Emigrante

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sabato 17 ottobre 2015

Life in modern England part 13 - I Meetup

Cari amici, oggi vi parlerò di una delle poche opportunità di interazioni sociali offline che si trovano ancora in questo mondo di merda. Lo so bene che molti di voi sono talmente rincoglioniti dall'interfaccia di Faccbuuk da non riuscire più a interagire con un essere umano in carne ed ossa, ma ci sono ancora persone che sono interessate a parlare con esseri umani (quindi non maomettani).

L'organizzazione in questione si chiama Meetup:



Come funziona: ci sono gruppi di persone che si incontrano unite da un interesse comune, dai più comuni ai più assurdi. Il fatto di avere un interesse in comune aiuta moltissimo a rompere il ghiaccio durante il primo incontro, e di solito i membri sono molto amichevoli e ben disposti verso i nuovi arrivati. Ovviamente, ci sono sempre i gruppi dove i membri fanno circlejerk e ignorano i nuovi, ma gli stronzi sono ovunque (soprattutto in Bretagna).

In generale, i meetup più attraenti sono quelli piccoli, con interessi di nicchia e una base molto ben affiatata: ci troverete gente molto interessata all'attività in questione e molto ben disposta verso i nuovi. Se volete fare una partita a Warhammer, passare una serata con i boardgames, trovare qualcuno con cui andare a correre o una buona distro di Linux, il Meetup è il posto migliore dove cercare.

Tipico Meetup di linuxari

Ovviamente, se siete interessati a cercare figa avrete qualche piccolo problema: in un Meetup di programmatori Arduino o di appassionati di fantascienza, la percentuale femminile media è dello 0.923%. Se volete inzuppare il biscottino, bisogna frequentare Meetup dedicati al ficco selvaggio alle relazioni sociali. Il problema è che la percentuale femminile è bassa, che la competizione è feroce e che ANCHE I PEGGIO CESSI DI DONNE SE LA TIRANO COME SE AVESSERO LA FIGA DI PLATINO! A tale scopo, consiglio i Meetup del tipo Social, Food and Travel, International e così via. Se non avete un reddito decente evitate pure di presentarvi, le donne che si trovano da quelle parti sono delle arpie che come prime domande chiederanno reddito, lavoro e modello di automobile. Molte di loro sono ex troiette da discopub che sono diventate troppo vecchie per saltare di cazzo in cazzo fare nuove amicizie ogni weekend e hanno deciso di accasarsi a spese di un povero pirla un uomo maturo e responsabile.

Tipica donna in cerca di marito
Un'altra opportunità è data dagli "English language Meetup", dove si discute e si fa pratica con l'inglese, per chi ne avesse bisogno. I gruppi International Meetup tendono a essere dei gran puttanai pieni di negri arrapati e di slave ancora più arrapate di loro, mentre i gruppi Italian language o Expats sono buoni posti per incontrare altri expats, immigranti di seconda generazione e inglesi incuriositi dalla lingua e dalla cultura italiana.
Si, è un meetup di ponari.

Per chi fosse interessato, ci sono molti meetup a tematica gaya o lesbica.

Meetup gayo. Tra tutti, sembrano quelli più felici!
Insomma, se riuscite a superare la fobia sociale e a parlare con un essere umano in carne ed ossa, il Meetup è una buona occasione. Se proprio siete disperati, ci sono anche i Meetup per autistici e persone affette da psicosi o fobie strane

Il primo che indovina che meetup è vince 100 Abufinzi


venerdì 16 ottobre 2015

Teste di minchia parte 8 - Come avere una discussione con un maomettano

Cari amici, oggi vi spiegherò come avere un dialogo corretto, tranquillo e soprattutto civile con uno dei nostri amici maomettani. Buona lettura.



Inizia il dibattito




Maomettano: L'Islam è una religione di pace, l'Islam condanna il terrorismo, rispetta le donne, rispetta cristiani e atei. L'Islam è il futuro d'Europa, tutto quello che si dice di male dell'Islam è propaganda razzista! La Shari'ah è bellissima!


Infedele: I paesi maomettani sono dei cessi, delle dittature mostruose. E poi, se l'Islam e la Shari'ah sono così belli cosa ci fai qui?


Maomettano: I dittatori e i terroristi sono pochi fanatici isolati che non hanno capito niente del vero Islam! E poi, tutte le cose cattive che si dicono su di noi sono false! Perchè i gionalisti sono tutti razzisti!


Infedele: OK, eccoti questo verso del Corano in cui si ordina di ammazzare, rapinare, decapitare e stuprare gli infedeli.


Maomettano: E' un versetto preso fuori dal contesto!




Infedele: OK, eccoti il contesto con tutta la Sura. Come vedi, adesso è ancora peggio.



Maomettano: La traduzione è sbagliata! Non è quella ufficiale! E poi, non puoi capire il Corano se non lo studi in Arabo!





Infedele: Primo, ci sono varie traduzioni, e dicono tutte più o meno la stessa cosa. Secondo, se il Corano è la verità universale come mai lo si può capire solo in Arabo? Se è per questo, la maggior parte dei musulmani non parla l'arabo...


Maomettano: Guardati questo video e capirai tutto! (Linka a un video di Youtube di propaganda maomettana)


Infedele: Quel video è propaganda di quella ridicola, si limita a dire che l'Islam è bello e giusto senza spiegare niente.







Maomettano: Dimmi la verità, sei un ebreo, vero?












Infedele: No, proprio no. E poi che minchia c'entra? Stiamo parlando dell'Islam...





Maomettano: Non sai niente dell'Islam! L'Islam conquisterà l'Europa!












Infedele: Conosco l'Islam meglio di te.






Maomettano: Leggiti il Corano in Arabo e capirai tutto! Tu non hai capito niente dell'Islam! Sei un RAZZISTA! RAZZISTA! RAZZISTA! NAZISTA! RAZZISTA! FASCIO DI MERDA!









Infedele: Minchia, questo è impazzito del tutto. Meglio se scappo.




Maomettano: Troppo tardi infedele! Pagherai per le tue offese! ALLAH AKBAAAAAAAR! 









Ecco, questa è la tipica situazione con cui ci si trova ad avere a che fare quando si cerca di discutere con i nostri amici maomettani. Ovviamente questo dipende dalla forza politica dell'Islam nel luogo in cui avviene la discussione. In Europa, probabilmente il maomettano dirà "Scusa, non parlo bene lingua, non posso spiegare bene ma Islam bello e pacifico". Nel frattempo il maomettano si segnerà il tuo nome e la tua faccia per catalogarti come persona da mettere al muro al momento della presa del potere. In un posto dove i maomettani hanno la maggioranza, si andrà direttamente all'ultima vignetta. Il mio consiglio: evitare di discutere con maomettani, a meno che non si parli di pizza e di calcio. E' meglio non farsi schedare finché possibile.


Inoltre, i maomettani hanno imparato che per un europeo l'accusa di razzismo è una cosa orribile che causa grande sofferenza, anche quando è del tutto immotivata. Quando un maomettano o un filo-islamico si rende conto di non potere rispondere dato che ha torto, si metterà a urlare: "RAZZISTA! RAZZISTA! RAZZISTA!", nella speranza di zittire l'interlocutore. A questo punto basta rispondere: "No, l'Islam è una religione, non una razza. Io non sono razzista". Ovviamente lui non capirà niente e continuerà a strillare, ma avrete ottenuto ragione di fronte agli spettatori (almeno quelli calmi e razionali). Anche se molti non diranno niente, sarà lui ad avere fatto la figura del pazzo isterico. La maggior parte di quelli che vengono a criticare mi dicono "questo blog è razzista", dimostrando di non avere capito una minchia. In tal caso ban e cancellazione, nessuno mi paga per moderare il blog e nessuno gli ha ordinato di venire qui a scassare il cazzo. 

Il problema è che molti italiani sono cagasotto di professione, portati a dare automaticamente ragione alle persone violente e pericolose nella speranza di non farsi pestare. Riguardo a questo non si può fare nulla. 
Memento per chi voglia discutere con un maomettano

mercoledì 14 ottobre 2015

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.28 Il costo dell'immigrazione maomettana per l'Europa



2.28 Il costo dell'immigrazione maomettana per l'Europa


Autore: Fjordman

Secondo voi gli stupri migliorano il PIL? Vi sembra una domanda offensiva, vero? Secondo il ministro delle finanze svedese Pär Nuder[1] servono altri immigranti in Svezia per mantenere il sistema dello stato sociale. In realtà, l'immigrazione pesa 40-50 miliardi di corone svedesi all'anno e ha portato lo stato sociale svedese sulla soglia della bancarotta[2]. Nel 2004 l'immigrazione è costata circa 224 miliardi di corone, cifra equivalente al 17.5 per cento degli introiti fiscali svedesi per quell'anno. Ciò è un peso assurdo su un paese che ha uno dei livelli di tassazione più alti del mondo.

Nello stesso periodo, il numero di condanne per violenza sessuale[3] in Svezia è quadruplicato rispetto a vent'anni prima. I casi di violenza sessuale su bambini sotto i 15 anni sono sei volte più alti rispetto a una generazione prima. La maggior parte dei colpevoli sono immigranti provenienti da Algeria, Libia, Marocco e Tunisia. L'avvocatessa Christine Hjelm ha investigato sui crimini violenti e ha dichiarato che l'85 per cento degli stupratori erano immigranti o figli di immigranti. I politici svedesi vogliono l'immigrazione dai paesi maomettani dato che aumenta il PIL, ma i fatti dicono che finora ha aumentato solo i tassi di violenza carnale. Nel frattempo, molte figlie di immigranti vivono nel terrore del delitto d'onore. Circa centomila ragazze nate in Svezia vivono come prigioniere in casa[4].

In Norvegia la grande maggioranza degli immigranti extracomunitari vive di sussidi [5], come dimostrato da uno studio di Tyra Ekhaugen[6] del centro per la ricerca economica dell'università di Oslo. Lo studio di Ekhaugen contraddice chi afferma che il mercato del lavoro norvegese dipende dagli immigranti, anzi afferma il contrario. Se la situazione continuerà in questo modo, l'immigrazione aumenterà la pressione sullo stato sociale dato che molti immigranti non pagano tasse[7]. Gli immigranti extracomunitari in Norvegia ricevono dieci volte i sussidi [8] dei norvegesi autoctoni, e ciò include gli immigranti di origine cinese, indiana e non maomettana, noti per essere grandi lavoratori. Ciò dimostra quale sia il peso dei maomettani sullo stato sociale.

Nel giugno del 2006, il giornalista Halvor Tjønn[9] del giornale Aftenposten, uno dei pochi giornalisti che critica l'immigrazione, ha citato un rapporto del NHO, la confederazione delle imprese norvegesi. Secondo il rapporto, le politiche di immigrazione odierne sono una minaccia all'economia della nazione. La Norvegia è il terzo esportatore di petrolio al mondo, dopo Arabia Saudita e Russia, eppure la Norvegia ha difficoltà a pagare le spese dello stato sociale per la popolazione di immigranti. Un comitato danese ha stimato il costo dell'immigrazione in 50 miliardi di corone all'anno, ed era una stima al ribasso. La Danimarca potrebbe risparmiare una spesa enorme fermando l'immigrazione[10], anche perché buona parte degli immigranti extracomunitari è incapace di svolgere un qualunque lavoro nell'economia moderna, anche quelli più semplici[11].

Kjetil Storesletten, insegnante all'università di Oslo, dichiara che è probabile che il contributo economico dato dai migranti sia negativo anche per la Norvegia. Secondo lui “Accogliere immigranti con un livello di scolarizzazione così basso non ci porta da nessuna parte. Le politiche migratorie che stiamo seguendo sono insostenibili.” In Norvegia i sussidi e i salari per i lavoratori a bassa specializzazione sono tra i più alti del mondo, mentre i salari per i professionisti sono bassi e la tassazione è elevata. Questa politica dei salari è il risultato di decenni di governi socialisti in Scandinavia e porta il paese ad attrarre figure poco specializzate e a respingere professionisti e ricercatori. Nonostante ciò l'UDI, l'agenzia che regola l'immigrazione verso la Norvegia, ha deciso di implementare politiche per attrarre i migranti [12]. Nel 2005 Trygve Nordby, segretario dell'UDI ha dichiarato che “Abbiamo bisogno di altri immigranti, anche non professionisti. Ci vuole più flessibilità.” A dire il vero, molti burocrati dell'UDI sono stati così “flessibili” che hanno gestito le loro politiche per l'immigrazione in modo “liberale”. Nel 2005 l'UDI ha violato la legge e le politiche direttive quando ha offerto il permesso di residenza a 200 curdi iracheni [13]. Dopo un'inchiesta, il segretario dell'UDI e il suo successore si sono dimessi [14].

A Oslo si spende più di metà dei fondi per l'assistenza sociale a favore dei migranti extracomunitari[15] e la proporzione è aumentata molto negli ultimi anni. Il capo del consiglio cittadino Erling Lae[16] mette in guardia contro i pregiudizi e afferma che senza gli immigranti Oslo sarebbe completamente nel caos. Nel frattempo, i giornali norvegesi si lamentano del fatto che i dibattiti su Internet siano pieni di “commenti razzisti” verso i maomettani. Uno dei “commenti razzisti” che menzionavano era questo: “C'è un gran numero di maomettani che decide di vivere in una società parallela dove si parla solo la loro lingua, si guarda solo la loro TV e ci si sposa solo tra di loro. L'unico contatto che hanno con i nativi che disprezzano è quando devono andare negli uffici statali per farsi dare i sussidi.”

Secondo Esten O. Saether, direttore del giornale online di sinistra Dagbladet[17], “Spesso i dibattiti vengono compromessi dall'ignoranza. Non avete il diritto incondizionato di parlare in pubblico. Ci vuole un minimo di intelligenza sociale per partecipare al dibattito pubblico.” Saether avverte che i giornali dovrebbero imporre la censura sui forum online e sui commenti agli articoli. In generale, il giornale Dagbladet non riesce a capire come mai c'è tanta gente maldisposta verso i maomettani e le loro pretese continue. La sinistra non ammetterà mai di aver avuto torto nel lodare gli effetti positivi dell'immigrazione maomettana e nel demonizzare i partiti di destra quando si chiedevano quali fossero i costi reali dell'immigrazione. Tali costi erano noti al pubblico da anni, ma non se ne poteva parlare nei media, più impegnati a parlare della povertà in Norvegia e della necessità di incrementare lo stato sociale.
La Norvegia è uno degli stati più ricchi del mondo ed è anche lo stato europeo con gli ammortizzatori sociali più sviluppati.

Secondo Aarebrot [18], insegnante di politiche comparate all'università di Bergen, il comportamento dei media norvegesi durante le elezioni rivela molto delle loro idee politiche: con poche eccezioni, i media norvegesi sono orientati verso la sinistra radicale e verso il politically correct. Circa il 70 per cento dei gionalisti vota Labour (Ap), Sinistra Socialista (SV) o l'Alleanza Rossa(RV), cosa che si riflette nel loro comportamento.

Se le cose continuano con questo ritmo, Oslo avrà una maggioranza extracomunitaria in pochi decenni. Ci sono varie ricerche che prevedono l'arrivo di una maggioranza alloctona in Norvegia, Svezia e Danimarca nel giro di pochi decenni. L'unica incertezza è il quando. Dato che i maomettani tendono a diventare molto più aggressivi e violenti non appena raggiungono una percentuale del 10 o 20 per cento, è probabile che in Scandinavia la popolazione nativa se la passerà molto male. Forse il comportamento dei maomettani in Scandinavia sarà diverso da quello dei loro colleghi in Thailandia, nelle Filippine o in Nigeria, dove hanno massacrato gli infedeli. Forse.

Alcuni dicono che il problema è causato dal sistema di welfare europeo[19] e non solo dagli immigranti. Nima Sanandaji, iraniana, parla di come lei e la sua famiglia sono state accolte dal sistema svedese[20]: "In Svezia abbiamo incontrato un sistema politico davvero strano. L'interprete ci ha detto che in Svezia lo Stato ti manda un assegno ogni mese, anche se non lavori. Non c'è alcuna ragione per cercarsi un lavoro. (…) Mia madre ha avuto vari posti di lavoro, ma alla fine abbiamo visto che non le conveniva lavorare. Nei sedici anni che abbiamo passato in Svezia, lei ha lavorato per meno di un anno”

Uno dei problemi del sistema è la mentalità di alcuni dei maomettani che emigrano, ma non hanno alcun rispetto per il paese in cui sono emigrati. Secondo Erik Simonsen, l'amministratore della città di Odense, in Danimarca[21], ci sono molti immigranti che divorziano legalmente dalla loro moglie, ma continuano a vivere come se fossero sposati. Come risultato, ci sono molte donne “divorziate” che ricevono aiuti dallo stato. Alcuni maomettani sono poligami e fanno questo imbroglio con varie donne alla volta. Lo scrittore Mark Steyn ha osservato le rivolte maomettane nella Francia del 2005 e le ha definite: “Il primo caso nella storia di Jihad pagata con i sussidi statali”. Neanche gli immigrati che lavorano si comportano onestamente: secondo Simonsen. “L'80 per cento dell'economia degli immigranti a Odense è un'economia sommersa. Ciò è intollerabile, la legge è uguale per tutti”

Un maomettano norvegese ha dichiarato che [22]: “Ho lavorato in un negozio pakistano, dove si faceva tutto in nero. Nessuno pagava le tasse, e io ricevevo il sussidio per l'invalidità civile al 100%. Voglio fare più soldi possibile, è l'unica cosa che mi interessa qui in Norvegia”. Molti maomettani vedono i sussidi statali come una forma di Jizya, la tassa coranica per gli infedeli, data la loro situazione di inferiorità e di sottomissione ai maomettani. In Inghilterra, c'è stato un giornalista in incognito che ha chiesto consiglio a un imam, per sentirsi dire che lavorare e pagare le tasse era sbagliato dato che avrebbe contribuito all'economia degli infedeli[23].

Una delle ragioni per la disoccupazione tra i maomettani è il tasso di abbandono scolastico, particolarmente tra i maschi. I maomettani danno la colpa alla “poca integrazione” e all'essere messi da parte, ma molti di loro sono i primi a scoraggiare i loro figli dallo studio, per timore che si possano occidentalizzare. Migliaia di famiglie in Scandinavia mandano i loro figli alle scuole coraniche in Pakistan per evitare che “diventino come gli infedeli”. Quando l'organizzazione per i diritti umani norvegese ha criticato la pratica[24], i pakistani in Norvegia hanno avuto il coraggio di chiedere la fondazione di una scuola coranica in Norvegia, pagata dallo stato norvegese[25]. E' probabile che la riceveranno.



Secondo il giornale danese Copenhagen Post, quando le scuole riaprono dopo le vacanze estive, non tutti gli studenti tornano. Alcune scuole notano un tasso di abbandono scolastico di uno su cinque[26]. Il quotidiano Berlingske Tidende riporta che molti bambini non tornano a scuola dopo aver passato le vacanze estive nei loro paesi natali: “Quando gli studenti mancano l'inizio dell'anno scolastico, ne soffrono dal punto di vista scolastico e dal punto di vista dell'integrazione”, riporta il ministro dell'integrazione Rikke Hvilshøj. Secondo lei ci vuole un comitato che spieghi ai genitori che mandare i propri figli a scuola fin dal primo giorno sia importante: “Questi bambini hanno problemi nel seguire le lezioni e nell'integrarsi. Mancare i primi giorni di scuola non li aiuta per niente. Dobbiamo fare capire ai genitori che se i loro figli vogliono vivere in Danimarca, allora devono darsi da fare con la scuola”. La giornalista Rushy Rahsid ricorda di avere passato lunghe vacanze in Pakistan con i suoi genitori quando era bambina: “Le famiglie fanno questi viaggi così lunghi proprio per dare una dose di religione, cultura, tradizioni e valori familiari ai loro figli. Il viaggio è costoso, quindi ne approfittano per fargli conoscere tutta la famiglia”

Anche quando si riesce a fare frequentare la scuola ai figli, la situazione non migliora molto. Le scuole di Copenhagen sono luoghi ostili, dove gli studenti rischiano pestaggi, violenze[27], rapine e minacce, spesso perpetrate da bambini della loro stessa età. Alcune scuole, come le medie di Malmoe, in Svezia, hanno tali problemi di violenza da essere costrette ad installare telecamere e ad assumere vigilanti. Il consigliere comunale Matz Nilsson ha dichiarato che nelle scuole di Malmoe, città che ospita alcuni dei ghetti peggiori della Scandinavia, le violenze sono diventate un problema comune.

Nella primavera del 2006, c'è stato bisogno di un intervento della polizia in una scuola di Berlino [29] dato che gli insegnanti non riuscivano più a gestire l'aggressività e le violenze degli studenti. Un ex insegnante ha dichiarato al giornale Tagesspiegel che gli studenti di origine araba [30] picchiavano i turchi, i tedeschi e tutti quelli che non fossero arabi. Petra Eggebrecht, ex preside della scuola di Rütli ha dichiarato: “per loro la scuola è solo un posto dove combattere per farsi rispettare, dove si prendono i delinquenti come modelli da imitare”. In quei luoghi i giovani sono a rischio di essere reclutati da organizzazioni estremiste. Fuori dalla scuola di Rütli gli studenti salutano i visitatori in arabo.

Quando i giornalisti sono andati a visitare la scuola[31] sono stati presi a sassate dagli studenti, mentre il sindaco assisteva impotente. Un altro problema per le scuole tedesche è che gli studenti di origine araba rifiutano di ubbidire alle insegnanti. Gli studenti della scuola media di Ruetli non hanno avuto problemi ad ammetterlo: “Gli studenti tedeschi ci leccano il culo, ci danno i soldi e ci servono perchè altrimenti gli spacchiamo la faccia.” Ci sono anche conflitti tra studenti arabi e turchi, che riflettono le battaglie delle bande giovanili per le vie della città. I giovani immigrati non si integrano e non parlano tedesco, nemmeno quelli di seconda e terza generazione. Tra loro l'abbandono scolastico è elevatissimo, cosa che li condanna alla disoccupazione. Le famiglie di tedeschi si stanno trasferendo in massa dai distretti pieni di immigrati come Neukoelln.

L'immigrazione maomettana ha portato anche a un aumento del crimine. Fin dal 2002 Lars Hedegaard e il Dr. Daniel Pipes[32] dichiaravano che gli immigranti dal terzo mondo, molti dei quali provenienti da Turchia, Somalia, Pakistan, Libano e Iraq – erano meno del 5 per cento della popolazione ma consumavano fino al 40 per cento del welfare. Inoltre, i maomettani erano il 4 per cento della popolazione danese, ma erano la grande maggioranza tra i condannati per violenza carnale, in quasi tutti i casi perpetrata verso donne non maomettane. Tale sproporzione era comune anche tra gli altri crimini violenti.

Nel 2005 è stato riportato che l'82 per cento[33] dei crimini perpetrati a Copenhagen erano stati commessi da immigranti di prima e seconda generazione, e che la polizia perseguiva cinque crimini commessi da immigranti per ogni crimine commesso da un danese[34]. I buttafuori nei club di Copenhagen sono costretti a girare armati per difendersi dalle aggressioni delle bande di immigranti[35], che in certi casi sono andati a cercarli fino a casa. Le bande di immigranti sono violente e pericolose, molto più delle bande di bikers[36] come gli Hell's Angels e i Bandidos. Un ricercatore norvegese ha avvertito che le bande di stranieri potrebbero dare vita a un'ondata di crimine organizzato mai visto prima in Scandinavia[37]. Arne Johannessen[38], della polizia norvegese, avvertiva fin dal 2003 che il costo del crimine è raddoppiato durante gli ultimi dieci anni, in buona parte per via degli immigranti.

La Svezia ha visto un incremento del crimine e della violenza[39] durante l'ultima ondata di immigrazione. Ovviamente, i politici svedesi non hanno fatto il collegamento. In uno dei pochi casi in cui un giornale svedese ha detto la verità, lo Aftonbladet ha rivelato che 9 tra i dieci gruppi criminali più attivi in Svezia sono maomettani, [40] cosa riportata anche in altri paesi come la Francia, dove i maomettani sono il 10 per cento della popolazione, ma il 70 per cento della popolazione carceraria.

Non che le prigioni europee facciano tanta paura agli immigranti. Ci sono state controversie per le condizioni di una prigione in cui sono detenuti alcuni tra i criminali più pericolosi di tutta l'Olanda[41]. Sono state pubblicate immagini di prigionieri tatuati che si godevano feste a base di birra, causando grande imbarazzo per le autorità carcerarie. Un carcerato presso la prigione di Esserheem, condannato a 14 anni per omicidio, ha dichiarato: “Abbiamo un bar e facciamo una festa ogni fine settimana. Abbiamo cibo pronto, gelati, birra, carte, biliardo e musica. Se il tempo è bello giochiamo a tennis.” Un altro detenuto ha fatto i complimenti per il cibo e ha detto di potersi godere cibo di tutti i tipi, anche sushi e sake. Nei Paesi Bassi[42] la tipica scusa dei multiculturalisti di sinistra e dei ricchi conservatori, ossia che gli immigranti lavorano, portano risorse alla popolazione e fanno ricambio generazionale, è completamente falsa. Non ci sono stati benefici economici dovuti all'ingresso di grandi quantità di gente senza scolarizzazione. Secondo Paul Scheffer, critico del multiculturalismo e insegnante di sociologia urbana all'università di Amsterdam, circa il 60 per cento degli immigranti turchi e marocchini sono disoccupati.


Andrew Bostom, editore di “The Legacy of Jihad”, cita le osservazioni del Dr. Muqtedar Khan, un maomettano moderato americano al ritorno dal Belgio[43]. Persino Khan ammetteva che lo stato belga fosse troppo generoso verso i maomettani: “L'assegno di disoccupazione è circa il 70-80 per cento del salario medio. Uno che è sposato e con figli ci può vivere tranquillamente e arrivare a comprarsi casa.” Lo scrittore americano Bruce Bawer, ora residente in Norvegia, scrive nel suo libro “While Europe Slept” che gli imam di Oslo predicano che i maomettani devono approfittare del welfare e rubare dai negozi, come forma di Jizya da parte degli infedeli. Bostom si chiede: “Questo atteggiamento, qualunque ne sia l'origine ci fa porre una domanda: come mai l'occidente continua a sopportare il bigottismo dei maomettani che arrivano al punto da negare l'ingresso alla Mecca e alla Medina agli infedeli, mentre i maomettani hanno la possibilità di essere ospitati generosamente in Europa e in America?”

Intanto, alcuni maomettani sono coinvolti direttamente o indirettamente nelle attività jihadiste. Il Mullah Krekar è stato condannato per terrorismo in Giordania[44], è stato sospettato di legami con i terroristi di Madrid[45], ed è stato accusato dalla CIA di avere ordinato attacchi esplosivi [46] in Iraq. Nonostante tutto, è vissuto per anni a Oslo, dove riceveva i sussidi e veniva trasportato gratis dai tassisti maomettani che lo apprezzano per la sua devozione. Krekar ha minacciato il paese che lo ha ospitato e mantenuto [47] insieme alla sua famiglia per 14 anni, continua a lottare contro la sua estradizione in Iraq, e definisce tale ordine “un'offesa da punire. Io difendo i miei diritti in corte come un occidentale. Sono paziente come loro. Ma se la mia pazienza cede, reagisco come un orientale.” Quando gli è stato chiesto come reagiscono gli orientali, Krekar si è rifiutato di commentare. Finora, Krekar ha difeso il terrorista Osama bin Laden e il leader iracheno di al-Qaida leader Abu Musab al-Zarqawi[48].

In Gran Bretagna, la polizia ha investigato il fatto che i quattro attentatori di Londra [49] del Luglio 2005 abbiano ricevuto mezzo milione di sterline in sussidi statali, usando varie identità false. Uno di loro, Mr Ibrahim, aveva sei identità false. Gli altri avevano varie identità false, con nazionalità, età e codici fiscali differenti. Gli investigatori ritengono che le loro identità fasulle siano servite a chiedere benefits sotto falso nome. Due di loro avevano ottenuto lo stato di rifugiati usando passaporti e nazionalità false. Mr Ibrahim, l'attentatore del bus di Hackney, aveva usato due date di nascita, sei nomi falsi, due codici fiscali e due residenze. Mr Osman aveva cinque nomi falsi, alcuni eritrei e altri somali, usando quattro indirizzi differenti nella parte a sudovest di Londra. Mr Omar, collegato ad un attentato su un treno della metro vicino a Warren Street, aveva cinque identità.

Il giornale London Times[50] riportava la paura che la Gran Bretagna stesse: “andando verso l'apartheid senza rendersene conto”, data la segregazione razziale sempre più pronunciata. Il giornale teneva conto delle situazioni di difficoltà economica e sociale dei quattro attentatori suicidi del 7 Luglio, senza tenere conto delle numerose incitazioni alla violenza del Corano e delle Hadith. Il London Times parlava dei problemi economici dei maomettani in UK, del loro tasso di abbandono scolastico e del tasso di disoccupazione, riportando che metà dei maomettani sono economicamente inattivi e che il loro tasso di disoccupazione è tre volte quello degli altri gruppi religiosi.

DP111, un commentatore britannico di siti come Jihad Watch, Little Green Footballs e del blog di Fjordman, scriveva che le famiglie maomettane sono molto grandi e che un solo stipendio non basta mai. Per loro è normale affidarsi ai benefits statali, al punto che circa l'80 per cento dei maomettani riceve soldi dallo stato: “Buona parte dei soldi donati ai maomettani dal contribuente inglese finiscono per finanziare la Jihad. Ciò avviene in tutti gli stati europei con una grossa popolazione maomettana (…) Siamo ridicoli: stiamo nutrendo e coccolando un popolo che ci odia e ci vuole morti. I maomettani non vogliono altro che rubare e saccheggiare quello che gli altri hanno guadagnato. Nel passato, lo facevano tramite conquiste e razzie. Ora, lo fanno tramite invasione, accattonaggio e crimine. Nel frattempo, l'occidente sta concedendo grossi prestiti alle nazioni maomettane, ben sapendo che non pagheranno mai. Dal punto di vista economico, i maomettani vivono di furto, prestito ed elemosina (...) Come mai l'occidente, che non ha mai amato farsi rapinare, ha deciso di finanziare un popolo nullafacente, aggressivo e deciso a distruggerlo? Cosa è successo alla civiltà più avanzata del pianeta? Si è rimbecillita?”

DP111 ricordava che il costo dell'immigrazione selvaggia è più alto del semplice welfare: “Bisogna tenere conto anche della mancanza di sicurezza dei mercati, della perdita di nuovi investimenti, della paura di volare e del fastidio verso le misure di sicurezza necessarie. Inoltre, anche del costo delle assicurazioni su tutte le attività.” Tutto ciò ci rende meno competitivi verso i paesi che non hanno una presenza maomettana sul territorio, come il Giappone, la Corea e Taiwan. Stiamo parlando di milioni di dollari all'anno per ogni maomettano sul territorio. Come se non bastasse, gli diamo enormi quantità di soldi come aiuti umanitari, mentre noi dobbiamo vivere nel terrore e avere le nostre libertà sospese o eliminate.

L'ex maomettano Ali Sina[51] afferma che persino negli USA, che hanno una popolazione maomettana più piccola e meno sicurezza sociale, i maomettani sono una perdita economica enorme: “Dato che ci sono circa 2 milioni di maomettani in America e dato che ci sono terroristi tra loro, gli americani sono costretti a spendere centinaia di miliardi di dollari per la sicurezza nazionale. Non conosco il costo esatto, ma lo posso stimare in 200 miliardi di dollari all'anno. Ogni maomettano finisce per costare al contribuente centomila dollari all'anno. Questo è il cosiddetto contributo dei maomettani all'economia americana, signor Presidente. Una volta aggiunti i costi degli attentati terroristici, il costo è ancora maggiore, e stiamo parlando solo dei costi monetari. Si possono quantificare le sofferenze delle famiglie delle vittime del terrorismo? Questa situazione è la stessa in tutti i posti dove i governi sono stati costretti a spendere soldi per la sicurezza nazionale”

Nel suo libro “Eurabia - The Euro-Arab Axis” la Bat Ye'or descrive il processo di trasformazione dell'Europa moderna come il risultato di una politica pianificata. Durante un'intervista con il giornale israelita Haaretz[52], la Bat Ye'or esprime il timore che l'Europa diventerà sempre più islamizzata, fino a diventare un satellite del mondo maomettano: “I governanti europei hanno deciso un'alleanza col mondo arabo, con cui hanno accettato l'atteggiamento maomettano verso Israele e gli USA. Ciò non vale solo per la politica estera, ma anche riguardo alle politiche interne come immigrazione, integrazione e il ruolo dell'islam in Europa”

Durante gli anni 60 l'ex primo ministro francese Charles de Gaulle, irritato dalle perdite delle colonie francesi in Africa e in Medio Oriente, oltre che dalla perdita di potere internazionale da parte della Francia, decise di creare un'alleanza strategica col mondo arabo contro le influenze americane e russe. Questa alleanza divenne la base della politica della Comunità Europea (l'antenato dell'UE) degli anni '70, durante il dialogo Euro Arabo. Questa alleanza richiedeva l'immigrazione di milioni di maomettani in Europa, l'adozione di una politica anti americana e anti israelita, e trasformerà l'Europa in un continente sotto il dominio dell'Arabia Saudita.

Come dice la Bat Ye'or, buona parte delle azioni dell'Eurabia sono nascoste al pubblico, ma a volte se ne possono vedere gli effetti. Il primo ministro Romano Prodi, presidente della Commissione Europea (il Politburo dell'UE) dal 1999 al 2004, voleva più cooperazione con i paesi arabi. Prodi parlava di una zona di libero scambio col mondo arabo, espandendo anche a loro le quattro libertà dell'UE, tra cui la libera circolazione degli individui. Questo è stato detto chiaramente in un documento del 2003[53], ma non è menzionato quasi mai nei media europei, soprattutto non nelle sue conseguenze. Durante la sesta conferenza ministeriale Euro-Med a Bruxelles, si affermava che questa iniziativa avrebbe offerto “un'integrazione graduale coi mercati interni europei e la possibilità di raggiungere le quattro libertà fondamentali europee, ossia libertà di movimento di beni, servizi, capitali e individui.” I ministri avevano il dovere di aiutare la Commissione Europea ad organizzare una fondazione Euro-Mediterraneana per il dialogo tra le culture, un'assemblea parlamentare Euro-Mediterraneana e una banca europea.

Nel giugno 2006, dopo che la sua coalizione di sinistra aveva annunciato che avrebbe reso più facile l'immigrazione dai paesi maomettani all'Italia, il primo ministro Romano Prodi ha dichiarato che: “E' il momento di guardare al sud e rilanciare una nuova politica di cooperazione [54] mediterranea.” Prodi stava pensando al partenariato Euro Mediterraneo, lanciato a Barcellona nel 1994. Il primo ministro ha spiegato che il Processo di Barcellona, che includeva la creazione di una zona di libero scambio nel 2010, non era più sufficiente e che serviva un nuovo approccio, dichiarando che “I paesi della sponda meridionale del mediterraneo si aspettano questo da noi”.

L'immigrazione dei maomettani ha un costo enorme e sta devastando l'Europa. Nel frattempo, i burocrati dell'UE stanno facendo di tutto per importare altri maomettani in Europa, dato che i loro padroni sauditi glielo hanno ordinato. Grazie per averci avvisato, Romano Prodi: grazie a te abbiamo capito che l'UE deve essere distrutta [55] e che gli eurocrati sono una casta di traditori corrotti che deve essere spazzata via.

Fonti:


http://59.911.10.738subf36:EMlpoga918318646547НЖ




domenica 11 ottobre 2015

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.27 Immigrazione uguale zero benefici per l'economia

2.27 Immigrazione uguale zero benefici per l'economia


Autori: Philip Johnston e Robert Winnett

Un inchiesta della corte dei conti inglese ha dichiarato che dieci anni di immigrazione incontrollata in UK non hanno portato alcun beneficio per l'economia.

Un comitato della corte dei conti inglese ha sbugiardato la dichiarazione del governo che quantifica i contributi economici degli immigranti in sei miliardi di sterline all'anno. Il problema è che tale contributo deve essere bilanciato con il carico sulla spesa pubblica dei servizi locali come sanità ed educazione, cosa che porta a zero i benefici economici per la popolazione.

Il rapporto dichiara che “La nostra conclusione generale è che i benefici economici netti dell'immigrazione sono trascurabili e vicini a zero, soprattutto nel lungo termine”. Tale dichiarazione distrugge l'argomentazione principale dei sostenitori dell'immigrazione, la più grande mai avvenuta nella storia del paese. Il comitato, che include due ex cancellieri e diversi membri del Parlamento, è il primo che cerca di fare un bilancio tra i costi e i benefici dell'immigrazione incontrollata.

La popolazione inglese ha avuto un incremento annuale di 190.000 persone, molti dei quali immigranti. I lavoratori stranieri sono il 12.5 per cento della forza lavoro, mentre dieci anni fa erano il 7.4 per cento. Secondo alcuni, i laburisti hanno perso il controllo delle frontiere, concedendo troppi permessi per lavoro e aprendo le frontiere al mercato del lavoro dell'Est Europa. I ministri rispondono che senza l'immigrazione di massa non ci sarebbe stata crescita economica: secondo un rapporto di Whitehall, la crescita economica degli ultimi cinque anni è stata il 2.7 per cento, e l'immigrazione ha contribuito al 20 per cento di ciò. Secondo il governo, ciò equivale a sei miliardi di sterline all'anno, settecentomila al giorno, tutte prodotte dai lavoratori stranieri.

La corte dei conti inglese, invece, riporta che il governo avrebbe dovuto fare i conti con l'impatto dell'immigrazione sui cittadini, non sull'economia in generale. David Coleman, professore di demografia all'università di Oxford, scrive che il governo non ha tenuto conto dei costi sociali: crimine, problemi culturali, spese sanitarie, malattie importate dall'estero come la tubercolosi.

Secondo Richard Pearson, insegnante al centro per gli studi sull'immigrazione dell'università del Sussex: “Anche se gli immigranti hanno aiutato a risolvere il problema della carenza di lavoratori, hanno anche occupato molti posti a bassa specializzazione, spesso con paghe estremamente basse. I migranti hanno preso il posto dei lavoratori locali, scoraggiando i datori di lavoro dall'assumere lavoratori locali per posti a bassa specializzazione.


Commento:

http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2008/03/29/nimm129.xml

Basterebbe tenere conto dell'aumento del tasso di criminalità per cancellare i benefici economici dell'immigrazione. Ci sono migliaia di europei che sarebbero vivi se non fosse per i crimini degli immigrati. Ci sono decine di migliaia di europei che soffrono per i crimini degli immigrati. Milioni di europei ne soffriranno nei prossimi anni, dato che l'immigrazione non è un disastro che si possa risolvere in un giorno.

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L'immigrazione selvaggia ha creato una base di votanti per il futuro. Negli USA, i Repubblicani favoriscono l'immigrazione perchè fa comodo alle corporazioni, ma i Democratici la favoriscono perchè vogliono i voti degli immigranti. I primi vogliono gli immigranti perchè sono avidi, i secondi perchè vogliono il potere.

Fonti:

http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/1583218/Migration-has-brought-zero-economic-benefit.html


2083 Una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.26 I magnati e il loro ruolo nell'immigrazione

2.26 I magnati e il loro ruolo nell'immigrazione


Autore: John Laughland



La corte dei conti inglese ha dichiarato [1] che i vantaggi economici dell'immigrazione sono trascurabili e che l'immigrazione andrebbe fermata. Questo rapporto va contro l'idea del governo che vede l'immigrazione come un bene per l'economia e per la produzione.

La corte dei conti ha dichiarato che anche se l'economia cresce con l'immigrazione, ciò non vuol dire che ci sia un aumento della prosperità. Il reddito medio pro capite rimane lo stesso, ossia l'economia cresce solo perché c'è più gente. I benefici economici dell'immigrazione incontrollata sono nulli.

Invece, i costi sociali sono molto alti, il primo di tutti l'aumento del costo degli alloggi[2]. Secondo il rapporto, nel 2031 acquistare una casa costerà 10.5 volte il reddito annuale medio. Otto anni fa, il costo era di 4 volte, oggi è 6.5 volte.

L'aumento del costo degli alloggi causa un enorme danno sociale ed economico, anche se tanti padroni di casa inglesi sono convinti di essersi arricchiti dato che le loro case sono aumentate di prezzo in modo assurdo. Quando il costo degli alloggi sale l'intera economia ne soffre, dato che tutte le attività commerciali hanno bisogno di immobili da cui operare. Anche le famiglie ne soffrono, dato che molti rinunciano ad avere figli se non possono permettersi una casa con un'altra stanza da letto.

Il rapporto della corte dei conti è una grande rivincita per Sir Andrew Green, segretario di Migration Watch[3], una persona che ho avuto l'onore di conoscere personalmente. Quando il New Labour è arrivato al potere, Sir Andrew Green, ex ambasciatore in Arabia Saudita, è riuscito a parlare di immigrazione senza apparire minimamente razzista, anzi ha conquistato tutti con i suoi toni pacati e le sue statistiche [4]. Alla fine, il rapporto ha dato ragione a quello che lui diceva da anni.

Come mai ci sono stati così tanti a favore dell'immigrazione? La risposta è uno dei fatti più disgustosi della politica moderna, un fatto di cui nemmeno un esperto come Sir Andrew Green ha tenuto conto: l'alleanza tra i grandi capitalisti e la nuova sinistra.

Tale alleanza è nata sotto Tony Blair, noto per la sua ammirazione sfrenata verso i ricchi, ma è andata avanti durante i governi laburisti. Peter Hain, ex attivista contro l'apartheid, un progressista come pochi, si è dovuto dimettere a Febbraio [5] per avere accettato centomila sterline da un magnate farmaceutico, la cui compagnia è sotto indagine per la più grande truffa mai commessa nel Regno Unito.

L'alleanza tra i magnati e la sinistra non è basata solo sull'avidità dei politici o sul desiderio di potere dei magnati, ma anche sull'ideologia. I magnati amano l'immigrazione selvaggia perché gli permette di tenere bassi gli stipendi, ma anche perché sono a favore del multiculturalismo.

L'etica no global è contro il nazionalismo. Le multinazionali, come il lavoratore di Marx, sono “senza patria”. Il dirigente corporativo si sente a casa quando è in aeroporto o in un hotel, non quando è al pub. Per lui, il fatto che uno stato voglia proteggere i propri cittadini è una bestemmia: in caso, sarà disposto a trasferirsi verso un altro paese dove si pagano meno tasse. Insomma, le multinazionali sono le entità più cosmopolite del mondo e i migliori clienti del multiculturalismo e della fine dello stato nazionale.

Le corporazioni amano gli immigrati, dato che lavorano per molto meno e non si iscrivono al sindacato. Alle corporazioni non interessa se gli immigranti non pagano le tasse, se commettono crimini o se pesano in modo sproporzionato sulle scuole o sugli ospedali: sarà lo stato a pagare. Le corporazioni se ne fregano se c'è inflazione o crisi degli alloggi, dato che il loro interesse è il bilancio a fine anno, non i problemi sociali di qua a vent'anni. Il credo della corporazione è “privatizzare i profitti, socializzare le perdite”, ossia aumentare al massimo i loro guadagni e scaricare le perdite sul contribuente e sulla società in generale.

Come ha spiegato Pat Buchanan in “The Death of the West”, la storia economica dimostra che i periodi di immigrazione non coincidono con i periodi di crescita economica. Il Giappone ha avuto una crescita spettacolare dal 1955 al 1993, con zero immigrazione. I periodi di crescita economica negli USA erano periodi di bassa immigrazione, mentre ai periodi di grande immigrazione corrispondeva la stagnazione economica.

Fin dai tempi della Thatcher, l'etica politica britannica è stata a favore delle corporazioni. Lo slogan più gettonato è “free trade”, ma non è la stessa cosa. Ovviamente, negli anni '80 è stato necessario liberare l'economia dai sindacati che la facevano da padrone, ma nel frattempo i Tories hanno smesso di pensare e hanno preso il “free trade” come Vangelo. Ormai, il solo suggerire che si dovrebbe dare una regolata alle corporazioni significa vedersi dare del reazionario e del Luddita da tutti.

L'UK e molti altri stati europei sono nelle mani delle corporazioni così com'erano nelle mani dei laburisti solo una generazione fa. Speriamo che l'evidente fallimento dell'immigrazione faccia capire agli stati che si sono spinti troppo avanti e che bisogna tornare verso le vecchie politiche.

Fonti:

http://www.brusselsjournal.com/node/3144

1. http://www.publications.parliament.uk/pa/ld200708/ldselect/ldeconaf/82/8202.htm
2. http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2008/04/01/nmigrants201.xml
3. http://www.migrationwatch.org/
4. http://www.dailymail.co.uk/pages/live/articles/news/news.html?in_article_id=552449&in_page_id=1770
5. http://www.monbiot.com/archives/2008/02/05/death-of-the-noble-idea/