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venerdì 27 gennaio 2017

2083 - una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.48 - Intervista a un ex musulmano

2.48 Lasciare l'Islam – intervista a un ex musulmano

Autori: Mohammad Asghar/Jamie Glazov


L'ospite di oggi è Mohammad Asghar, un ex musulmano che ha deciso di lasciare l'Islam dopo averne scoperto le vere dottrine. Oltre ad avere studiato il Corano per venticinque anni, Mohammed ha scritto un commentario sui versetti coranici nella speranza di diffondere la verità sull'Islam presso i non musulmani. 


FP: Mohammad Asghar, benvenuto su Frontpage Interview. 



Asghar: Grazie per l'invito. 



FP: Ci parli della cultura in cui è cresciuto e della sua educazione musulmana.


Asghar: Sono nato in una famiglia di musulmani praticanti in Bangladesh. I miei genitori seguivano quasi tutte le regole islamiche e hanno fatto in modo da insegnarmele così che io potessi seguirle nella vita. Ho frequentato una madrassa insieme a molti altri bambini musulmani del mio quartiere, dove ho imparato a leggere il Corano. Ovviamente non capivo niente di quello che stavo leggendo. 

Da giovane ho cercato di vivere come un vero musulmano. Dicevo le mie preghiere, anche se non sempre. Visitavo le tombe dei santi musulmani, celebravo il compleanno del Profeta anche se nessuno sapeva il suo anno di nascita, celebravo la sua ascensione ai Giardini (Jannat) del Cielo e cantavo le sue preghiere. Quando i miei genitori o i miei vicini organizzavano il Mehfil-e-Milad – un raduno di musulmani nel subcontinente indiano credevo veramente che le cose che stavo facendo fossero parte dei miei doveri verso Allah e verso il Profeta. Ero sicuro che se non li avessi compiaciuti non sarei mai andato nei Giardini durante il giorno del giudizio.


FP: Come mai si insegna la lettura del Corano ai bambini senza spiegargli cosa contiene?



Asghar: Secondo alcuni rapporti, ci sono più di un miliardo e mezzo di musulmani sul pianeta. Di questi, solo trecento milioni parlano e leggono l'arabo. Il Corano è difficile da leggere anche per i madrelingua arabi, dato che buona parte di esso è scritto in un arabo dialettale parlato solo dalla tribù Quraish della Mecca del settimo secolo. 

La maggioranza dei musulmani vive nel sud est asiatico o nel sub continente indiano, e quasi nessuno di loro capisce l'arabo. Nenche coloro che imparano il Corano a memoria, detti Hafez-e-Qur’an, capiscono il significato delle parole che hanno memorizzato. 

Come mai i musulmani imparano a memoria il Corano senza capirne neanche una parola? Perchè molti di loro, specialmente quelli non madrelingua araba, si fidano delle parole dei loro Mullahs. I musulmani, soprattutto quelli poveri e analfabeti, fanno solo quello che gli dice il loro Mullah, specialmente in India. 

Questi Mullah dicono ai musulmani che leggere o recitare il Corano in arabo sia la cosa che più compiace Allah, e che il piacere di Allah sia l'unica cosa che possa fare entrare un uomo o un Jinn nel Giardin (Jannat) il giorno del giudizio. Questo porta tutti i musulmani, non solo quelli poveri e analfabeti ma anche quelli ricchi ed educati, a leggere il Corano in arabo senza provare a capire quello che stanno leggendo o le preghiere che stanno recitando. Questi musulmani pretendono che i loro figli leggano e imparino a memoria dei versetti coranici da recitare durante le loro preghiere obbligatorie. 


FP: Mi sembra assurdo che la gente segua una religiose ripetendo cose che non hanno senso nemmeno per loro. Cosa le ha fatto venire dubbi riguardo alla sua fede?



Asghar: Circa 25 anni fa ho avuto lo shock della mia vita quando un Maulvi (chierico musulmano) si è rifiutato di farmi seppellire mia madre, dato che secondo lui il vestito che avevo addosso non era un abito islamico. Quel vestito viene chiamato “Lungi” in Bangladesh, e sembra il vestito che viene indossato in Malesia o in Burma nella vita di tutti i giorni (come i pantaloni, ma aperto verso il basso)



FP: Perchè la gente indossa il Lungi? Perchè un abito che lascia quelle parti esposte?



Aghar: Il Lungi, come il Saree femminile, è un vestito tradizionale che si indossa in Bangladesh per coprire la parte inferiore del corpo. Molti musulmani credono che non dovrebbe essere indossato dagli uomini musulmani, dato che il Lungi è aperto sul fondo e i genitali sono esposti verso la terra. Secondo i musulmani, esporre i propri genitali verso la terra è un peccato grave.


Il problema è che non ho mai sentito un Mullah dire niente del genere riguardo al Saree, un abito con le stesse caratteristiche del Lungi. Stranamente, i Mullah permettono alle loro mogli di indossarlo senza lamentarsi. 


FP: Va bene, forse ne parleremo in dettaglio più tardi. Cosa è successo dopo la faccenda del Lungi?



Aghar: Mi è venuta voglia di sapere cosa vuole veramente l'Islam e quali sono i veri insegnamenti del Corano. Ho iniziato a leggere il Corano in inglese, nella traduzione di Abdullah Yusuf Ali e Mohammad Marmaduke Pickthall, e in Bengali e Urdu. Ho preso tre traduzioni in modo da essere sicuro che quello che stavo leggendo in inglese fosse la stessa cosa che era scritta in Bengali e Urdu, e che fosse una traduzione corretta e fedele del Corano arabo. 

Quello che ho letto e scopert del Corano mi ha lasciato di sasso. Non riuscivo a credere che Allah, se esiste, possa avere detto quelle cose a Muhammad e ai suoi seguaci, cose come: 

2:223: “Le vostre spose per voi sono come un campo. Venite pure al vostro campo come volete, ma predisponetevi; temete Allah e sappiate che Lo incontrerete. Danne la lieta novella ai credenti! .” 

Dicendo ai musulmani che possono compiere atti sessuali con le loro mogli “come volete”, Allah gli ha permesso di violentarle, dato che in questo versetto non si chiede all'uomo di ottenere il consenso della donna, senza il quale l'atto sessuale è una violenza carnale. Per Allah il “predisponetevi” significa che basta recitare una preghiera verso di lui prima dello stupro per essere assolti dal crimine. 


FP: Riguardo al versetto 2:223, se Allah non ha ordinato ciò allora chi è stato? Chi ha scritto questo versetto e perchè?



Aghar: Secondo me il Corano è solo un registro delle cose fatte e dette dal Profeta durante la sua vita terrena. I suoi seguaci hanno ricordato e raccontato questi episodi agli scrittori del Corano mentre veniva compilato. Quindi, il versetto 2:223 dovrebbe essere considerato come una cosa che lui ha fatto nella vita, e ha detto ai suoi seguaci.

Nelle Hadith (le parole di Maometto), leggiamo che: 

Sahih Muslim, Libro 008, Numero 3240: 
Jabir riportò che il messaggero di Allah (pace su di lui) vide una donna e andò da sua moglie Zainab, che in quel momento stava conciando una pelle, ed ebbe un rapporto con lei. Dopo, andò dai suoi discepoli e disse che la donna ti si avvicina con le forme di una diavolessa, quindi quando uno di noi vede una donna deve andare da sua moglie, per respingere quello che sente nel cuore.”

In pratica il Profeta ha fatto a sua moglie quello che veniva descritto nel versetto di prima, ossia si è preso sua moglie senza preavviso. I musulmani possono prendere la propria moglie senza preavviso e violentarla, se ciò li rende felici. 


FP: Quindi lei ha lasciato l'Islam?



Asghar: Si, non sono più musulmano. Non seguo più gli insegnamenti e le dottrine dell'Islam, dato che le considero malvagie e inadatte per le brave persone. 



FP: Come ha reagito la sua famiglia e la sua comunità? Lei è mai stato in pericolo?



Asghar: Ho detto alla mia famiglia quello che avevo trovato nel Corano e mi hanno dato ragione. Il problema è stato con la comunità, da cui mi sono ritrovato escluso. Molti dei miei amici e conoscenti hanno smesso di parlarmi, dato che temevano che quello che gli avrei detto li avrebbe portati a lasciare l'Islam. Altri mi hanno minacciato. Ho capito che se avessi continuato a vivere in quel posto con le mie opinioni avrei rischiato la vita, quindi ho deciso di emigrare negli Stati Uniti insieme alla mia famiglia. 

Qui mi sento al sicuro, anche se ho già ricevuto minacce di morte. Il ministero di grazia e giustizia americano si è offerto di aiutarmi a proteggermi. Io e la mia famiglia siamo grati agli americani per essere stati al nostro fianco. 


FP: Quali sono i suoi pensieri riguardo all'impatto dell'Islam sui musulmani e sui non musulmani?



Asghar: I musulmani sono le vittime dell'Islam. Molti di loro ne sono diventati volontariamente le vittime, mentre la maggioranza di loro sono caduti nella trappola senza sapere niente di quello in cui credono. L'Islam li ha trasformati in robot che fanno e credono solo quello che Allah gli dice. Basti pensare al fatto che molti musulmani non fanno niente nella vita senza prima dire “Bismillah ”, ossia iniziare ogni cosa nel nome di Allah dato che credono che senza il suo aiuto non possono fare nulla. 


Dato che Allah gli ha chiesto di credere in un libro su cui non ci sono dubbi (Corano; 2:2), molti di loro passano tantissimo tempo pregando. Dato che i musulmani credono che gli insegnamenti del Corano siano tutto quello di cui hanno bisogno nella vita, molti di loro diventano chierici islamici invece di diventare studiosi o scienziati che potrebbero fare di più per il bene dell'umanità. Queste statistiche aiutano a capire lo stato della conoscenza nel mondo musulmano: 

Ci sono 57 stati membri nella OIC, l'organizzazione delle conferenze islamiche, e in tutto hanno 500 università. C'è una università per tre milioni di musulmani. Gli USA hanno 5758 università, l'India ne ha 8407. Nella classifica mondiale delle università del 2004 non c'era nemmeno una università musulmana tra le prime 500. Ciò dimostra che il mondo musulmano non ha cultura. Negli ultimi 105 anni ci sono stati solo tre premi Nobel tra un miiardo e mezzo di musulmani (escludendo il Nobel per la pace), mentre nel frattempo 14 milioni di ebrei hanno avuto 180 premi Nobel.


FP: Cosa c'è dietro all'insegnamento musulmano che li obbliga a pregare tutto il tempo? Se non è stato Dio ad ordinarlo, allora è un ordine dato dall'uomo. Come mai un ordine simile?



Aghar: Prima dell'arrivo dell'Islam i pagani della penisola araba pregavano tre volte al giorno, all'alba, al tramonto e a mezzogiorno, inchinandosi verso la Mecca. Maometto ha mantenuto il rituale pagano, e a volte si è fatto scappare l'ordine di pregare due, tre o quattro volte al giorno. Dato che i suoi seguaci conoscevano bene le norme per la preghiera, Maometto non le ha menzionate nel Corano. I sunniti dicono che si debba pregare cinque volte al giorno, tutti gli altri si limitano a tre volte. (Dr. Rafiq Zakaria; Muhammad and the Quran, p. 74).


Maometto ha mantenuto la pratica pagana delle preghiere giornaliere per un motivo: dato che era ancora militarmente ed economicamente debole, doveva rendere chiaro ai pagani della Mecca che la sua religione non era molto differente dalla loro e che avrebbero dovuto accettarla senza resistenza. La sua politica è andata avanti anche alla Medina, dove gli ebrei gli si opponevano. Per cercare di portarli dalla sua parte, Maometto ordinò di cambiare la direzione della preghiera verso Gerusalemme, ma gli ebrei si rifiutarono di seguirlo comunque. 

La preghiera musulmana acquista una nuova importanza con la conquista musulmana delle terre fuori dalla penisola araba. I musulmani, poveri e miserabili, si trovarono spiazzati di fronte alle ricchezze dei paesi che avevano conquistato solo pochi anni dopo la morte di Maometto e alla bellezza delle loro donne.
Al-Baladhuri, il più sensato tra gli storici delle conquiste musulmane, scriveva che Abu Bakr reclutava i volontari per la campagna siriana invitandoli alla guerra santa in cui avrebbero goduto del bottino e delle donne prese ai popoli sottomessi. Rustam, il generale persiano che difendeva il suo paese dall'invasione disse al diplomatico musulmano che: “capisco che siete costretti dalla vostra povertà a fare quello che fate.” Un verso della Hamasah di abu-Tammam dice che:


Voi non avete lasciato la vita nomade per il Paradiso; 
Ma per la vostra fame di pane e datteri. 


(Citato dalla Storia degli Arabi di Phillip K. Hitti, p. 144).

Le conquiste andavano avanti e il desiderio di donne e di ricchezze era sempre più forte. I comandanti musulmani temevano di perdere il controllo dei loro soldati, se non ne avessero calmato le passioni. Come soluzione al problema, alzarono il numero di preghiere gioraliere a cinque, includendo anche movimenti, gesti e recitazioni di frasi del Corano in modo da tenere i soldati impegnati e impedirgli di pensare alla ribellione. 

Questo indottrinamento è simile a quello usato dai dittatori moderni sui loro militari. I comandanti musulmani riuscirono nel loro intento al punto da rendere le cinque preghiere una parte integrante della vita di tutti i musulmani. I musulmani sprecano un'enorme quantità di tempo in preghiera, trascurando i loro doveri pur di ottenere la benevolenza di Allah, danneggiando la loro stessa economia e il loro benessere. Prima i musulmani capiranno ciò, meglio sarà per loro e per il resto del mondo. 


FP: Buona parte del mondo islamico è in preda alla povertà. Secondo lei è colpa della dottrina islamica?



Aghar: Certo. Per i musulmani la povertà è una virtù, una cosa datagli da Allah. Molti altri popoli hanno fatto di tutto per liberarsi dalla povertà, mentre i musulmani hanno seguito le loro convinzioni religiose e hanno inflitto la povertà su loro stessi. Molte nazioni musulmane hanno dato la loro autostima, la loro indipendenza politica e la loro sovranità in cambio dell'approvazione dei paesi che li mantenevano con la loro carità. 

I musulmani non amano prendersi la responsabilità per i loro fallimenti e per le loro follie. Loro preferiscono dare la colpa ai non musulmani ricchi per tutti i mali che soffrono oggi, dicendo che sono stati causati dai tradimenti dei cristiani. Il Corano alimenta l'astio verso i cristiani, affermando che Allah gli ha dato la ricchezza non per dargli la prosperità sulla Terra, ma per punirli nella loro vita successiva. (Corano; 10:69 & 70). 

I musulmani non si limitano ad odiare i non musulmani che sono ricchi: aspettano in silenzio il momento in cui potranno spazzarli via dalla faccia della Terra, insieme a tutte le altre religioni. 


FP: Su cosa si basa ciò? Sulla guerra che l'Islam ordina di condurre contro gli infedeli?



Aghar: Si. Per quello che sappiamo l'Islam ha diviso il mondo in due parti: il Dar al Islam e il Dar al Harb, il mondo musulmano e il mondo non musulmano. Dato che i musulmani sono i soldati di Allah, devono seguire il suo piano di battaglia enunciato nel Corano. I musulmani hanno il compito di prendersi le terre dei non musulmani, e di costringerli ad accettare l'Islam o a morire (Corano; 9:29). 

Gli insegnamenti del Corano portano i musulmani ad attaccare automaticamente i cristiani, dato che hanno la proibizione a prendere loro (e gli ebrei) come amici e l'ordine di considerare cristiani ed ebrei come nemici della Ummah (comunità) islamica e dell'Islam. 

Oltre che gli ebrei e i cristiani, i musulmani odiano anche i pagani (Mushrikun) con tutto il loro cuore, dato che il Corano li considera impuri (Corano; 9:28) e indegni di vivere sulla Terra. I musulmani hanno l'ordine di ucciderli ogni volta che possono (Corano; 9:5). Queste istruzioni sono estremamente pericolose e rendono impossibile ai non musulmani il convivere con i musulmani. 
Questa verità sull'Islam deve essere diffusa tra le comunità non musulmane di tutto il mondo, in modo da prepararle al pericolo mortale dell'Islam, in particolare se i musulmani divenissero la religione dominante. Leggere e capire il Corano è importante per tutti, non solo per gli infedeli di oggi, ma anche per proteggere i loro discendenti dalla furia omicida dei musulmani del futuro. 


FP: Lei crede che l'Occidente potrà confrontarsi con l'aggressione dei musulmani? 



Asghar: Mi dispiace dire che l'Occidente non ha capito nulla del Corano, della storia dell'Islam e dei musulmani. Questo sono esempi di come si comportano i musulmani verso ebrei, cristiani, buddisti e tutti gli altri infedeli:


Mohammed è andato a Medina come fuggitivo dalla Mecca e nel giro di dieci anni ne è diventato il capo dopo avere ucciso o cacciato tutti gli ebrei della città e dopo averne convertito i pagani. Con le sue azioni, Maometto insegna ai suoi seguaci che essere in tanti è necessario per stabilire il comando. Se avesse conosciuto l'esistenza delle armi da fuoco, avrebbe ordinato ai suoi seguaci di comprarne, accumularle e di usarle per conquistare il mondo. 
L' Abissinia, un paese cristiano, è stata la prima nazione ad ospitare i musulmani fuggitivi dalla Mecca. Quando i musulmani sono diventati abbastanza forti e numerosi, si sono dimenticati dei favori concessi e ne hanno massacrato e convertito a forza gli abitanti. Se è per questo, hanno anche conquistato quasi un terzo del mondo e hanno tentato di invadere l'Europa, se non fossero stati fermati a Vienna nel 1683. 

Allah ha promesso il dominio della Terra ai musulmani, e li ha aiutati a diffondere l'Islam it (Corano; 24:55,57). Per raggiungere questi obiettivi, Allah gli ha ordinato di sfidare in battaglia quelli che rifiutano di convertirsi pacificamente, di colpirli fino a sottometterli, di prenderli prigionieri per poi liberarli sotto riscatto dopo la fine delle ostilità (Corano; 47:4). 

Invece di imparare la lezione dalla storia dei musulmani, molti leader e molta gente comune in Occidente crede che l'Islam sia una religione di pace e che i suoi seguaci siano buoni come sembrano. Molti di loro non hanno capito niente, nemmeno dopo le morti e le distruzioni inflitte dai musulmani a New York o a Washington, e nemmeno dopo aver visto che un resista ha perso la sua vita per mano di un fanatico islamico solo per aver diretto un film contro l'Islam. Molti occidentali hanno lodato la “tolleranza” dei musulmani dopo aver saputo che un editore americano è stato costretto a non pubblicare un libro sulla moglie del Profeta Maometto a causa delle minacce di morte che ha ricevuto dagli islamici. 

Molti occidentali hanno ignorato il presidente iraniano quando ha ordinato la distruzione completa di Israele, dicendo che era solo un pazzo. In realtà non è stata la sua pazzia che gli ha fatto dire quelle cose, ma il suo antisemitismo e i dettami della religione che segue.
Come dovrebbero fare i musulmani a distruggere Israele e conquistare il pianeta, se non ne hanno i mezzi? La risposta è questa:

Durante suo discorso ai delegati musulmani del OIC, tenutosi in Malesia nel 2003, il dottor Mahthir, ex primo ministro malese, ha espresso chiaramente il desiderio dei musulmani di acquisire armi sempre più mortali:

…non si può fare altrimenti. Pochi milioni di ebrei non possono sconfiggere un miliardo e mezzo di musulmani. Ci deve essere un modo per vincere, e possiamo trovarlo solo se ci fermiamo per considerare le nostre forze e le nostre debolezze, i nostri piani e le nostre strategie per il contrattacco. Come musulmani, dobbiamo affidarci alla guida della Sunnah, del Corano e del Profeta. Di certo i ventitré anni di tribolazioni del Profeta ci possono insegnare come fare. Dobbiamo costruire le nostre forze in tutti i campi, non solo dal punto di vista militare. I nostri paesi devono essere stabili e ben amministrati, economicamente forti, con un'industria competente e una tecnologia avanzata. Ci vorrà tempo, ma si potrà fare, e sarà tempo ben speso. La nostra religione ci insegna ad essere pazienti, perchè la pazienza è una virtù. Innallahamaasabirin.” 

Mentre si preparano ad attaccare gli ebrei, i musulmani stanno prendendo piede nei paesi ricchi dell'occidente, con due obiettivi in mente. Il primo è quello di guadagnare fondi, il secondo è seminare l'Islam tra la gente dei paesi che li ospitano. Oltre a convertire i malcontenti e i criminali verso la loro fede, cercano di aumentare il loro numero facendo più figli possibile. Se non hanno donne a disposizione, cercheranno di intrappolare donne europee, convertirle a forza e costringere i figli a seguire l'Islam.

Quando i musulmani saranno diventati abbastanza da avere peso politico, cercheranno di avere l'autonomia o l'indipendenza per le regioni in cui hanno la maggioranza. Ciò è già avvenuto in India, e sta avvenendo in Cina, nelle Filippine e in Thailandia.

Questo è quello che succederà in Occidente, se gli occidentali continueranno con la loro “political correctness” e la loro apatia verso l'ostilità dell'Islam. Il filosofo e storico americano Will Durant (1885-1981) ha descritto questo processo in parole sue: 
"la conquista islamica dell'India è probabilmente la più sanguinaria di tutta la storia. E' una storia triste, in cui una civiltà preziosa, con un complesso di ordine, libertà, cultura e pace può essere distrutta da un momento all'altro da barbari invasori o infiltrati all'interno


FP: Lei può dare un consiglio all'occidente?



Aghar: Sapendo che Will Durant aveva ragione, suggerirei che l'Occidente debba compiere queste azioni per proteggere la sua indipendenza e lo stile di vita dei suoi popoli dalla minaccia musulmana:


Bisogna fermare l'invasione di musulmani, e ammettere solo quelli che sono disposti ad adattarsi allo stile di vita secolare. 
Bisogna proibire la costruzione di altre moschee e di seminari religiosi, dato che queste istituzioni diffondono i fondamentalismi ed indottrinano i giovani all'odio verso tutti quelli con una fede diversa dall'Islam. 
L'Occidente deve imparare a sorvegliare le moschee e a controllare il contenuto dei sermoni del venerdì, oltre che il contenuto degli insegnamenti che vengono impartiti ai bambini musulmani. Ogni imam o insegnante religioso che insegni odio razziale o religioso ai suoi studenti dovrà essere punito severamente. 
Oltre a combattere il terrorismo in paesi come Iraq, Pakistan e Arabia Saudita, l'Occidente dovrà impedire ai governi di quei paesi di indottrinare i bambini all'odio religioso, fino al punto da usare la forza economica e militare contro i governi che si rifiuteranno di farlo. 

L'Occidente non ha altra scelta se non quella di combattere contro i paesi musulmani e di contenere la minaccia musulmana contro di sé e contro i propri alleati. Se non lo farà, ci sarà una catastrofe per il mondo intero, una guerra che non si potrà vincere senza perdite umane e materiali enormi. 


FP: L'Occidente può fare queste cose, e restare comunque un posto dove ci sono libertà religiosa e libertà personale?


Aghar: Se si vuole proteggere i cittadini dal terrorismo islamico e dalla minaccia dell'invasione, l'Occidente deve solo seguire le sue stesse leggi e fare qualche cambiamento al suo processo cognitivo. Per esempio:


Ogni paese ha delle regole per l'ingresso. L'Occidente può regolare il flusso di musulmani facendo più attenzione a chi riceve i VISA d'ingresso. 

Ci sono già abbastanza moschee e scuole religiose per i bisogni della popolazione musulmana. Dato che molti Imam e insegnanti religiosi musulmani le usano come copertura per diffondere il fondamentalismo, l'Occidente ha il diritto di rifiutarsi di costruire altri edifici religiosi e di monitorare elettronicamente quelli che già esistono. Spiare elettronicamente gli Imam e gli insegnanti non è una violazione dei diritti umani dei musulmani, anzi è un'azione necessaria per proteggere i bambini islamici dall'influenza del fondamentalismo e dell'odio razziale. 

Inoltre, l'Islam stesso permette lo spionaggio verso le persone pericolose, e Allah ha spiato personalmente i nemici di Maometto per proteggerlo dai complotti. Il Corano dice che :


108. Cercano di nascondersi agli uomini, ma non si nascondono ad Allah. Egli è al loro fianco, quando di notte pronunciano parole che Lui non gradisce. Allah abbraccia [nella Sua scienza tutto] quello che fanno.


Questo dovrebbe mettere a tacere quei musulmani che si oppongono alle azioni dei governi occidentali contro gli Imam e gli insegnanti, dato che se Allah poteva spiare contro i nemici di Maometto per proteggerlo, allora la polizia occidentale può fare la stessa cosa per i cittadini.
Inoltre, le libertà personali e religiose valgono per quelli che le seguono e le rispettano. Non si può usare la scusa della libertà religiosa o personale per evitare che un criminale venga arrestato, dato che la sua libertà è pericolosa per la società in cui vive. Se si parla di terrorismo religioso o di incitazioni a uccidere gli aderenti di una religione, allora il concetto di libertà religiosa non si applica. L'Occidente deve fare tutto ciò che è necessario per proteggersi e per proteggere i cittadini da coloro che vorrebbero distruggerli perchè glielo ordina la loro religione. 


FP: Mohammad Asghar, grazie per l'intervista.



Asghar: Grazie a voi.







Fonti:

http://www.islam-watch.org/MAsghar/Leaving-Islam.htm






9 commenti :

  1. Amico, questo è uno dei tuoi migliori articoli.

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    1. Lo hai capito che io sto solo traducendo il Compendio di Berwick, vero?

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    2. Comunque i Corani vanno buttati qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Crocodylus_porosus

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    3. E poveri coccodrilli, li vuoi fare morire male? Per queste cose si usa l'inceneritore, possibilmente localizzato nella Terra dei fuochi!

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  2. Allah maledetto. Solo ora mi accorgo dell'effettiva quantità dei danni farà la presa di potere maomettana. Per la scienza e per l'arte sarà un vero e proprio disastro.
    Per esempio potrebbero venire distrutte importanti opere d'arte al Louvre o fossili nei musei di storia naturale.

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    1. http://news.nationalgeographic.com/2015/09/150901-isis-destruction-looting-ancient-sites-iraq-syria-archaeology/

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    2. Dal punto di vista del rispetto dell'arte i maomettani sono peggio di Hitler.

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  3. Ho dimenticato la bestemmia Allah sviscerato. Comunque gli insulti rivolti a personaggi come Maria non sono bestemmie.

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Ma che cazzo vuoi? Chi sono secondo te, quel porco di cristo?