Emigrante

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venerdì 8 aprile 2016

Life in modern England part 16 - Lavorare in UK: il glass ceiling

Cari mongolini della mamma, oggi parleremo del lavoro e della vita in UK, in particolare del concetto di "glass ceiling".

Ma cosa minchia è il "glass ceiling"?


"glass ceiling", letteralmente "soffitto di vetro" è un concetto importante per chi lavora in un paese straniero. Esiste un limite invisibile che è come un soffitto di vetro perfettamente trasparente: se stai sotto non lo vedi e ti sembra di potere arrivare dove vuoi. Il problema è quando cominci a salire troppo in altro, perchè darai una testata spaventosa e ti renderai conto di non potere salire più di tanto.


Per capire questo concetto, dobbiamo prima renderci conto di una cosa importante: in generale, qui in UK noi italiani siamo i negri:

L'italiano a Londra crede di essere così

Ma di solito è così

Gli inglesi ci vedono così

Qui in UK gli italiani prosperano perché fanno i lavori che nessuno vuole fare: lavare i piatti in nero alla pizzeria di Giggino ò camorrista, servire allo Starbucks, stare 9 ore in piedi in catena di montaggio, saldare travi, guidare il muletto, collegare cavi elettrici, smontare motori, insomma fare tutti i lavori di merda che un inglese non farebbe neanche sotto tortura. Se gli offri una merda di lavoro minimum wage (paga minima sindacale, 6.7 sterline orarie), l'inglese ti manda a fanculo, se ne va sotto benefits e nel frattempo spaccia, si prostituisce o fa lavoretti in nero. Alla fine, perchè farsi il culo otto ore al giorno, se puoi prendere la stessa cifra tra benefits e un panetto di superskank da spacciare?

Gli immigranti di solito non hanno accesso ai benefits dei locali e quindi si accollano questi lavori. Nel frattempo, i datori di lavoro british sono felici e contenti dato che non devono avere a che fare con i sottoproletari inglesi e che possono sottopagare operai che in linea di massima lavorano e che sono felici di lavorare, dato che le condizioni di vita sono migliori di quelle dei loro paesi. Inoltre, l'immigrato non vota, non si interessa di politica, non si iscrive al sindacato e non pretende condizioni di vita pari a quelle del locale. Meglio di così si muore!

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Intermezzo - le condizioni di vita in UK


Diciamolo, l'UK non è il paradiso, ma le condizioni di vita sono incomparabili rispetto a quelle italiane. Le città sono molto più pulite e sicure, la vita costa abbastanza poco, i servizi pubblici non sono perfetti ma bene o male funzionano, il servizio sanitario è incredibilmente pulito ed efficiente, in generale si sta bene. Se stai tra i tuoi pari e non inizi a farti strane idee la vita in UK ti sembrerà meravigliosa. Il problema sarà dopo qualche anno, quando inizierai a dimenticarti il merdaio da cui sei venuto e comincerai a pensare a farti una vita stabile o a fare concorrenza ai locali. 

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Allora, finchè l'immigrato fa i lavori da immigrato e non fa concorrenza ai locali sono tutti contenti. Il problema si ha quando l'immigrato non è un terrone semianalfabeta con la valigia di cartone, ma un laureato che si rende conto di saperne assai di più di quel branco di sucaminchie che formano la "middle class" inglese, un patetico branco di cocainomani rimbecilliti dai rapporti incestuosi dei loro avi e convinti di essere la classe nobiliare eletta per diritto divino. 

In generale, la gerarchia del lavoro inglese è operai - supervisori - tecnici - lower management - top management. Gli immigrati sono benvenuti nelle prime tre categorie, ammessi ai gradi più bassi del lower management, esclusi a priori da tutto ciò che venga al di sopra. L'immigrato civilizzato viene messo nel livello più basso del lower management in modo da fargli fare da "filtro" tra le masse scimmiesche dei lavoratori immigrati e il management composto da cocainomani rincoglioniti di pura razza inglese. Da quel punto in poi le possibilità di avanzamento sono zero: anche se l'immigrato ne sa dieci volte di più del laureato a 'iton, si troverà sempre strani "ostacoli" sul percorso.

Ciò non vuol dire che i lavoratori italiani siano trattati male, visti male o sottopagati: i datori di lavoro british sono meno imbecilli dei datori di lavoro italiani, e sanno bene che un buon lavoratore vale tantissimo. Il vostro datore di lavoro vi tratterà con cortesia e vi pagherà generosamente, ma quando vi guarderà vedrà sempre e solo questo:


Mentre quando guarderà un giovane britannico vedrà questo:
L'inglese crede di essere così
Anche se in realtà è questo:
Com'è veramente l'inglese



Conclusioni


Per quelli che vogliono immigrare in UK: tenete a mente che non sarete MAI inglesi e che non sarete MAI considerati alla pari con gli inglesi, anche se avete più palle e più cervello di loro. Il massimo che potrete fare saranno i lavori che loro non vogliono fare, e anche se guadagnerete più di loro per loro voi sarete sempre degli inferiori. Se avete intenzione di fare un lavoro che vi metta in concorrenza con i locali preparatevi a ricevere tante, tante porte in faccia. Io guadagno molto di più dell'inglese medio (particolarmente se si tiene conto del fatto che non ho la laurea, lavoro col diploma), ma solo perchè mi sono accollato di fare i turni di notte come elettromeccanico con i cavi ad alta tensione in un'industria alimentare. Se avessi provato ad entrare in ufficio me la sarei passata davvero male!


Post Scriptum


Ci sono due tipi di immigrati particolarmente odiosi e disgustosi: il primo è l'immigrato che va dall'altra parte d'Europa e continua a comportarsi come faceva al vecchio paese. Il secondo è l'immigrato che si crede di trasformarsi in un locale. Sappiatelo bene: se non siete nati in un posto e non siete attori eccezionali, non sarete MAI in grado di passare per locali davanti a un locale. Gli inglesi vi tratteranno con gentilezza e vi faranno i complimenti per l'inglese e per l'accento, ma appena girerete l'angolo si faranno le migliori risate. Non siete inglesi, e non lo sarete mai, potete ingannare gli altri stranieri ma non i locali. Forse lo saranno i vostri figli, ma solo se spendete tanto per una scuola di buona qualità.

6 commenti :

  1. insomma è la classica storia, "è meglio essere galli in un pollaio o sudditi in un impero"?
    Questo dilemma mi attanaglia. Fosse per me me ne andrei a rintanare in qualche paese dimenticato da dio (mi hanno suggerito il Kazakistan), il mondo occidentale è troppo competitivo per le mie origini terrone.

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    1. Anzi, il fatto di essere riuscito a sopravvivere in un posto di merda pieno di iene e di squali dovrebbe renderti MOLTO più competitivo degli altri. Molti mi chiedevano come mai i terroni emigrati abbiano palle e motivazione tali da farli passare davanti a gente con molte più risorse di loro. Io ho cercato di fargli capire che crescere in un posto come la terronia ti renda un carnivoro assetato di sangue, ma non ci sono riuscito. Tutti i posti che richiedono palle, tipo il caporeparto in fabbrica, sono occupati da gente che è cresciuta in posti di merda: terronia, spagna, polonia e così via. Mettici un inglesino fighetto, e finirà fottuto a legnate dagli operai tempo dieci minuti.

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  2. Leggermente off topic, dio cane, scommettiamo che come sindaco di Londra vince quel cazzo di musulmano? che ha in programma (come tutti) di costruire nuove abitazioni per i morti di fame, così ne arrivano altri da tutto il mondo (musulmano)?!

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    1. Guarda, Londonistan e' un tale cagaio maomettano da farti sembrare Milano un posto sano, pulito e vivibile. Anche volendo non immagino come sia possibile peggiorarla.

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  3. Lo facciamo un bel post su quel sindaco maomettano del cazzo? io (non) vivo e lavoro a londra, e ovviamente ho votato una delle poche facce bianche che c'erano sulla lista. ma sta merda di musulmano adesso?
    e poi basta con la faccenda degli alloggi per i morti di fame, diocane, se dato loro la casa mai si sbatteranno per andare a lavorare per permettersene una!!

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    1. Onestamente, questa faccenda mi sta facendo pensare seriamente di chiudere il blog e i social network, sperando che i musulnegri non sappiano usare la wayback machine. Quanto ci manca prima che offendere l'islam diventi un reato penale?

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Ma che cazzo vuoi? Chi sono secondo te, quel porco di cristo?