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mercoledì 6 gennaio 2016

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.35 Un esempio di Jihad in Egitto

2.35 Un esempio di Jihad in Egitto

Autore: Andrew G. Bostom

Il sito www.shareeah.org gestito dallo sceicco fondamentalista Abu Hamza ha ospitato un video in cui tre giovani fingevano di decapitare un quarto[1]. Tale video ha causato il disgusto del pubblico, anche se il pubblico si sarebbe dovuto disgustare per la propaganda fondamentalista diretta ai bambini egiziani, cosa molto più dannosa nel lungo periodo[2]. Eccone alcuni esempi:


"Studio sulla tradizione e sulla morale in teologia, prima media (2001) pagine 291-92

...Questa nobile Sura del Corano [Sura Muhammad, la 47]... tratta di molti argomenti, tra cui questo è il più importante: "Incoraggiare i fedeli alla pratica della Jihad contro gli infedeli, a prenderli prigionieri, infrangere il loro potere, umiliare i loro spiriti. Nelle Sue stesse parole: "Quando [in combattimento] incontrate i miscredenti, colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati, poi legateli strettamente. In seguito liberateli graziosamente o in cambio di un riscatto, finché la guerra non abbia fine."

"Commento alle Sure Muhammad, Al-Fath, Al-Hujurat e Qaf, prima media, (2002) pagina 9
Quando li incontrerete per combatterli, non fatevi fermare dalla pietà ma colpiteli al collo con forza. Colpire al collo significa colpire per combattere, dato che spesso si vuole decapitare per uccidere. Quindi, si dice "colpire al collo" per uccidere, anche se il colpo arriva da un'altra parte. Questa espressione contiene una crudezza particolare, dato che vuole indicare il modo più brutto possibile per uccidere, ossia mozzare la testa tagliando via il collo.

Anche se queste descrizioni sono ripugnanti alle nostre orecchie, particolarmente quando sono rivolte ai bambini, solo solo interpretazioni classiche delle regole belliche per la Jihad basate su un millennio di teologia e giurisprudenza musulmana[3]. Il contesto di questi insegnamenti è chiaro:

i testi scolastici egiziani mostrano la Jihad come una guerra, come uno scontro armato. La Jihad è una lotta contro gli infedeli, nemici di Dio, una lotta contro i nemici della patria, una guerra per rinforzare gli stati musulmani nel mondo. In tutti questi casi, la Jihad viene incoraggiata e quelli che si rifiutano di parteciparvi vengono disprezzati"

L'abitudine ignobile di indottrinare i bambini egiziani non è una novità. Dopo vari anni di residenza al Cairo e a Luxor (dal 1825 al 1828, poi dal 1833 al 1835) lo studioso E. W. Lane scrisse che:


"Ho informazioni credibili sul fatto che i bambini egiziani vengono indottrinati al maledire le persone e le proprietà dei cristiani, degli ebrei e di tutti coloro che non credono nella religione di Mohammad”[4].


Lane tradusse una preghiera araba recitata giornalmente dai bambini nelle scuole:


"Cerco rifugio in Dio da Satana il maledetto. Nel nome di Allah, il compassionevole, il misericordioso. Oh Dio, aiuta l'Islam ed esalta le parole della verità e la fede con la protezione del Tuo servo e del figlio del Tuo servo, il Sultano dei due continenti (Europa e Asia) e il Khakan (monarca) dei due mari (Mediterraneo e Mar Nero), il Sultano, figlio del Sultano (Mahmood) Khan. Oh, Dio, aiutalo e aiuta il suo esercito e tutte le forze dei musulmani: Oh Signore delle creature del mondo intero. Oh Dio, distruggi gli infedeli e i politeisti, tuoi nemici e nemici della Tua religione. Oh Dio, rendi orfani i loro figli, profana le loro abitazioni, ostacola il loro passo, rendi loro e le loro famiglie, le loro proprietà, le loro donne, le loro terre e tutto quello che hanno ai musulmani: Oh Signore delle creature del mondo intero." [5]


Un secolo dopo, nel 1949, l'islamista S.D. Goitein dichiarava, parlando di tutto il mondo islamico ma in particolare dell Egitto:


Il fanatismo islamico viene incoraggiato apertamente. Gli scrittori fanno a gara a chi esalta di più gli eroi e le virtù dell'Islam. Il "New East", un mensile che si vanta di essere l'organo ufficiale della gioventù accademica orientale, dichiara che:

Dobbiamo combattere fanaticamente per la nostra religione. Dobbiamo volerci bene a vicenda e onorarci a vicenda come musulmani; dobbiamo preferire i nostri fratelli musulmani a tutti gli altri e non dare mai amicizia agli infedeli, perchè da ciò non può venire altro che male[6].


Dieci anni dopo, nel 1958, il professore di origine libanese Antoine Fattal, forse il più grande studioso delle condizioni giuridiche dei non mussulmani sotto la Shari'a, dichiarava che:

"Non è possibile alcuna relazione sociale o alcuna amicizia tra i musulmani e i dhimmi... Ancora oggi, le scuole islamiche insegnano la pratica della Jihad. Le università di Al-Azhar, Nagaf e Zaitoune insegnano che la guerra santa è un obbligo legale, da continuare fino alla fine del mondo."


Purtroppo, quasi cinquanta anni dopo le osservazioni di Fattal le scuole islamiche continuano a indottrinare i giovani all'odio sacro della Jihad. Noi occidentali dobbiamo costringere i nostri leader politici e religiosi a imporre la cessazione di questo indottrinamento, pena pesanti sanzioni economiche.


Fonti:


1. Muslim kids stage mock beheading http://www.wnd.com/news/article.asp?ARTICLE_ID=39145
2. Jews, Christians, War and Peace in Egyptian School Textbooks
3. Bostom, Andrew. Treatment of POWs. FrontPageMagazine.com, March 28, 2003.
http://www.frontpagemag.com/Articles/ReadArticle.asp?ID=6929 Bostom, Andrew. The Sacred Muslim Practice of Beheading. FrontPage Magazine.com, May 13, 2004.
4. Lane, E.W. An Account of the Manners and Customs of the Modern Egyptians, New York, 1973, p. 276.
5. Lane, E.W. Modern Egyptians, p. 575.
6. Goitein, S.D. Commentary, January 1949, "Cross-Currents in Arab National Feeling", p. 161.
7. Fattal, Antoine. Let Statut Legal de Musulmans en Pays' d'Islam, Beirut, 1958; pp. 369, 372

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