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mercoledì 26 ottobre 2016

2083 - Una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.39 La guerra civile in Europa – I musulmani vogliono il comando, non l'integrazione

2.39 La guerra civile in Europa – I musulmani vogliono il comando, non l'integrazione


Tratto da The Brussels Journal, 10.2006


NOTA DEL TRADUTTORE: Ancora una volta, Breivik si è rivelato profetico. Mentre sto scrivendo questo post i poliziotti francesi sono in sciopero (cosa inaudita) dopo che le bestie selvagge delle banlieu hanno incendiato una delle loro camionette con le molotov, ferendo gravemente quattro agenti.



In varie comunità francesi i musulmani stanno combattendo una “intifada” contro la polizia, con scontri violenti che causano una media di 14 feriti al giorno tra gli agenti. Il ministro dell'interno ha dichiarato che quasi 2500 agenti sono stati feriti solo quest'anno, mentre il sindacato della polizia ha dichiarato che i suoi membri sono in stato di “guerra civile” contro i musulmani dei quartieri popolari detti “banlieue”, popolati da giovani disoccupati di origine nordafricana.

Si dice che la situazione sia così grave che la polizia abbia chiesto al governo l'uso di veicoli blindati per gli interventi nelle banlieue. Il numero di attacchi è salito di un terzo solo quest'anno. I rappresentanti della polizia hanno dichiarato al giornale Le Figaro che ormai i rivoltosi non hanno più paura di attaccare gli agenti in pattuglia, come è già successo nei Paesi Bassi.

[...] [Michel Thoomis, il segretario generale del sindacato di polizia Action Police,] ha dichiarato che: “Siamo in uno stato di guerra civile, condotta dagli integralisti islamici. Qui non si parla più di violenza urbana ma di una vera e propria intifada con pietre e bottiglie molotov. Non si vedono più due o tre delinquenti che attaccano gli agenti, ma interi condomini che scendono per strada per liberare i loro compari che stanno venendo arrestati.”


[...] Secondo Gerard Demarcq, leader del sindacato di polizia Alliance, tale situazione non esiste, e gli attacchi agli agenti sono prova che la politica di ripresa del territorio dalle bande sta funzionando.

Secondo Paul Belien del The Brussels Journal, 6 Novembre 2005:

Per capire quello che sta succedendo oggi non bisogna basarsi solo sulla prospettiva occidentale. Bisogna pensare come quei giovani per capirli. Non si tratta di immaginarsi nella loro situazione, ma di immaginare il modo in cui ragionano. La domanda importante è: che rapporto c'è tra questi ragazzi e la società francese?

I loro genitori sono arrivati in Francia dai paesi musulmani, accettando il fatto che sarebbero rimasti musulmani in un paese non musulmano. Gli immigrati di seconda generazione, invece, vedono la Francia come il loro paese, dato che ci sono nati. Dato che sono musulmani, loro vogliono che il loro paese sia musulmano. [...] Gli europei non possono biasimare questi ragazzi per il modo in cui vedono le cose. L'Europa ha aperto le porte ai musulmani, permettendo un'immigrazione su scala mai vista prima e incoraggiando gli immigranti a non integrarsi e a mantenere la loro cultura.

[...] I media che dicono che questi giovani vogliono integrarsi nella nostra società stanno mentendo. Loro non si vedono come parte della nostra società, e vogliono tenerci lontani dalla loro. I disordini in Francia non sono paragonabili a quelli degli afroamericani degli anni '60. Il cronista parigino del The New York Times che lo afferma sta mentendo o non ha idea di quello che stia dicendo. Le rivolte in Francia sono quelle che avvengono quando un gruppo vuole imporre la sua autorità e cacciare gli altri gruppi dal proprio territorio. [...] I musulmani sono offesi dalle ingerenze degli estranei nelle loro vite e nei territori in cui abitano. Il loro messaggio è chiaro: state lontani dal nostro territorio, ormai qui comandiamo noi.

Secondo Paul Belien del The American Conservative, 5 Dicembre 2005:

E' facile capire come mai i giovani dei quartieri popolari siano diventati così violenti quando il ministro Sarkozy ha cercato di riportare la legge e l'ordine nei loro quartieri. I giovani hanno comandato in quei quartieri per decenni e non possono permettere alle autorità francesi di riprendere il controllo del territorio. A differenza degli intellettuali, loro capiscono che la base del potere è il controllo di un territorio. La polizia e le bande combattono per decidere quale sarà la legge che governerà i quartieri popolari: la legge francese o la legge della nuova Eurabia.

[...] Sarkozy non è stato in grado di prevalere perché ha potuto impiegare solo agenti di polizia. Dopo due giorni di rivolte, gli agenti hanno ammesso di non avere i mezzi per vincere quella che era diventata una guerra civile. [...] Gli abitanti dei quartieri popolari avevano altre idee. I leader dei rivoltosi guidano BMW e Mercedes (che nessuno oserebbe toccare), e usano cellulari e computer per guidare le loro truppe. La guerra in Francia è una faccenda di controllo del territorio, non di ingiustizia sociale.



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