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martedì 5 gennaio 2016

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.34 I convertiti nel mondo musulmano


2.34 I convertiti nel mondo musulmano


In tutto il mondo maomettano i mussulmani che si convertono a un'altra religione vengono uccisi, dato che tutte le autorità religiose affermano che gli apostati si meritano la morte. Muhammad stesso aveva dato quest'ordine: “Chiunque lasci la religione islamica dovrà essere ucciso.” Questa è la posizione ufficiale di tutte le scuole di giurisprudenza islamica, anche se alcuni sono in disaccordo se tale legge si applichi anche alle donne o meno.

L'università di Al-Azhar del Cairo, l'istituzione più influente e prestigiosa del mondo islamico, dichiara in un manuale legale diretto a tutti i Sunniti che: “se una persona adulta nel pieno delle sue facoltà mentali commette apostasia e rifiuta l'Islam, allora si merita la morte.” In teoria, il compito di uccidere l'apostata è riservato al capo della comunità, ma in pratica qualunque maomettano può uccidere un apostata senza dover pagare indennizzi e senza dovere fare atti di espiazione (altrimenti richiesti dalla legge islamica in caso di omicidio). Questa eccezione è dovuta al fatto che “uccidere un apostata significa uccidere qualcuno che si merita di morire.”

IslamOnline, un sito gestito da un gruppo di studiosi islamici guidati dallo sceicco Yusuf al-Qaradawi, spiega che “Se una persona adulta e mentalmente sana commette apostasia, deve essere punita. In questo caso il califfo o un suo rappresentate deve chiedergli di pentirsi e tornare all'Islam. Se accetta non ci saranno punizioni, ma se rifiuta deve essere ucciso immediatamente. Se qualcuno uccide l'apostata senza consultare il califfo deve essere rimproverato per averne usurpato i compiti, ma non dovrà pagare indennizzi e non dovrà essere punito per l'omicidio.” – in parole povere, nessuna punizione per l'assassino.

C'è un afgano di nome Abdul Rahman che conosce bene questa legge, dato che è stato arrestato nel Febbraio del 2006 per aver abiurato. Secondo la costituzione afgana “nessuna legge può andare contro le credenze e i comandamenti della religione islamica.”Nonostante la situazione sia  chiara, gli studiosi occidentali hanno problemi a capire cosa sia successo. Un “esperto di diritti umani” citato dal Times di Londra dà un esempio della confusione tra gli esperti occidentali: “La costituzione afgana dichiara che l'Islam è la religione ufficiale dell'Afghanistan, ma menziona anche la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui articolo 18 proibisce espressamente questo tipo di condanne. Ciò è un problema per la giurisprudenza locale.”

In realtà non ci sono contraddizioni, dato che la costituzione afgana dichiara il suo rispetto per la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ma dichiara anche che nessuna legge può contraddire la legge islamica: “La religione di Stato della repubblica islamica dell'Afghanistan è la religione islamica. I seguaci di altre religioni sono liberi di esercitare la loro fede e di seguire i loro rituali, ma solo nei limiti della legge”

La pena di morte per apostasia è fondamentale nella mentalità islamica, al punto che gli stessi familiari di Abdul Rahman sono andati a denunciarlo quando ha abiurato, sapendo che la polizia avrebbe preso sul serio la denuncia.

Grazie alle pressioni della comunità internazionale Abdul Rahman è stato portato di nascosto in Italia. Il suo caso non è l'unico. 

Fonti:


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