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sabato 14 gennaio 2017

2083 - Una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.43 Il processo di islamizzazione dall'1% al 100%


2.43 Il processo di islamizzazione dall'1% al 100%


Il processo di islamizzazione in un paese consiste di piccole concessioni e di richieste da parte dei musulmani. Tali pretese iniziano quando la popolazione musulmana è all'uno per cento e continuano fino al 100%. Gli esempi storici di tale processo sono paesi come il Libano, il Kosovo, l'Egitto e altri.

Quando i sinistrorsi politically correct cedono alle richieste dei “diritti religiosi” per la minoranza musulmana, fanno anche degli accordi sottobanco. Le fonti vengono dal CIA World Fact Book del 2007


Fino al'1-5%

Fino a che la minoranza musulmana rimane intorno all'uno per cento essa si comporterà come una minoranza pacifica e inoffensiva. Ci saranno alcuni che la raffigureranno nei film o nei giornali come una minoranza etnica particolare e interessante.

Tra il 2% e il 3% I musulmani iniziano a fare proseliti tra le altre minoranze etniche e i gruppi di malcontenti nelle prigioni e tra le bande di delinquenti.


Intorno al 5-10%

Dal
5% i musulmani hanno un'influenza sproporzionata rispetto al loro numero effettivo. Una delle loro prime pretese è l'introduzione di cibo halal sul mercato. Ciò li rifornisce di cibo preparato secondo la legge islamica, e assicura che ci siano posti di lavoro nell'industria alimentare che saranno occupati solo da musulmani. Quando avranno cibo halal a disposizione, i musulmani minacceranno i negozi e i supermercati che non vendono tali prodotti. Questo è solo il primo passo sulla strada che porta alla Shariah. I musulmani non vogliono convertire il mondo, a loro basta che le nazioni adottino la legge islamica.


Intorno al 10-20%

Quando i musulmani raggiungono il dieci per cento della popolazione, iniziano a comportarsi in maniera violenta come forma di protesta (vedi le rivolte di Parigi). Ogni azione che offenda i musulmani verrà punita con rivolte e minacce di morte (Vedi le vignette su Maometto ad
Amsterdam o Charlie Hebdo).
Guyana -- 10%
India -- 13.4%
Israel -- 16%
Kenya -- 10%
Russia -- 10-15%


Intorno al 20% ci si possono aspettare rivolte col minimo pretesto, formazioni di milizie jihadiste, omicidi, incendi di chiese e sinagoghe:

Etiopia -- 32.8%


Intorno al 40-60% avverranno massacri, attacchi terroristici continui e guerre tra milizie armate:

Bosnia -- 40%
Chad -- 53.1%
Libano -- 59.7%


Intorno al 60-80% avverranno persecuzioni aperte dei non musulmani, atti di pulizia etnica (genocidi), imposizione violenta della Shariah e della Jizya, la tassa sugli infedeli:

Albania -- 70%
Malesia -- 60.4%
Qatar -- 77.5%
Sudan -- 70%


Intorno al 80-100% avvengono atti di pulizia etnica e genocidi ordinati dallo Stato:

Bangladesh -- 83%
Egitto -- 90%
Gaza -- 98.7%
Indonesia -- 86.1%
Iran -- 98%
Iraq -- 97%
Giordania
-- 92%
Marocco -- 98.7%
Pakistan -- 97%
Palestina -- 99%
Siria -- 90%
Tajikistan -- 90%
Turchia -- 99.8%
Emirati Arabi Uniti UAE -- 96%


100% porterà alla pace del 'Dar-es-Salaam' – la Casa Islamica della Pace – dove si suppone che ci sia la pace dato che ormai sono tutti musulmani. Tutti i non musulmani sono stati uccisi, deportati, costretti alla fuga o convertiti.
Afghanistan -- 100%
Arabia Saudita-- 100%
Somalia -- 100%
Yemen -- 99.9%

Ovviamente, è una menzogna. I musulmani hanno una tale sete di sangue da ammazzarsi a vicenda per i motivi più futili, ad esempio l'arabizzazione[1].

Prima di compiere nove anni avevo imparato i canoni base della vita araba. Ero io contro mio fratello, mio fratello e me contro mio padre, la mia famiglia contro i cugini e il clan, il clan contro la tribù, la tribù contro il mondo e tutti contro gli infedeli” – Leon Uris, 'The Haj'

E' bene ricordare che in molti paesi, la Francia ad esempio, la minoranza musulmana si concentra in ghetti basati sull'origine etnica. I musulmani rifiutano di integrarsi con la comunità, ed esercitano un potere assai più grande di quanto ci si aspetterebbe dal loro numero.


Fonti:

http://frontpagemagazine.com/Articles/Read.aspx?GUID=4DE15EF9-A76C-4DD4-81E2-75683AEED74D By Dr. Peter Hammond

1. http://en.wikipedia.org/wiki/Arabization




La definizione di una zona sotto il controllo islamico

I sinistrorsi vi diranno che non esistono le zone sotto controllo islamico se non in Waziristan. Ovviamente sono palle, dato che ne esistono a migliaia in tutta Europa, anche nelle capitali. Ad esempio, ne esistono più di 800 in Francia e almeno 30 in Norvegia. Il loro numero cresce col crescere del numero e dell'influenza musulmana in un'area.

Definizione. Una zona sotto il controllo islamico è:


      1. Un posto dove i non musulmani, specialmente i giovani o i vulnerabili, non possono andare senza rischio di essere assaliti, rapinati, molestati o picchiati da bande di musulmani o da singoli musulmani.

      1. Un posto dove i non musulmani non possono esprimere la loro individualità (specialmente se religiosa, sessuale o culturale) senza il rischio di essere assaliti, rapinati, molestati o picchiati da bande di musulmani o da singoli musulmani.

      1. Un posto dove una donna vestita all'occidentale non possa andare senza il rischio di essere assalita, rapinata, molestata o picchiata da bande di musulmani o da singoli musulmani.


L'islamizzazione inizia dal momento in cui la prima famiglia musulmana si trasferisce in un posto. Nel momento in cui la prima famiglia arriva, le famiglie circostanti si pongono in uno stato di servilismo. Alcuni lo fanno per semplice cortesia o per adesione agli ideali di sinistra, mostrando considerazione speciale verso i musulmani (che nessuno vuole rischiare di offendere). Quello che comincia come cortesia e considerazione si evolve in uno stato di pressione in cui i musulmani avanzano sempre più pretese. Varie centinaia di esempi storici dimostrano come il processo inizi con la semplice richiesta di avere cibo halal e finisce con il genocidio. Non si può ragionare con l'Islam. L'Islam distrugge tutto quello che ha attorno a meno che non sia fermato in maniera decisiva. Il processo di islamizzazione continua ad usare lo stesso percorso che è stato seguito per anni in tantissimi luoghi. Se la prima famiglia di musulmani fosse stata deportata, cacciata via o sterminata allora ci saremmo risparmiati il processo di islamizzazione e la creazione delle zone sotto controllo islamico. L'Islam pretende che tutti gli infedeli si comportino come dei Dhimmi, almeno fino a che non saranno costretti ad andarsene, a convertirsi o a scappare. Ciò non è una fantasia, è quello che è successo alle minoranze cristiane, ebraiche, indù e buddiste in Iraq, Iran, Turchia, Egitto, Bangladesh, Indonesia e in tutti i paesi sotto maggioranza islamica. La morale della storia è semplice: non si può ragionare con l'Islam, lo si può solo combattere.




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