algerina. Hamza farà appello e nel frattempo continuerà a ricevere cibo, alloggio e assistenza.



Il governo cerca sempre di togliere i rifugiati dai campi di accoglienza per farli ospitare da alberghi o da padroni di casa locali, pagandogli l'affitto. In generale, la cifra è di 35 euro a notte. Ora fatevi un paio di calcoli: secondo voi un padrone di casa non ha tutta la convenienza a buttare fuori la famigliola italiana che gli pagava 800 euro di affitto per sostituirla con quattro rifugiati che gli frutteranno 4500 euro al mese pagati dallo Stato?

Ora, torniamo al nostro Hamza. Se Hamza è furbo farà appello finchè possibile, approfittando della congestione cronica del sistema. Se gli andrà bene, tra appelli vari rimarrà in Europa per almeno altri due anni. Sommati ai primi sei mesi, sono 912 giorni di permanenza, il tutto per decidere di sbattere fuori uno che non aveva alcun diritto a entrare fin dal primo giorno.

Con una media di 50 euro al giorno, fanno 45600 euro come prima stima. Dobbiamo sommare a tale spesa gli stipendi degli assistenti sociali, degli interpreti, dei giudici che prenderanno in esame il suo caso e dei suoi avvocati d'ufficio. Aggiungiamo il fatto che Hamza riceverà assistenza sociale e medica a spese dello stato e che non lavorerà nemmeno un giorno (anche volendo non potrebbe). Ovviamente, dobbiamo sperare che ad Hamza piaccia molto la TV italiana, perché niente gli impedisce di uscire di casa e di delinquere certo di una relativa impunità.

La stima dei costi per mantenere Hamza, un uomo che non aveva assolutamente alcun diritto a entrare in Europa (un delinquentello, non un rifugiato) e assolutamente niente di buono da contribuire alla società europea, è di circa duecento mila euro. Questo è il migliore dei casi possibili: se Hamza si mette a delinquere bisogna aggiungere i costi sociali di un delinquente in libertà che non teme la giustizia italiana. Se Hamza ha una moglie e un figlio, il processo di espulsione sarà rallentato enormemente.
Anche ammettendo che Hamza riceva il “foglio di via”, pensate veramente che se ne tornerà in Algeria a testa bassa? Hamza farà appello contro la deportazione, giurando che le autorità algerine lo aspettano per torturarlo e ucciderlo. Anche se ciò fallisse, Hamza avrà già capito quanto sono coglioni gli europei e se ne sarà andato a fare il clandestino.

Insomma, nel caso migliore possibile, ognuno dei “poveri rifugiati” costa almeno 200mila euro a persona, tutte pagate dalla collettività. Un simile giro di soldi fa gola a molti: COOP rosse, enti religiosi, Caritas, ONLUS, “volontariato” e così via. Il problema è che una spesa simile è assurda, insostenibile. Scommetto che i regimi europei manterranno i “rifugiati” per qualche mese prima di rendersi conto di avere fatto il passo più lungo della gamba e di trovarsi in una situazione impossibile da gestire. A questo punto, presi dalla disperazione, cercheranno di mettere una pezza sul buco enorme che avranno causato.

Nel frattempo, cattolici, comunisti e altra feccia del genere sarà in festa per avere aiutato un “fratello perseguitato dal sistema”, fregandosene del fatto che si trattava di un delinquente che era venuto solo per rubare. Come se non bastasse, la sua presenza ha tolto soldi e assistenza a quelli che scappavano veramente dalla guerra.

Whitegenocideproject.com


Speravo di avere ancora qualche anno prima che la civiltà europea andasse a puttane. Non vedo più il motivo di aggiornare ulteriormente il blog. Il mio obiettivo era diffondere le idee giuste e  di ritardare (o forse scongiurare) il crollo, ma sono arrivato vari anni troppo tardi. Probabilmente lascerò qui il blog come monito perenne del fallimento della civilta occidentale, almeno fino a che non arriverà la Shari'ah e tenere un blog come questo non sarà un reato penale. Spero di essere già morto per allora, ma è meglio se mi sbrigo.




UPDATE: Lasciando perdere le stronzate salviniane, ho trovato un po' di dati relativi ai primi mesi del 2015. Lo status di "rifugiato politico" e' stato riconosciuto al 6% dei richiedenti. In generale, circa il 50% dei richiedenti hanno ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato. Ora inizera' l'iter per ricorsi e controricorsi. La situazione legale viene spiegata magistralmente da un giornalista dell' International Business Times:


UPDATE 2: Circa il 60 per cento dei "rifugiati" sono semplici emigranti che non sanno nemmeno dove stia la Siria:


5 commenti :

  1. No dài, bitte, non farlo!
    O almeno lasciami un contatto dove possiamo dioporcarci alle spalle degli inglesi a vicenda!
    Io non ho un profilo faccia/culo..però...
    Insomma, magari ti farò incazzare ma non prenderti troppo sul serio: se è come scrivi tu (e mi trovi piuttosto d'accordo) il mondo andrà a puttane in un modo o nell'altro, e la società occidentale con lui, ma perché nel frattempo privare del piacere della tua scrittura a pochi ma buoni (parlo a nome mio: ah Stronzi!) ?

    Per dioEsposito.

    Mi libidina troppo il tuo stile di scrittura (e non suggeritemi di comprare un vibratore, non è quello che mi interessa. Mi interessa scoparmi i cervelli.) .

    Big fan of your,
    La Temporanea

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    1. Tranquilla, era solo un momento di sconforto temporaneo dovuto alla presa di coscienza dell'infinita maialezza di dio! Non ti preoccupare, so bene come un troll stronzo come me possa solo farsi quattro risate mentre il suo mondo va a puttane, come Nerone che suona la cetra e si fa spompinare amorevolmente da una schiava palestinese (bisnonna di gesu') mentre Roma brucia. Nemmeno io ho Jewbook, se vuoi contattarmi scrivimi via mail.

      PS: Scoparti i cervelli? E quanto c'e' l'hai larga? No grazie, io seguo il vecchio adagio: "Ricorda sempre di pensare con la testa e di scopare con la minchia, mai il contrario!"

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  2. non ci lasciare, porca la Madonna zozza e dio maialone in carrozza.

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  3. no dai resta sei troppo simpatico... ti suggerisco anche il prossimo articolo: fai un'indagine sul perchè milioni di siriani masculi in età da soldato scappano come conigli dal loro paese, dopo averlo mandato a puttane facendosi la guerra civile per 5 anni, e ora regalandolo all'IS. Misteri... e porchidii a raffica!

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    1. Dai dati che ho visto i siriani "veri" sono il 5% dei rifugiati, il resto sono persone in fuga dalla giustizia o da conti in sospeso in patria. Inoltre, in molti paesi ci sono persone che fanno propaganda dicendo che in Europa sono tutti ricchi, e che basta emigrare per diventare ricchissimi e vivere come pascia'. Tale esodo inoltre, conviene tanto ai regnanti dei paesi di merda del terzo mondo: se ne vanno proprio quelli che potrebbero incazzarsi e fare la rivoluzione dato che non hanno niente da perdere. E' esattamente la stessa cosa successa in terronia saudita: quelli che potrebbero incazzarsi e cambiare le cose se ne sono andati e fanno la bella vita all'estero. Io sono uno di loro!

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Ma che cazzo vuoi? Chi sono secondo te, quel porco di cristo?